Jorg Verhoeven

Jorg Verhoeven profile - © Erwan Lelann
Jorg Verhoeven profile - © Reni Fichtinger

Netherlands

NLD
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Jorg Verhoeven - © Erwan Lelann
Date de naissance: 
5 Giugno 1985
Lieu de résidence: 
Innsbruck (Austria)
Statut actuel: 
Climber professionista
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2008

Un percorso da concorrente
«Qualunque sia la loro disciplina, tutti gli atleti condividono sentimenti relativamente simili. Infine hanno lo stesso tipo di rapporto con il marchio, l'attrezzatura, la squadra. La differenza è solo nel livello di riconoscimento mediatico.
Come arrampicatore olandese, ho iniziato in palestra, ma mi sono presto resto conto che c'era qualcos'altro. Dal 2005, vivo nelle Alpi austriache. In poche parole, vivo un sogno. Sono un climber professionista da competizione, ma faccio anche molta arrampicata all'aperto. Il divertimento vero è fuori nella natura.»

Colonne gauche
Nome

Una rapida progressione dalla palestra alle «big wall»
«La mia vita di arrampicatore può essere così riassunta: all'inizio soprattutto competizione, poi boulder e ora tanta arrampicata su vie sportive di grandi pareti.
 
 
Poco tiempo después de haber empezado a escalar, me di cuenta de que quería ser profesional, así que en cuanto acabé el instituto hice las maletas y Poco dopo aver iniziato ad arrampicare, ho capito chiaramente che sarei diventato un climber professionista. Finito il liceo, ho fatto la valigia e sono partito, abbandonando il mio paesino per scoprire più cose possibili sull'arrampicata.
 
 
Ho visto molti luoghi del mondo, alcuni magnifici e altri inquinati. C'è roccia ovunque. Il mio «spot» è l'isola di Reunion per ricaricarmi, non c'è alcun dubbio. L’isola è semplicemente paradisiaca.»
 
 

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Steve McClure

Steve McClure profile - photo © Sam Bié
Steve McClure profile - photo © Ben Pritchard

United Kingdom

GBR
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Steve McClure - photo © Lafouche
Date de naissance: 
25 Luglio 1970
Lieu de résidence: 
Sheffield (Regno Unito)
Statut actuel: 
Formatore, istruttore, attrezzatura di vie, scrittore, conferenziere
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2000

Preferisco le falesie della mia zona
«Sono specializzato soprattutto nell'arrampicata sportiva e forse di più nelle vie tecniche e brevi che sulle vie lunghe. Preferisco le vie di casa, quella tipologia di arrampicata. Ho adottato naturalmente questo stile di vita, in quanto da bambino ero sempre in giro con i miei genitori arrampicatori. Non ho mai veramente scelto questa vita. Semplicemente sapevo che era la mia. Stare fuori nella natura e arrampicare fa semplicemente parte di questa vita. All'inizio, ho arrampicato su terreno d'avventura. Ho progredito velocemente e ho avuto difficoltà a trovare vie in stile tradizionale. Da allora, l'arrampicata sportiva mi permette di sperimentare il lato fisico, pur mantenendo i vantaggi di stare fuori con gli amici. Il mio lavoro è l'arrampicata. Lavoro in questo ambiente dalle mie parti. Ho un legame speciale con l'arrampicata del mio paese. Credo che si debba amare il posto in cui si abita.»

Colonne gauche
Nome

Amo il mio paese
«Ci sono tanti luoghi dove mi piace stare. Ho un rapporto diverso con ciascuno di essi. Vivo vicino a siti di arrampicata magnifici in un ambiente piacevole, vicino alle città, ma con una sensazione di lontananza. Passo molto tempo qui. Mi piacciono anche i posti più sperduti dell'Inghilterra, della Scozia e del Galles settentrionale d'incredibile bellezza, lontano dalla gente. Stare lì è salutare, la forza della natura è incredibile. È un'avventura da assaporare. Trascorro del tempo anche sulle altre falesie europee: Rodellar, Teradettes, Verdon, Buoux, Ardèche, Osp, Arco. Tra queste falesie, il Verdon occupa un posto speciale nel mio cuore, poiché ci sono andato spesso da bambino, fin dall'età di quattro anni. Non arrampicavo, giocavo nei ruscelli. Poi a sedici anni, ci ho fatto un soggiorno di due mesi che ha sicuramente segnato una svolta nella mia vita di arrampicatore. Quando ritorno nel Verdon dopo molto tempo, fermo l'auto al Belvédère e niente è più bello della vista dal bordo, le sensazioni, l'odore, i suoni, l'aria che risale verso di me e questa visione di una roccia grigia perfetta, presente ovunque.»
 
