Jorg Verhoeven

Jorg Verhoeven profile - © Erwan Lelann
Jorg Verhoeven profile - © Reni Fichtinger

Netherlands

NLD
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Jorg Verhoeven - © Erwan Lelann
Date de naissance: 
5 Giugno 1985
Lieu de résidence: 
Innsbruck (Austria)
Statut actuel: 
Climber professionista
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2008

Un percorso da concorrente
«Qualunque sia la loro disciplina, tutti gli atleti condividono sentimenti relativamente simili. Infine hanno lo stesso tipo di rapporto con il marchio, l'attrezzatura, la squadra. La differenza è solo nel livello di riconoscimento mediatico.
Come arrampicatore olandese, ho iniziato in palestra, ma mi sono presto resto conto che c'era qualcos'altro. Dal 2005, vivo nelle Alpi austriache. In poche parole, vivo un sogno. Sono un climber professionista da competizione, ma faccio anche molta arrampicata all'aperto. Il divertimento vero è fuori nella natura.»

Colonne gauche
Nome

Una rapida progressione dalla palestra alle «big wall»
«La mia vita di arrampicatore può essere così riassunta: all'inizio soprattutto competizione, poi boulder e ora tanta arrampicata su vie sportive di grandi pareti.
 
 
Poco tiempo después de haber empezado a escalar, me di cuenta de que quería ser profesional, así que en cuanto acabé el instituto hice las maletas y Poco dopo aver iniziato ad arrampicare, ho capito chiaramente che sarei diventato un climber professionista. Finito il liceo, ho fatto la valigia e sono partito, abbandonando il mio paesino per scoprire più cose possibili sull'arrampicata.
 
 
Ho visto molti luoghi del mondo, alcuni magnifici e altri inquinati. C'è roccia ovunque. Il mio «spot» è l'isola di Reunion per ricaricarmi, non c'è alcun dubbio. L’isola è semplicemente paradisiaca.»
 
 

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Alexander Huber

Alex Huber profile - photo © Sam Bié
Alex Huber profile - photo © Sam Bié

Germany

DEU
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Alex Huber - photo © Sam Bié
Date de naissance: 
30 Dicembre 1968
Lieu de résidence: 
Berchtesgaden (Baviera, Germania)
Formation: 
Laurea in fisica
Statut actuel: 
Guida alpina, alpinista professionista
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
1993

Lo spirito dell’alpinismo estremo
«Fin dall'infanzia, i nostri genitori ci hanno introdotto, a me e mio fratello, al mondo della montagna e dell'alpinismo. Mio padre, noto per le sue rapide ascensioni della parete nord delle Droites fin dagli anni 60, ci ha trasmesso lo spirito dell'alpinismo estremo.
La famiglia e gli amici stanno alla base della mia vita. Ciò che è importante è la coerenza indipendentemente dal contesto della vita. Posso avanzare in nuove direzioni soltanto se utilizzo una solida base come trampolino di lancio. Questo è il motivo per cui lavoro con quasi tutti i miei sponsor da più di 15 anni. Nel 1997, ho superato il master in fisica all'Università di Monaco. Questa formazione mi è servita da base per la mia vita di climber.»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Sean Villanueva

Sean Villanueva profile - photo © Sam Bié
Sean Villanueva profile - photo © Sam Bié

Ireland

IRL
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Sean Villanueva - photo © Sam Bié
Date de naissance: 
7 Febbraio 1981
Lieu de résidence: 
Bruxelles (Belgio)
Statut actuel: 
climber professionista
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2011

«Ho iniziato l'arrampicata a tredici anni, in una palestra in Belgio. Mi sono poi spostato verso l'arrampicata sportiva. All'inizio, il campeggio selvaggio e l'autostop soddisfacevano ampiamente i miei desideri di avventura. Poi ho scoperto quella che è diventata la mia specialità, la salita in libera di big wall, le larghe fessure, umide e piene di muschio, le gole impegnative...»

Colonne gauche
Nome

Aperture in libera, accompagnate dal mio flauto irlandese
«Mi piace l'arrampicata, le sue prove e le sue sfide. Mi piace interpretare la roccia, arrampicare intensamente, esplorare. Amo la roccia compatta di ottima qualità con prese perfette. Ma mi piacciono anche le fessure bagnate che aggiungono un po' di vivacità all'avventura. L’arrampicata è il mio stile di vita, mi permette d'incontrare persone straordinarie e condividere esperienze incredibili.
Questa disciplina m'insegna la vita e m'impone di vivere il presente. Divento più attento al gusto di ciò che mangio, alla roccia che strappa le dita e fa sanguinare. L'arrampicata è un'attività spesso difficile.
Tutte le altre mie attività hanno un legame con l'arrampicata. Mi piace lo slackline, che m'insegna a migliorare il mio stato d'animo affinché pensieri, emozioni ed esperienze siano unificati. Lo slackline mi mette in uno stato in cui la nozione di tempo non esiste più, tutto si svolge nel presente, tutto è connesso. È come uno stato di meditazione. Anche il mio flauto irlandese fa parte del materiale d'arrampicata. Quando sono sospeso in mezzo ad una parete, con la terra lontana sotto di me, bloccato per alcuni giorni nella portaledge durante una tempesta, il mio flauto mi aiuta a passare il tempo invece di aspettare semplicemente. La musica mi permette di rimanere nel momento presente.»
 
Il mio posto preferito è il pianeta Terra
«Amo i posti selvaggi, lontani e preferibilmente le grandi pareti rocciose. I miei terreni di gioco preferiti sono la Yosemite, la Patagonia, l’Himalaya del Pakistan, l’isola di Baffin e la Groenlandia. Ma ci sono molti altri angoli del mondo che vorrei visitare.»
 
