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Un’escursione con la lampada frontale all’alba

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Un’escursione con la lampada frontale all’alba

© Bruno Lavit

La partenza notturna

Nel buio della notte, la mia sveglia suona. Con la mente ancora annebbiata, mi preparo a tentoni. Nella mia testa, una vocina mi chiede perché sto facendo una cosa del genere, invece di continuare a sognare in pace.
L’auto si ferma a lato della strada. Durante il viaggio sono stata una passeggera sonnolenta, e ora la nebbia in cui mi trovo immersa è diventata più densa. Vuol dire che la notte è serena. L’assenza di nuvole e della luna lascia il posto a una moltitudine di stelle. Un’immensità scura, punteggiata di una miriade di puntini scintillanti il cui bagliore accarezza le chiome della foresta che mi si para di fronte.
Sistemo la mia lampada frontale e l’accendo. Il suo fascio luminoso percorre i grandi alberi giungendo fino alle loro cime. Nessun movimento all’orizzonte. Ho i brividi. Siamo pronti per partire. Sento che a poco a poco i miei muscoli intorpiditi si rilassano e si riscaldano. La mia nebbia interiore comincia a dissiparsi.

 

© Bruno Lavit

La salita

Il percorso in salita attraverso la foresta è buio. Il mio sguardo si concentra solo sul fascio di luce della mia lampada. Mi accorgo di alcuni dettagli, un ciottolo particolare, un fiore smarrito, il colore delle foglie… Dettagli che sarebbero passati inosservati se il mio campo visivo non si fosse ristretto. Tutto intorno, gli alberi mostrano forme strane. Rabbrividisco di nuovo e raggiungo gli altri.

Dopo un momento che mi è sembrato fuori dalla dimensione spazio-temporale, raggiungiamo il limitare della foresta. Il cielo ha assunto una tonalità rosa-arancio. Regolo la potenza della mia lampada. Posso finalmente intravedere la cima. Mi sento del tutto sveglia e accelero il ritmo per essere sicura di non perdere il momento.

Salgo gli ultimi metri in stato di euforia. Giusto in tempo per vedere apparire poco a poco il sole. I suoi raggi valicano il profilo delle montagne prima che il disco luminoso appaia completamente. Il mio viso è accarezzato dal suo dolce calore, e so perché non ho ascoltato la vocina quando mi sono svegliata.

Serena, contemplo l’apparizione del sole mi sento una privilegiata. Un grande spettacolo e a me sembra di essere sola di fronte al mondo, ad ammirare l’avvento di questa giornata che comincia molto bene.

© Bruno Lavit

 

Un racconto di Magali