 
Una collaborazione professionale
«Ho lavorato come ingegnere per sette anni, seduto dietro ad una scrivania a fare il lavoro di progettazione. Ho uno spirito ingegneristico. Questo probabilmente mi aiuta in arrampicata. In ogni caso, quello stile di vita non era per me. La ripetizione delle giornate e l'atmosfera in ufficio non mi si addicevano più. Ora, sono molto coinvolto nell'arrampicata. La mia vita è flessibile e il mio lavoro è diversificato. Sono a un punto in cui non ho più bisogno di cercare lavoro, mi arriva ad un ritmo accelerato. Attrezzare vie, dirigere, formare, tenere conferenze, scrivere... Tutto ciò non è pagato molto bene, ma mi piace quello che faccio. Ho la fortuna di poter scegliere i miei progetti e privilegiare i luoghi e le persone con cui lavoro. Ho contratti regolari per attrezzare le vie e in questi casi abito a casa di amici. Lavoro duro, ma mi diverto come un matto.»
 
 
Il desiderio di andare fino in fondo
«Ho molta energia da dedicare alle cose che amo. L'energia di solito va di pari passo con la tenacia, la voglia di andare fino in fondo. In arrampicata, occorre resistere. Ho questa tenacia che consiste nel dare tutto e più dò, più ho successo. Mi piace dare il massimo in ciò che posso fare. «Il bicchiere è mezzo pieno.» Questo è il mio motto. Quando ci si tiene su una presa errata che si pensava migliore, dirsi che è veramente pessima procurerà soltanto sentimenti negativi. È meglio dirsi che la presa non è così male.»
 
 
Il futuro declinato al presente
«Non mi proietto nel futuro. Non ho pensione, né la sicurezza del lavoro. Eppure ho un figlio. Sono irresponsabile? Forse, ma io sono così. Finora ha funzionato, le cose si sono combinate bene. Credo che realizziamo la nostra felicità con il duro lavoro e senza inganno. Non ho mai avuto niente per niente. Amo la mia vita così com'è. Non sento il bisogno di condividere le mie esperienze passate con gli altri, sono alle mie spalle. Tuttavia, per me è importante condividere quello che vivo nel momento in cui lo vivo.»

Colonne droite
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Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Video by Posing Productions
 
 

Video by Posing Productions
 
 
Video playlist featuring Steve McClure :

Said Belhaj

Steve McClure profile - photo © Stéphan Denys
Said Belhaj profile - photo © John Evans

Sweden

SWE
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Said Belhaj - photo © collection Said Belhaj
Date de naissance: 
18 Giugno 1981
Lieu de résidence: 
Gothenburg (Svezia)
Statut actuel: 
Climber professionista e musicista
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2005

L’arrampicata per vivere
«Per gli arrampicatori del team Petzl, l’arrampicata è uno stile di vita che va oltre la passione. La pratichiamo quotidianamente e non ne abbiamo mai abbastanza. È uno stile di vita che non può fermarsi, anche se non è sempre possibile viverne. Questa attività è collegata all'esistenza, alla natura. Stare sempre fuori ad arrampicare è un pò come essere degli animali. Viaggiare, incontrare persone, condividere ciò che non esisteva ancora il giorno prima rappresenta un valore sociale enorme. Ho scoperto l'arrampicata all'età di 10 anni quando arrampicavo ancora sugli alberi. Da allora, arrampico ancora, in un modo o nell'altro. Ho fatto parte della squadra nazionale svedese per 10 anni, facendo competizioni in tutto il mondo. Dato che preferisco stare fuori sulla roccia, è difficile per me arrampicare in palestra. Oggi, sono presente in tutti i settori di arrampicata libera: boulder, falesia, competizione, vie lunghe.»