Il mio obiettivo di vita: incontrare, condividere, trasmettere
«Mi piace condividere le mie esperienze con articoli e film. È straordinario poter ispirare le persone, motivarle e aiutarle a trovare l'energia in modo che possano realizzare i loro sogni. Trovo anche significativo poter trasmettere alle persone l'importanza del rispetto della roccia, delle montagne, della natura, avendo sempre un atteggiamento positivo. Voglio continuare a scoprire nuove grandi pareti e far condividere l'avventura.»
 
L’aneddoto di Sean
«Il momento più importante in parete per me è stato alla torre Sud delle Torres Del Paine nella Patagonia cilena. Era il quinto giorno di una salita di undici giorni. Dovevo andare in bagno. Eravamo a 150 m dal suolo. Il mio ultimo pezzo di carta igienica è volato via. Questo mi ha costretto a terminare la salita servendomi di pietre, ghiaccio e tutto quello che riuscivo a trovare.»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Playlist video featuring Sean Villanueva.

Vertical Sailing expedition, courtesy of Patagonia video

Arnaud Petit

Arnaud Petit profile - photo © Tony Lamiche
Arnaud Petit profile - photo © Thomas Vialletet

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Arnaud Petit - photo © Tony Lamiche
Date de naissance: 
17 Febbraio 1971
Lieu de résidence: 
Céüse, Hautes-Alpes (Francia)
Formation: 
laurea in scienze motorie
Statut actuel: 
arrampicatore professionista, guida alpina, autore, fotografo
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
1994

Dare senso alla mia passione
«Amo le cose ben fatte, anche se questo richiede tempo. I progetti più importanti, in generale, mi vengono all'improvviso, spontaneamente, senza pianificazione, attraverso incontri casuali e la mia attività del momento. A partire da quell'istante, essi danno un senso alla mia vita e diventano la cosa più importante da fare, come se questo progetto fosse sempre esistito. Voglio scoprire nuovi luoghi, nuove persone, condividere quello che ho capito e imparato dall'attività. Mi piace incontrare altri arrampicatori, confrontarmi con loro. Mi piace che ci sia atmosfera, dinamismo, emulazione, anche se non siamo sulle stesse vie.»

Colonne gauche
Nome

Esclusivo
«Le persone che m'ispirano sono quelle che fanno le cose appassionatamente con energia, indipendentemente dal loro livello. Ho scoperto l'arrampicata con mio padre, che mi ha portato ad arrampicare all'età di otto anni. Durante la mia giovinezza, non avrei mai immaginato che un giorno sarei riuscito a vivere di arrampicata. Non mi vedevo ad essere consulente tecnico di marchio, come René Desmaison per esempio, né a scrivere libri o organizzare spedizioni, filmare, fare conferenze. Eppure c'era soltanto l'arrampicata che contava per me e ammiravo persone come Gaston Rébuffat e i suoi libri (Les Cent Plus Belles Courses), o coloro che inventavano nuovo materiale. Quello che preferisco è aprire vie di più tiri, immaginare un itinerario e andare a vedere se funziona, partendo dal basso o in doppia secondo le pareti. Poi, è un privilegio concatenare queste nuove vie. Non c'è ancora un riferimento di valutazione e una buona parte d'incertezza che mi obbliga a concentrarmi sul momento presente. Mi piace quando passo al limite della caduta, provando qualcosa che mi sembra più che casuale. Per ridere, a volte dico che "sono uno specialista in tutto»! Il che vuol dire mediocre ovunque! Per fare questo mestiere, ci vuole la volontà, occorre essere coinvolti ed avere anche un elemento di creatività. Occorre provare a vedere le cose con distacco, saper anticipare.»
 
I miei luoghi preferiti sono Ceüse e Taghia in Marocco
- «Ceüse, è qui che ho cominciato a sognare le vie estreme. Abito qui, ai piedi della falesia, questo mi permette di godere del posto quando c'è meno gente fuori stagione.»
- «Taghia perché ci ho passato molto tempo e perché si è creato un legame con gli abitanti di questo villaggio. Un legame privilegiato per il fatto di viverci lunghi periodi.»
 
Il mio motto
«La libertà è saper riconoscere ciò che è veramente necessario.»
 
L’aneddoto di Arnaud
«Mi è piaciuto assicurare Stéphanie e sostenerla quando arrampicava Free Rider (El Capitan) da prima, mi dicevo che fortuna essere in prima fila per vedere la donna che amo realizzare una cosa stupenda.»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

 
 
The video playlist featuring Arnaud Petit

Nina Caprez

Nina Caprez profile - photo © Stefan Schlumpf
Nina Caprez profile - photo © Lafouche

Switzerland

CHE
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Nina Caprez - photo © Stefan Schlumpf
Date de naissance: 
15 Novembre 1986
Lieu de résidence: 
Grenoble (Francia)
Statut actuel: 
sportiva di alto livello
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2010

