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Kuntur Sayana - Perù

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Kuntur Sayana - Perù

"Nel corso del nostro viaggio di due anni intorno al mondo, che abbiamo chiamato A World Less Traveled, Josh e io ci siamo ritrovati nel piccolo villaggio di Pitumarca in Perù. Eravamo in compagnia di Coco (Jorge Sivas), della sua compagna Diana e degli scalatori locali che sono anche molto attivi nella regione di Cusco. Inizialmente ci eravamo recati in quel luogo per fornire il nostro contributo – per due settimane – a un progetto di sviluppo nella Valle di Chacco Huayllascca. Tuttavia, abbiamo finito per prolungare il nostro soggiorno di un mese e mezzo, perché abbiamo avuto l’opportunità di salire delle linee eccezionali e di aprire delle vie strabilianti. Verso la fine del nostro viaggio, abbiamo cercato di raggiungere la base di tutte le falesie che eravamo riusciti a individuare da lontano, ma non c’era nessuna strada ci si avvicinasse abbastanza. Nel contesto della nostra disavventura, grazie a po’ di fortuna siamo riusciti a raggiungere una valle che si mostrava sempre più interessante a mano a mano che ci avvicinavamo. Un canalone scavato dalla pioggia nel bel mezzo della strada ci ha costretto a continuare a piedi. Sbuffando a causa dell’altitudine (eravamo all’incirca a quota 4600), abbiamo scoperto quello che sarebbe diventato il nostro sogno per tutto l’anno a venire: una parete triangolare di calcare che strapiomba sulla valle.

© 2019-PETZL Distribution - Jan Novak

Sebbene il film presentato qui, Kuntur Sayana, lo illustrerà meglio, possiamo riassumere con qualche parola le tappe della nostra storia su questo muro dei sogni (lo abbiamo chiamato così fino a quando non abbiamo scoperto il suo vero nome all’interno della locale comunità peruviana).

Ci è voluto più di un anno per tornare in Perù con l’autorizzazione delle comunità locali Pampachiri e Hachojo, che ci hanno autorizzato ad attrezzare il nostro "mur de rêve" e le pareti vicine.

© 2019-PETZL Distribution - Jan Novak

In questo viaggio siamo stati accompagnati da una super squadra. Jan Novak scattava foto e filmava, scoprendo il Perù e assicurandosi che disponessimo della nostra dose quotidiana di musica reggae. Mio padre, che sognava Pitumarca sin dalla prima volta che gli avevo inviato le foto, non voleva perdersi questo secondo soggiorno. È dunque venuto a vederlo con i suoi occhi e la sua presenza si è rivelata molto utile per il progetto, specialmente al campo base. Anche il padre e il fratello di Josh si sono uniti al team, curiosi di sapere perché amiamo così tanto il Perù e scoprire la vita in un Paese in via di sviluppo.

© 2019-PETZL Distribution - Jan Novak

Mentre all’inizio lo chiamavamo “muro dei sogni" (correttamente, dal punto di vista tecnico!), abbiamo scoperto che il nome della parete è Kuntur Sayana, che in lingua quechua significa grosso modo “il territorio dei condor”, i grandi uccelli che di tanto in tanto si vedono volare intorno alla montagna.

La base del muro è situata a circa 4.600 metri e la sua sommità tocca i 4800 metri, quote che hanno trasformato l’attrezzatura della via, la scalata e la vita in parete un’esperienza di umiltà. Lassù non avevamo altra scelta che rallentare i nostri ritmi.

© 2019-PETZL Distribution - Jan Novak

Una buona avventura non svolge mai senza il suo strascico di problemi, e di questi ultimi abbiamo avuto la nostra parte per due settimane. A causa dell'altitudine, non potevamo andare troppo in fretta. Come quando, ad esempio, il primo giorno in cui attrezzavo la via, mi sono ritrovato a vomitare a 60 metri dal suolo, o come quando il fratello di Josh è stato colto dal mal di montagna per due giorni, dopo una lunga camminata su terreno ripido. Inoltre occorre tenere conto che Pitumarca è un piccolo villaggio, e lì le priorità del comfort non sono le stesse delle grandi città… L’acqua calda non è prevista, e quindi non potevamo far conto su una buona doccia calda a fine giornata per rimetterci in sesto…, e nemmeno sul riscaldamento, circostanza che ci costringeva a indossare  i piumini anche dentro casa. Oltre all’altitudine e alle sommarie condizioni in cui vivevamo, siamo anche stati sfortunati: Josh ha avuto una grave infezione dentale, costringendoci ad andare con suo fratello a Cusco dove ha dovuto subire l’estrazione del dente (piuttosto brutale, nel suo ricordo). E lo stesso giorno ci siamo pure ritrovati con una gomma a terra.

© 2019-PETZL Distribution - Jan Novak

Da lontano, pensavamo che il muro avrebbe generato uno sviluppo della via di tre o quattro lunghezze… Alla fine abbiamo dovuto fare i conti con sette lunghezze, alcune delle quali di ben 35 metri. La quinta lunghezza arriva a 40 metri, ma abbiamo installato una sosta intermedia (vedi disegno) e lasciato alcuni moschettoni sul posto per rendere possibile un’eventuale fuga.

Abbiamo chiamato la nostra linea Vol du Condor, in ricordo del giorno in cui stavamo attrezzando la via a metà altezza mentre un condor ci volava molto vicino. Quella volta abbiamo avuto l’impressione che il tempo si fermasse!

Vol du Condor è una grande via difficile, con una prima lunghezza di 8a+ e tre lunghezze di fila di 8a. Per dirla tutta, però, con il senno di poi pensiamo che le nostre siano senza dubbio delle quotazioni un po’ severe… Ma sentiremo il parere dei ripetitori!

E per finire, non vediamo l'ora di tornare in quel luogo magico e speriamo che anche gli altri siano motivati a farlo!".

© 2019-PETZL Distribution - Jan Novak

Testo di Charlotte Durif