Colonne gauche
Nome

Competizione e paradosso
«Come membro attivo della squadra nazionale svedese, ho alla fine capito che occorrono grandi investimenti per creare un'energia positiva all'interno di una squadra coesa. Particolarmente socievole, le persone intorno a me sono davvero importanti. Non posso partecipare ad una competizione soltanto per vincere e dimenticare il resto. Le competizioni perfette sono quelle che generano energia positiva tra concorrenti, organizzatori e pubblico. Lo scopo della competizione è di solito battere l'altro, essere il migliore. Ma dato che ho molta stima per gli altri, li aiuto a essere migliori ed anche a vincere al posto mio, c'è una certa contraddizione da gestire.»
 
 
Arrampicata libera e a vista
«In generale, ho belle sensazioni quando arrampico a vista, al limite delle mie possibilità. Arrampicare su roccia in zone remote del pianeta, rende la mia attività ancora più interessante. Alla realizzazione di una via lavorata, preferisco quella di una via a vista, in quanto posso concentrarmi al 100 % sul movimento del momento e sulla difficoltà della salita. La ricchezza dell'arrampicata a vista è legata alla scoperta, all'esplorazione. Si deve sapere davvero improvvisare. Scopri ciò che accadrà nel momento stesso in cui lo fai, come se fossi attore e spettatore allo stesso tempo.»
 
 
La dimensione spirituale
«Prima di tutto, per me l'arrampicata è un pretesto per incontrare persone diverse e per viaggiare in luoghi che forse non potrei conoscere diversamente. Poi, mi piace l'aspetto stimolante di questo sport e le diverse sfide che l'accompagnano. Quanto alla sua dimensione spirituale, è una specie di meditazione in movimento che mi porta in diverse parti della mia mente. La mia vita è ispirata dall'approccio mentale legato all'arrampicata, alla musica e ai sogni. Il mio obiettivo quotidiano è crearmi una vita sana con tutto ciò che ruota intorno all'arrampicata. Preferisco realizzare qualcosa che arricchisca la mia vita quando non arrampico. Mi piace trasmettere questa idea che esistono vari modi di vivere la propria vita, non soltanto gli stereotipi presentati dall'attuale società occidentale. Faccio molte altre cose, semplicemente perché non posso arrampicare 24 ore su 24. Mi piace suonare, correre, andare in bicicletta o nuotare e a volte tutto allo stesso tempo. Mi piace anche la danza, il qi-gong, la meditazione, la fotografia, i buoni libri. Il mio mentore più importante è il mio maestro di musica, Christer Bothén, musicista atipico, che ha quasi settant'anni e che ha sempre vissuto per la sua passione.»
 
 
Un grande viaggiatore
«Come climber, mi sento connesso con quasi tutte le rocce del mondo. Ma il posto che preferisco per l'arrampicata è la Catalogna in Spagna. L’esperienza che ottengo da questa regione è unica. Ho molti amici in Catalogna. Posso andarci da solo e trovare per caso un amico per arrampicare. Mi piace anche arrampicare in Marocco, sia per l'arrampicata che per le serate d'improvvisazione musicale e la buona cucina.»
 
 
Il mio motto
«Non è mai troppo tardi.»
 

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

 
 
Video Playlist featuring Said Belhaj

Alexander Huber

Alex Huber profile - photo © Sam Bié
Alex Huber profile - photo © Sam Bié

Germany

DEU
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Alex Huber - photo © Sam Bié
Date de naissance: 
30 Dicembre 1968
Lieu de résidence: 
Berchtesgaden (Baviera, Germania)
Formation: 
Laurea in fisica
Statut actuel: 
Guida alpina, alpinista professionista
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
1993

Lo spirito dell’alpinismo estremo
«Fin dall'infanzia, i nostri genitori ci hanno introdotto, a me e mio fratello, al mondo della montagna e dell'alpinismo. Mio padre, noto per le sue rapide ascensioni della parete nord delle Droites fin dagli anni 60, ci ha trasmesso lo spirito dell'alpinismo estremo.
La famiglia e gli amici stanno alla base della mia vita. Ciò che è importante è la coerenza indipendentemente dal contesto della vita. Posso avanzare in nuove direzioni soltanto se utilizzo una solida base come trampolino di lancio. Questo è il motivo per cui lavoro con quasi tutti i miei sponsor da più di 15 anni. Nel 1997, ho superato il master in fisica all'Università di Monaco. Questa formazione mi è servita da base per la mia vita di climber.»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Sean Villanueva