Alla ricerca della felicità qui ed ora
«Ho una grande fiducia in me stessa. Sono una persona sicura di sé. Nel nostro sport, è la base per poter concatenare vie difficili. Stare fuori, vivere a fondo, incontrare persone che hanno la stessa vibrazione, arrampicare insieme… Questa è la felicità per me. La mia prima gara importante è stato il campionato mondiale della gioventù di Pechino. Questo è il primo grande ricordo della «piccola Nina». Amo questa sensazione di successo nella competizione. Ma la competizione in sé, proprio non mi tocca. Cerco di avanzare sempre più in arrampicata sportiva e di realizzare vie lunghe che mi stanno molto a cuore. Sono cresciuta vicino al Rätikon, falesia mitica per le vie lunghe. Ho sempre amato questa sensazione di altezza, natura e libertà… Ho trovato ciò che cercavo nell'arrampicata grazie a Laurent Triay che mi ha parlato di una via nel Verdon, «Ultime démence». Ora, cerco davvero la grande difficoltà e il concatenamento di vie lunghe. L’arrampicata è un viaggio interiore alla ricerca di me stessa. Allenandomi molto, viaggiando ovunque, incontrando persone provenienti da tutto il mondo, sono consapevole che la cosa importante su questa terra è essere felice! L'arrampicata per me è questo. È uno sport che si basa sulla semplicità di vivere. Ci basta soltanto un masso, un'imbracatura, delle scarpette e un compagno di cordata.» 

Colonne gauche
Nome

Il mio motto: La vita è troppo bella e le giornate troppo corte per essere tristi
«Ma in realtà, voglio trasmettere un messaggio al mondo dell'arrampicata, esperti, dilettanti, principianti. Il mio stile di vita m'insegna che cosa significa la parola autonomo. La mia ragione di vita è andare fino in fondo ai miei risultati. Per avere successo, devo canalizzare i miei pensieri, la mia energia. Se concludo la salita di una via lunga estrema, è perché sono felice di realizzarla. Da tempo, mi sentivo attirata dalle vie lunghe. Era solo una questione di tempo, mi sono messa a lavorare seriamente per concatenarle. Sin dalla mia prima infanzia, non mi sento mai molto a mio agio quando mi ritrovo in un sistema gestito da persone che pensano di sapere tutto. Al liceo, ero molto triste perché bisognava sempre sapere esattamente cosa sarebbe successo il giorno dopo. Questa sensazione mi impediva di avanzare. Ho dovuto sbarazzarmi di questo stato. In arrampicata tutto è importante: il modo di guardare una via, progettare un itinerario ed infine vivere la roccia. Scelgo da sola ciò che è giusto per me. Mi assumo la responsabilità delle mie scelte e delle mie decisioni e non cerco mai scuse per quello che non faccio. Sono nata per l'arrampicata, mi porta ovunque nel mondo, in luoghi così belli e perduti. Imparo, continuo e sto ancora imparando. Mi sono capitate le vie lunghe quando ero pronta. Ogni volta che brucio le tappe, non funziona. Naturalmente, è meglio sapersi muovere e adattarsi al tipo di roccia. Ma ora, ascolto me stessa, perché so cosa mi rende forte. Sono sicura di me, voglio fare ciò che ho veramente voglia di fare e non cercare di fare cose che non voglio. Come molte climber, la mia ispiratrice è Lynn Hill, ma la persona che mi ha aiutato a crescere in questo ambiente è Cédric Lachat.»
 
 
La scelta dei compagni di cordata è importante per me
«Le persone che vengono con me in parete rappresentano più di un supporto, qualcosa come un forte stimolo. Per ottenere prestazioni di successo su una via lunga, ho bisogno dell'amicizia e della fiducia nel mio compagno di cordata. Per esempio, non arrampico mai con le persone con cui non sto bene. Devo sentire una vibrazione comune, la collaborazione e la complicità. Ho bisogno di trattare da pari a pari. Voglio sempre che il mio compagno desideri anche lui realizzare la via. Non porterei mai qualcuno con me solo per assicurarmi.»
 
 
I luoghi per me più importanti sono il Verdon e Céüse
«A Céüse, ho trascorso le mie prime vacanze d'arrampicata sportiva. Fin dall'inizio, è stato un luogo magico per me.
Nel Verdon, ho trovato lo stile di arrampicata che cercavo, le vie lunghe sportive. Raramente ho visto un paesaggio così bello!»
 
 
A parte l'arrampicata, amo le cose che hanno ritmo...
«Faccio molto sci escursionismo. Sono nata con gli sci ai piedi, adoro questa leggerezza quando si scende un pendio tutto vergine e si fa la prima traccia. Mi piace anche lavorare con il legno, armeggiare con foto. Amo ascoltare la musica, cucinare. E se non facessi l'arrampicata, sarei sicuramente un artista.  Lavorerei forse nel circo.»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

 
Video playlist featuring Nina Caprez

Ueli Steck

Ueli Steck profile - photo © coll. U.Steck
Ueli Steck profile - photo © Tony lamiche

Switzerland

CHE
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Ueli Steck profile - © photo coll. U.Steck
Date de naissance: 
4 Ottobre 1976
Lieu de résidence: 
Ringgenberg (Svizzera)
Formation: 
falegname
Statut actuel: 
alpinista professionista
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2007

Lo stato d'animo dell'arrampicata
«Sono cresciuto vicino alle montagne. Ho iniziato ad arrampicare a dodici anni. Poi da autodidatta ho scoperto le pareti, e questo ha rappresentato una sfida importante. L’alpinismo è una perfetta scuola di pensiero. Le regole sono semplici e molto chiare. Mi piace questo, è molto semplice da capire. Se non si porta un sacco a pelo abbastanza caldo, si sentirà freddo. Se non si è abbastanza forti, non si riuscirà a portare a termine la salita. Per me è importante condividere l'armonia dell'arrampicata. Mi piace stare con persone che fanno attenzione a come arrampicano. Sono importanti lo stile, l'atteggiamento, il modo in cui vengono realizzate le ascensioni.»

Colonne gauche
Nome

Una costruzione verso l'eccellenza
«Sono un climber polivalente. Mi piace la roccia ed anche il ghiaccio. Ma il mio obiettivo principale è quello di trovarmi a mio agio su montagne imponenti come per esempio in Himalaya e anche oltre, stare bene in qualsiasi ambiente mi trovi (dal più facile al più estremo).Mi piace la sfida con me stesso e la natura, ma non con gli altri climber. Il mio problema principale è trovare l'equilibrio tra il pericolo e la ricerca della difficoltà. Questo approccio sembra più un gioco, in quanto la riflessione è centrata sul come giudicare questo «mix» e non sul perché rischio la mia vita. Accetto di assumere un rischio elevato, ma con un maggior controllo di me stesso. Questa situazione di «controllo» in un ambiente non controllabile non è facile da gestire. A maggior ragione, nella mia visione dell'Himalaya, dove occorre essere rapidi, il più delle volte a vista e in passaggi sempre più difficili. Si tratta secondo me di una costruzione verso l'eccellenza. Poiché mi piace buttarmi a capofitto, sono felice di vivere in maniera più intensa. È forgiando che si diventa fabbro. Allo stesso modo un arrampicatore diventa himalayista passo dopo passo.Per poter pensare ai record di velocità in solitaria, devo fare progressi contemporaneamente nella tecnica su roccia e ghiaccio, e soprattutto nella resistenza. Mi alleno praticamente tutti i giorni vicino casa, nella corsa a piedi, o nell'escursionismo con gli sci, con 1600 m di dislivello ogni volta.»

 
 
Himalaya
«Mi piace molto il Nepal e l’Himalaya. Sono montagne vere. Mi piace stare in questi luoghi. Dobbiamo camminare diversi giorni per raggiungere il campo base. Non ci sono automobili. Se vogliamo raggiungere un luogo, o far visita a qualcuno, dobbiamo spostarci a piedi. Amo la cultura di questo paese. Le persone sono così positive, anche se la loro vita è davvero difficile. Infatti, in generale, mi piacciono le persone che hanno molto carattere. Le persone che scelgono la propria strada. Non quelle che seguono gli altri.»
 
 
Progredire ancora
«Ho bisogno di ricaricarmi regolarmente e trascorrere un po' di tempo a casa, solo per pochi momenti di calma e potermi concentrare su un sogno, ma sono abbastanza determinato. Se ho un'idea, mi butto. La mia principale fonte d'ispirazione è la mia sete di conoscenza. La conoscenza garantisce la libertà. Per avere questa conoscenza, è necessario imparare. Per essere libero, devi trovarti a tuo agio e per esserlo, occorre allenarsi spesso lavorando molto. Per acquisire una polivalenza di alto livello, è necessario capire a fondo l'attività, occorre essere appassionati e soprattutto bisogna accettare di ritrovarsi a volte allievi o principianti, per continuare ad imparare ancora. Questo nell'ambito di discipline complementari e diversificate anche se l'obiettivo è unico: avere successo.»
 
 
Il mio motto
«Tutto ciò che posso immaginare, può diventare possibile».
 

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

This video is part of the ReelRockTour - video courtesy of Mountain Hardware
 
 

Video playlist featuring Ueli Steck
Watch Ueli sending "the Secret" (X, 10) during the Scottish Ice Trip in Ben Nevis

 

Stéphanie Bodet

Stéphanie Bodet profile - Photo © Stéphan Denys
Stéphanie Bodet profile - Photo © Sean Leary

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Stéphanie Bodet - Photo © Thibault Saubusse
Date de naissance: 
14 Marzo 1976
Lieu de résidence: 
Céüse, Hautes-Alpes (Francia)
Formation: 
Abilitazione all’Insegnamento Secondario in Lettere (CAPES in lettere moderne), brevetto statale arrampicata in corso
Statut actuel: 
climber professionale, docente di lettere a chiamata
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
1996

La vita in parete è una vera fonte di arricchimento e conoscenza di sé
«Ho avuto la fortuna di vivere belle spedizioni e bei viaggi con Arnaud. Tutte le big wall, che ho scalato, mi hanno lasciato ricordi importanti, in particolare i bivacchi spesso incredibili. Voglio dare il meglio di me per realizzare qualche cosa che mi sta a cuore. Imparando ad aprire vie lunghe, mi accorgo anche che apprezzo sempre più una certa etica che, secondo me, preserva il gioco dell'arrampicata. Senza voler correre rischi gratuiti, mi piacciono molto le vie un po' impegnative, che obbligano a concentrarsi, a impegnarsi al 100 %. In pratica non riesco più a divertirmi arrampicando su una via scavata, anche pochissimo. Non penso che questa visione sia elitaria e credo che, indipendentemente dal livello, si possono avere gli stessi valori. A Céüse, mi succede di arrampicare con giovani della nuova generazione. È bello vederli motivati dalle stesse cose e vedere che l'etica non è solo una questione per «vecchi». Al contrario , sono spesso più esigenti e più profondi di noi su certe questioni.»