Sean Villanueva profile - photo © Sam Bié
Sean Villanueva profile - photo © Sam Bié

Ireland

IRL
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Sean Villanueva - photo © Sam Bié
Date de naissance: 
7 Febbraio 1981
Lieu de résidence: 
Bruxelles (Belgio)
Statut actuel: 
climber professionista
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2011

«Ho iniziato l'arrampicata a tredici anni, in una palestra in Belgio. Mi sono poi spostato verso l'arrampicata sportiva. All'inizio, il campeggio selvaggio e l'autostop soddisfacevano ampiamente i miei desideri di avventura. Poi ho scoperto quella che è diventata la mia specialità, la salita in libera di big wall, le larghe fessure, umide e piene di muschio, le gole impegnative...»

Colonne gauche
Nome

Aperture in libera, accompagnate dal mio flauto irlandese
«Mi piace l'arrampicata, le sue prove e le sue sfide. Mi piace interpretare la roccia, arrampicare intensamente, esplorare. Amo la roccia compatta di ottima qualità con prese perfette. Ma mi piacciono anche le fessure bagnate che aggiungono un po' di vivacità all'avventura. L’arrampicata è il mio stile di vita, mi permette d'incontrare persone straordinarie e condividere esperienze incredibili.
Questa disciplina m'insegna la vita e m'impone di vivere il presente. Divento più attento al gusto di ciò che mangio, alla roccia che strappa le dita e fa sanguinare. L'arrampicata è un'attività spesso difficile.
Tutte le altre mie attività hanno un legame con l'arrampicata. Mi piace lo slackline, che m'insegna a migliorare il mio stato d'animo affinché pensieri, emozioni ed esperienze siano unificati. Lo slackline mi mette in uno stato in cui la nozione di tempo non esiste più, tutto si svolge nel presente, tutto è connesso. È come uno stato di meditazione. Anche il mio flauto irlandese fa parte del materiale d'arrampicata. Quando sono sospeso in mezzo ad una parete, con la terra lontana sotto di me, bloccato per alcuni giorni nella portaledge durante una tempesta, il mio flauto mi aiuta a passare il tempo invece di aspettare semplicemente. La musica mi permette di rimanere nel momento presente.»
 
Il mio posto preferito è il pianeta Terra
«Amo i posti selvaggi, lontani e preferibilmente le grandi pareti rocciose. I miei terreni di gioco preferiti sono la Yosemite, la Patagonia, l’Himalaya del Pakistan, l’isola di Baffin e la Groenlandia. Ma ci sono molti altri angoli del mondo che vorrei visitare.»
 
Il mio obiettivo di vita: incontrare, condividere, trasmettere
«Mi piace condividere le mie esperienze con articoli e film. È straordinario poter ispirare le persone, motivarle e aiutarle a trovare l'energia in modo che possano realizzare i loro sogni. Trovo anche significativo poter trasmettere alle persone l'importanza del rispetto della roccia, delle montagne, della natura, avendo sempre un atteggiamento positivo. Voglio continuare a scoprire nuove grandi pareti e far condividere l'avventura.»
 
L’aneddoto di Sean
«Il momento più importante in parete per me è stato alla torre Sud delle Torres Del Paine nella Patagonia cilena. Era il quinto giorno di una salita di undici giorni. Dovevo andare in bagno. Eravamo a 150 m dal suolo. Il mio ultimo pezzo di carta igienica è volato via. Questo mi ha costretto a terminare la salita servendomi di pietre, ghiaccio e tutto quello che riuscivo a trovare.»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 
Diaporama Videos: 

Playlist video featuring Sean Villanueva.

Vertical Sailing expedition, courtesy of Patagonia video

Enzo Oddo

Enzo Oddo profile - Photo © Arnaud Petit
Enzo Oddo profile - Photo © Sam Bié

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Enzo Oddo profile - Photo © Arnaud Petit
Date de naissance: 
22 Febbraio 1995
Lieu de résidence: 
Costa Azzurra (Francia)
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2010

Enzo, nel pieno della giovinezza…
 
«L’arrampicata mi è piaciuta fin dall'infanzia. Perché? Sono nato a Nizza, ci sono rocce ovunque e senza cattive stagioni. Fare arrampicata è qualcosa di facile. I miei genitori facevano arrampicata. Fin dai primi anni, mi portavano ai piedi delle falesie. È come essere a casa.
Fino all'età di tredici anni, mi piacevano le falesie della Costa Azzurra, ma ora, dopo tutti i viaggi con il Team Petzl, il piacere per me qui è meno immediato.»