Colonne gauche
Nome

Non avere paura di farsi un po' male
«Mi piace praticare l'arrampicata in tutte le sue forme, ma negli ultimi anni, mi sono orientata di più verso l'ascensione di grandi pareti. Non avrei mai immaginato di poter vivere della mia passione un giorno. Allo stesso tempo, da bambina, sognavo di essere pastorella o egittologa. Ero attirata dall'ignoto, dall'avventura e dalla vita selvaggia, quindi il mio stile di vita attuale non mi sorprende più di tanto dopo tutto. Quando arrampico, sono concentrata sul momento presente, il futuro si limita alla presa successiva. Dimentico i miei problemi, mi dimentico anche dell'occasione stessa e ho l'impressione di essere tutt'uno con la roccia. È un aspetto che amo e che mi è indispensabile. Lo ritrovo in altre attività, come lo yoga, la scrittura o il giardinaggio per esempio… La vita sembra allora improvvisamente così semplice. Mi sento bene quando arrampico. Mi piace stare fuori in una natura protetta, in cui trovo il mio equilibrio. Ciò che mi nutre, è la straordinaria ricchezza dell'attività, passare dal boulder al monotiro, andare in spedizione. È abbastanza raro scoprire, insieme alle pareti, una differente cultura. Una vita intera non basta per esplorare tutte le sfaccettature dell'arrampicata. Arrampicare è anche una bella scuola di umiltà. Cerco di non focalizzare la mia attenzione sulla valutazione, ma piuttosto su cosa mi richiederà o insegnerà una via. Sono attratta dagli stili di arrampicata che non padroneggio e che mi danno ogni volta l'impressione di debuttare nell'attività. Questo rinnova la mia motivazione e la mia curiosità. Infine, sono spesso i sogni di bambino che si concretizzano, molto semplicemente sogni che diventano possibili quando abbiamo accumulato abbastanza esperienza per realizzarli. Questo è stato il caso della Torre di Trango. Già la sognavo da giovane atleta ed è solo pochi anni più tardi, dopo aver fatto la montagna seriamente e più granito che il sogno è diventato realtà.»
 
 
La natura e…
«Cammino spesso soffermandomi ad osservare la natura, spiare gli uccelli, identificare le tracce di animali nel periodo invernale. Ho la fortuna di vivere sulle Hautes-Alpes ai piedi della falesia di Céüse. Confesso che è il mio luogo preferito per l'arrampicata naturalmente, ma soprattutto per la qualità della vita che offre il bacino di Gap. È ancora selvaggio, poco urbanizzato e i paesaggi sono davvero molteplici. Sono anche queste qualità che mi fanno amare il Verdon. A Céüse, mi meraviglio ad ogni primavera dell'attività che regna sulla falesia. Per gli uccelli, questa falesia costituisce una formidabile dimora e a me piace osservarli. Ritengo che noi, come gli animali, siamo solo degli inquilini della terra. Non è un problema rinunciare a fare un 8a in cui nidificano gli uccelli. È interessante osservare un gracchio corallino in procinto di nutrire i suoi piccoli in un vascone di riposo o gioire del valzer delle rondini che costruiscono i loro fragili nidi di terra nei fori della cascata o della parete di Biographie. Altrove nel mondo, amo Taghia in Marocco per i suoi paesaggi e la sua gente. Vado ogni anno a Taghia da 8 anni. Mi sono fatta alcuni amici molto cari laggiù e ho imparato a cavarmela in berbero, cosa che rende il viaggio ancora più prezioso.»
 
 
La letteratura anche...
«Leggo da quando ero molto piccola. Ho fatto studi letterari che mi hanno portato ad approfondire alcuni autori. Ho letto molti classici, romanzi contemporanei e dieci anni fa mi sono specializzata nella letteratura di viaggio (Ella Maillard, Bruce Chatwin, Alexandra David-Néel…). Mi piacciono le storie delle avventure di Sylvain Tesson. Oggi non leggo più molti romanzi, mi sento più attratta dalla poesia: Valérie Rouzeau, Philippe Jaccottet, Michel Jourdan, Yves Bonnefoy, Bashô, Emilie Dikinson, Henri Michaux… Il libro che mia ha colpito di più è senza dubbio «l’Usage du Monde» di Nicolas Bouvier. Il suo stile mi commuove e mi piace il modo in cui si fa da parte nei suoi scritti, per far posto al paese che attraversa, alle persone che incontra. È un libro che mi fa venir voglia di farmi leggera come una bolla per attraversare il mondo. Quest'anno avevo puntualmente ripreso gli studi per lavorare su Bouvier ma ho vagabondato dalla prosa di Giono alla filosofia di Nietzsche passando per le memorie di Simone de Beauvoir e i Saggi di Montaigne, Henri Miller e Kenneth White… Alla fine, non ho scritto una riga ma ho fatto incontri interessanti. Non ho alcun mentore, piuttosto alcuni scrittori a volte scomparsi da mille anni in cui mi ritrovo, i cui interrogativi simili ai miei, ma meravigliosamente meglio formulati, mi danno la sensazione di appartenere ad una comunità di pensiero.»
 
 
In realtà non ho un motto, ma…
«Quando mi sento troppo iperattiva, o insoddisfatta di una giornata, mi piace ricordare questa bella frase di Montaigne: «Non ho fatto niente oggi. Cosa? Non hai vissuto? Non è soltanto la più importante, ma la più illustre delle vostre occupazioni…»
 

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Sam Beaugey

Sam Beaugey profile - Photo © David Ravanel
Sam Beaugey profile - Photo © Tony Lamiche

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Sam Beaugey - Photo © Collection S.Beaugey
Date de naissance: 
3 Giugno 1971
Lieu de résidence: 
Chamonix (Francia)
Formation: 
ENSA scuola nazionale di sci ed alpinismo di Chamonix
Statut actuel: 
guida alpina
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2000

Ho scoperto la vita, crescendo in montagna
«Mio padre, guida alpina, mi ha fatto scoprire la montagna. Questa attività continua a dare un senso alla mia vita. Nelle ascensioni voglio ridare valore alla discesa come alla salita. Il senso della mia attività è conquistare l'inutile, ma anche e soprattutto condividere l'essenza dell'avventura nel rispetto per la natura, con il sorriso e tanto divertimento. Il valore principale che condivido con i miei compagni di cordata è l'impegno. Voglio mostrare che l'alpinismo non si ferma ad una sola disciplina, ma è una moltitudine di movimenti diversi e sempre ce ne saranno di nuovi da scoprire. Il piacere di volare, dopo una bella ascensione, è diventato essenziale per me. Il rovescio della medaglia sono i rischi in fase di atterraggio, compresi i potenziali incidenti.»

Colonne gauche
Nome

Un ancoraggio forte nella famiglia e negli amici
«Sono molto legato al mio ambiente e soprattutto ai miei genitori, perché è grazie a loro che posso andare in capo al mondo. I miei amici d'infanzia sono le persone a cui sono più vicino oggi, in ogni caso coloro che m'ispirano di più: Jérôme Ruby perché è Jérôme, Dean Potter per i sogni che mette in pratica, mio fratello per la sua vita accanto alla mia, Erwan Le Lann e Manu Pellissier perché di fratelli di montagna non ce ne sono tanti. La mia ispirazione mi viene naturalmente da tutti gli altri arrampicatori. Ho un immenso rispetto per gli anziani. Mi fanno sognare. Li ammiro. Con loro, ho imparato ad essere paziente. Allo stesso modo, sono grato per il lavoro di tutti gli alpinisti, che hanno contribuito allo sviluppo dell'alpinismo in particolare con le loro invenzioni nel materiale. Immagino per esempio i pionieri, che lavoravano sulle loro lampade dopo una buona uscita speleo e so che è grazie ai nostri padri avventurieri che abbiamo potuto sognare e possiamo ancora farlo oggi.»
 
 
Nel processo evolutivo
«È evidente a tutti, partecipo all'evoluzione dell'alpinismo, ma sono ben consapevole di utilizzare tutto ciò che esiste ora, grazie in parte a questo vasto mezzo di scambio e di condivisione delle informazioni, chiamato WEB, su spot d'arrampicata, pareti, testimonianze di tutti e previsioni meteorologiche. Tutta la catena delle Alpi, per esempio, resta uno straordinario terreno di gioco per i bambini che siamo. Non possiamo più parlare di esplorazione del settore, ma possiamo ancora esplorare, in maniera inedita, le tecniche e le competenze. Non considero l'alpinismo come un'attività, ma come tutto ciò che si può fare in montagna. La parola «tutto» deve essere intesa come pluriattività, ciascuna con lo stesso livello d'impegno, ottimismo e buon umore. Se posso contribuire a nuove invenzioni di prodotti seri intorno ad uno sport non serio, tanto meglio. Questo sport non è serio perché, infine, non ha alcuna utilità in sé. Tuttavia, è una delle migliori scuole per l'apprendimento del rigore.»
 
 
Come se il pianeta Terra fosse il mio giardino
«Non penso di essere un folle, ma piuttosto di avere un'apertura mentale che mi permette di considerare il pianeta Terra come il mio giardino, in ogni caso come un incredibile terreno di gioco. I luoghi che preferisco sulla terra sono le regioni polari e il territorio canadese. Per esempio, il mio più grande sogno sarebbe quello di andare su una navetta spaziale e «spararmi» un piccolo salto di 20.000 m su una falesia di Marte. Ma più seriamente, un'idea più collegata alla mia attività, sarebbe partire tre anni per arrampicare dall'Antartide al Polo Nord, passando per le Americhe e quindi ridiscendere in Antartide passando per l'Asia e l'Africa.»
 
 
Comunicare
«Con la società Lineprod, organizziamo eventi, seminari aziendali e conferenze. Collaboriamo con associazioni che aiutano i bambini ad andare in montagna, come per esempio l'associazione «Raid choucas», un raid gratuito per i bambini francesi e svizzeri. Durante la spedizione in Antartide nel 2010, abbiamo avuto scambi diretti, attraverso i nostri telefoni satellitari, con le scuole svizzere e francesi di Valorcine e Maurienne.»
 
 
Il mio motto
«Dì la tua e spaccati.»
 
 
L’aneddoto di Sam
«Ho sempre avuto un rapporto speciale con gli orsi. Non ho mai visto l'orso blu, ma un orso polare accanto alla nostra tenda. Fa un bagno, poi si asciuga, si siede e ci guarda con aria beffarda. Un'altra volta nel Canada occidentale, le tracce di un orso grizzly, che non ho mai visto, ma che ho temuto ad ogni passo in una foresta in pieno inverno dove ho camminato per sei ore, senza acqua, per sfuggire ad una valanga che mi sbarrava la strada.»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Video playlist featuring Sam Beaugey :

 

 
Big wall aid climbing in Baffin Island :

 

 
Holtanna Antartica project preparation :

Lynn Hill

Lynn Hill profile - photo © Stephan Denys
Lynn Hill profile - photo © Guérin / Lynn Hill collection

USA

USA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Lynn Hill - photo © Stephan Denys
Date de naissance: 
3 Gennaio 1961
Lieu de résidence: 
Boulder, Colorado (USA)
Formation: 
brevetto superiore di biologia all'università New Paltz (New York) e studi di psicoterapia
Statut actuel: 
ambasciatrice per i marchi Patagonia, Petzl e Béal
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
1989

Una passione
«La mia attività principale è l'arrampicata in falesia e su boulder, ma talvolta realizzo vie più lunghe. Adoro arrampicare con i miei amici sulla roccia di buona qualità. La mia roccia preferita è il calcare ben marcato che presenta grandi stalattiti. Ho imparato ad arrampicare a quattordici anni con mio fratello e mia sorella più grande. Non pensavo assolutamente che la mia vita sarebbe stata così bella, poiché allora questo stile di vita non era veramente fattibile! Il mio stile di vita si è evoluto continuando a vivere la mia passione per l’arrampicata e sono molto grata di aver vissuto una vita così intensa fino ad ora. L’arrampicata è la mia terapia! Mi permette di rimanere in buona salute ed essere felice quasi a tutti i livelli di esistenza. E quello che l'arrampicata non mi dà nell'equilibrio della mia esistenza, lo trovo altrove, in altri aspetti della mia vita, con mio figlio, la mia famiglia, i miei amici e attraverso i vari progetti ai quali attualmente lavoro.»

Colonne gauche
Nome

Arrampicare sempre
«Sono spesso considerata come una delle migliori arrampicatrici del mondo. Elencata tra le arrampicatrici americane più conosciute… Fin dall'inizio della mia infanzia, ho iniziato con la ginnastica, la corsa a piedi e naturalmente molta arrampicata nella mia adolescenza. Nel 1978, ero già una delle migliori nella mia categoria praticando un'arrampicata molto vicina ai criteri più severi del tempo negli USA (come posare i blocchetti da incastro, come salire dritti sotto gli strapiombi). Nel 1979, sono stata la prima donna ad arrampicare una via valutata 5.12d. Ho scoperto le gare di arrampicata durante una visita in Francia nel 1986. Sono arrivata rapidamente ai vertici del circuito e ho vinto più di trenta gare internazionali, tra cui cinque volte il Rock Master d’Arco in Italia. E da allora cerco di essere sempre la stessa. Aneddoto: sono stata invitata alla Casa Bianca e spesso dalla televisione americana per testimoniare la mia esperienza… Dato che compio cinquanta anni nel 2011, vorrei festeggiare il mio compleanno con più arrampicata. Vorrei trovare il giusto equilibrio tra una brava madre e una brava persona. Perché non festeggiare impegnandomi di più nell'attività che amo da trentacinque anni!»
 
 
Obiettivi ?

«Naturalmente ho degli obiettivi! Lavoro sempre su progetti che coinvolgono l'insegnamento, il parlare in pubblico, la scrittura o vari media come la fotografia, il video o le interviste radio. Vorrei condividere la mia passione e le mie varie esperienze con tutti coloro che sono interessati, in particolare i giovani che hanno così tanto da imparare dalla vita! Da tre anni, lavoro su un video di tecniche d'arrampicata, che integra elementi culturali, storici e aneddoti psicologici che hanno influenzato la mia evoluzione di arrampicatrice in questi ultimi trentacinque anni.»
 
 
Le mie aspirazioni
- «Voglio condividere il mio tempo tra arrampicata, corsa, sci, viaggi nei luoghi più belli del mondo e mio figlio Owen.»
- «Nei prossimi anni, vorrei creare una società che progetta e costruisce strutture di arrampicata per i campi da gioco e i parchi. Penso che questo potrebbe riunire le comunità e le persone di tutte le età in modo utile e divertente.»
- «Mi piace testimoniare, impegnarmi, mettermi in discussione nella vita e infine raccogliere anche delle sfide.»
- «Non mi piace vedere le persone che soffrono.»
- «Non mi piace vedere il pianeta che si degrada e come questo influisce su tutte le forme di vita sulla terra.»
- «La cosa più difficile per me è mantenere un sano equilibrio in un mondo frenetico.»
- «Se non fossi arrampicatrice, sarei surfista su una magnifica isola con acqua trasparente.»
- «Ho voglia di frutta fresca, pesce non inquinato, vorrei avere un bel giardino circondato da una comunità sensibile e da immense falesie di calcare, situate su una delle vicine colline dell'isola.»
- «Ho voglia di buon cibo.»
- «Ho voglia di magnifiche giornate da trascorrere arrampicando in un posto incredibile insieme ai miei amici, alle nostre risate e a tutto il comfort materiale che amo!»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Video playlist featuring Lynn Hill :

Liv Sansoz

Liv Sansoz - photo © Evrard Wendenbaum
Liv Sansoz profile - photo © Keith Ladzinski

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Liv Sansoz - photo © Evrard Wendenbaum
Date de naissance: 
12 Febbraio 1977
Lieu de résidence: 
Savoia (Francia)
Formation: 
Master 2 ricerca in neurocognizione e cognizione sociale, brevetto statale arrampicata
Statut actuel: 
Sportiva di alto livello
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
1994

Passione, superamento di se stessi, umiltà, incontro e rispetto della montagna
«Voglio vivere la mia passione, avere dei sogni, realizzarli e condividerli sperando d'ispirare altri arrampicatori e arrampicatrici. Quando ho un'idea, è fatta. Faccio le cose a fondo, m'impegno al massimo. La mia attività principale? È l'arrampicata, ma in maniera diversificata: monotiro, via in montagna, boulder… Mi piacciono questi vari approcci e questa diversità. L’arrampicata dà un certo senso alla mia vita. È il motore delle mie motivazioni e di alcuni miei desideri.  Arrampicare è un'eccellente scuola di vita. Mi permette di vivere e condividere momenti eccezionali, incontrare persone particolarmente interessanti e andare sempre avanti. L’arrampicata ha così tante sfaccettature! Amo innanzitutto il piacere che offre il semplice fatto di arrampicare, condividere tutto questo con persone che vivono la stessa cosa con la stessa intensità. Poi c'è la bellezza. La bellezza della via, la bellezza del movimento, la bellezza della lotta a cui ci si abbandona per realizzare una via. Infine, c'è un sentimento di libertà e privilegio. L’arrampicata è uno sport a parte che richiede seria applicazione e impegno totale. Mi piace l'idea di una «costruzione». Partire da un posto A per arrivare a un posto Z passando per una serie di tappe (B, C, D…) che sono tante esperienze che ci arricchiscono. Funziona così. Anche se può capitare di dubitare o di allontanarmi dalla mia costruzione, ci sono sempre segni e desideri che mi ci riportano. E quando ho in testa un'idea, mi ci concentro e m'impegno al massimo.»

Colonne gauche
Nome

A contatto con la natura dove sono cresciuta
«In Francia abbiamo una moltitudine di siti importanti dal boulder alla montagna, passando per favolose falesie di monotiri. Difficile fare meglio di Fontainebleau, il Verdon, le Gole del Tarn e tutti gli altri siti con una roccia eccellente e vie magnifiche, senza dimenticare le vie più alpine tra Chamonix, gli Écrins en Oisans, ecc. Personalmente ho più legami con le montagne dove abito e dove sono nata che con un sito d'arrampicata. I miei antenati provengono dalla stessa vallata dove io ho radici profonde. C'è una certa forma di unione con la natura in cui sono cresciuta. Ho l'impressione di far parte degli alberi, di conoscere le pietre dei torrenti e percepisco una certa benevolenza delle montagne che mi circondano. Ho l'impressione di far parte di questa natura e non di esserne un elemento estraneo, aggiunto al decoro. Lo stesso vale per le persone. Conosco molti abitanti di Bourg-Saint-Maurice dai nonni ai nipoti. Tutto ciò fa sì che non sia indifferente alle evoluzioni che subisce la vallata: i problemi dell'urbanizzazione, dello sviluppo di nuovi impianti di risalita e di piste che distruggono i versanti montani, dell'innevamento e dell'affollamento invernale.»
 
 
La trasmissione
«Per mia natura sono interessata all'essere umano. Mi piace capire come funzioniamo. Mi piace imparare dagli altri e da me stessa o, molto semplicemente, imparare ad imparare. Mi piace essere sorpresa ed interpellata da interazioni, scambi e relativi effetti. A volte un semplice incontro mi fa prendere consapevolezza di un elemento molto importante della mia vita. Senza questo incontro, mi ci sarebbero voluti degli anni. All'inizio, mi ponevo soprattutto domande orientate sulla performance. Come spiegare che un arrampicatore sia in grado di vincere mentre un altro non tagli mai il traguardo quando entrambi hanno lo stesso livello fisico, tecnico, tattico? Ma il mio interesse per l'essere umano è diventato più generico con il tempo. Anche per me, è molto importante poter trasmettere alcune cose ai giovani che crescono. Partecipare a mio modo alla loro costruzione. Invogliare gli altri a vivere il loro sogno, suscitare vocazioni e portare una certa energia. Spesso si fa implicitamente. E poi un giorno ricevo una lettera, una e-mail o rivedo una persona che mi dice grazie perché un anno, tre anni o dieci anni prima ho fatto o detto qualche cosa che ha suscitato un desiderio o una motivazione in questa persona. È importante. È quello che cerco di fare quando collaboro con un giovane sull'aiuto alla performance (più comunemente detta preparazione mentale). Lo accompagno nel suo approccio d'alto livello, ma cerco anche di fornirgli delle chiavi per la sua futura vita di adulto. Ti arricchisce enormemente.»
 
 
Una forza interiore, un'energia
«Una forza interiore è quando si sente qualcosa dentro di sé che procede con una certa determinazione, volontà e immaginazione. Immaginare che le cose siano possibili ed essere in grado di metterle in pratica per avere successo. Questa forza interiore è una specie di energia, un fluido. E l'energia è tutto. È la base di ogni azione, emozione, desiderio e sogno. È lei che ci permette di fare ciò che facciamo. La nostra energia ci anima e ci trasporta in tutto ciò che facciamo. Stranamente, desidero anche impiegare la parola «missione». Vivo la mia energia come dipendente intimamente dalla mia missione. Ma qui, è difficile andare più lontano.»
 
 
Ispirazione, vissuto, sogno, viaggio
«Mi piace leggere storie di montagna e romanzi soffermandomi anche su libri più filosofici. Durante l’adolescenza sono stata colpita dal libro «Les carnets du Vertige» e dal suo principale personaggio Louis Lachenal. Si può dire che mi ha molto ispirato. Mi piaceva questo lato del personaggio puro e duro allo stesso tempo. Ma non solo. Sotto la sua corazza, si capisce che c'è un uomo di una certa umiltà, una certa diplomazia. Attraverso la sua forza fisica e caratteriale, c'è qualcosa di bello. E poi, mi piace la sua tenacia: niente tempo da perdere nelle marce di avvicinamento, non porsi troppe domande di fronte ad un ostacolo, sapersela cavare, rispondere ad una situazione tempestivamente e nel modo migliore… Ad ogni modo, è così che lo vedo. Come per la lettura di alcuni libri, ci sono viaggi che si fanno e che passano. E ci sono viaggi che ti segnano per tutta la vita. Credo che tutto sia una questione d'incontro in un momento preciso della propria vita. Incontro… ancora una volta. Incontro con un paese, con la gente di quel paese, con se stessi… Tale viaggio in quel preciso momento della propria vita non avrebbe lo stesso sapore né lo stesso impatto se lo avessimo fatto tre anni prima. Lo stesso vale per un libro. Perché l'incontro funzioni, devono esserci anche altri elementi: la nostra energia, il nostro desiderio di aprirsi alle cose, agli altri… Visto da questa angolazione, un viaggio non comporta obbligatoriamente una meta lontana.»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 
 
 
Video playlist featuring Liv Sansoz