Colonne gauche
Nome

I paesaggi preferiti?
«Con il Team, faccio la scoperta di tanti nuovi posti originali. Ci andiamo in modo originale, vale a dire per aprire vie di arrampicata. Si è sempre isolati nella natura. La perfezione per me sono i boulder di Bishop, Millau, il Tarn, il Briançonnais, Entraigues, Roche de Rame. Mi sento bene con queste montagne. Ho forse bisogno di calma, serenità...»
 
Sentire che avanzo.
«Cosa mi piace nell'arrampicata? Non lo so. Mi piace, tutto qui. Non ho alcuna motivazione a lungo termine. Ma ora è molto forte. Si tratta di un insieme, come qualcosa che mi ricarica di energia. Ciò che mi piace non è realizzare una via tanto per portarla a termine. È sentire la progressione. È riuscire a stare bene dentro, come una giornata trascorsa bene, senza sapere perché.»
 
In futuro?
«Non mi pongo la domanda. Vedrò. Vorrei continuare ad arrampicare il più possibile. Non mi vedo a lavorare nell'ambiente dell'arrampicata fino alla pensione. Non fa per me! Non voglio ottenere il Brevetto Statale arrampicata o creare un centro di allenamento o formazione. Ma al tempo stesso, mi è davvero difficile immaginarmi senza arrampicata. Per il resto, sono fiducioso. All'inizio, è stato difficile negoziare con i miei genitori il fatto di lasciare la scuola. Ora mi sostengono. Un grande ringraziamento a loro. Mi chiedono di fare nella vita il meglio che posso e di mettere serietà in quello che mi piace fare. Anche all'alba dei 17 anni, si può essere un po' seri.»
 
Difficoltà, vincoli?
«Lavorare dove non sono bravo. Devo impormi per esempio la continuità. Del resto, non partecipo alle gare, quindi non ho questi vincoli. Le gare prendono troppo tempo. L’arrampicata in palestra non è rappresentativa di ciò che voglio. È un'altra cosa. Non riesco ad esprimermi sulla plastica. Per me, non ha niente a che vedere con lo sport in sé, praticato nella natura e in piena libertà.»
 
Nella vita…
«Le persone a cui mi sento più vicino sono i climber. In questo momento frequento soltanto climber e spesso quelli dai 16 ai 24 anni. Il mio libro preferito è «Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve» di Jonas Jonasson. Il mio film preferito è «A serious man» dei fratelli Coen.»
 
L’aneddoto di Enzo
«Durante una serata tra amici, nel marzo 2011, dico ad un compagno non arrampicatore, vuoi arrampicare? Accetta. Immediatamente, lo porto in un cantiere nelle vicinanze in cima ad una gru per fare un pendolo. Non ha mai indossato un'imbracatura in vita sua. Sono le 3 del mattino. Non abbiamo il permesso. Non abbiamo frontale, né casco. Abbiamo soltanto sedici anni. Abbiamo una corda, un GRIGRI ed un solo rinvio per entrambi. Ci impiega una mezz'ora per salire ogni barra. Volevamo dare un bel numero nel vuoto, come al trapezio nel circo, ma a metà del braccio della gru, crolla esausto. È molto spaventato, non si aspettava tutte queste difficoltà. Charles rimane appeso come un prosciutto. È comunque legato. Dopo qualche difficoltà riesco a spostarmi al suo fianco e lo calo a terra. È finita bene.»
 
Dicono di Enzo:
Mike Fuselier
«Per me, Enzo è giovane quindi totalmente imprevedibile e spontaneo. Andare ad arrampicare con Enzo, è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita... Quanto agli aneddoti, ce ne sono molti, ma me ne torna in mente uno straordinario. La scena si svolge a Cuba, in una guest house. Durante una discussione su film americani, Enzo sottolinea il coraggio di Jean-Claude Van Damme, che è in grado di ricevere una noce di cocco sugli addominali, lasciata cadere da 10 m di altezza. Volendo fargli vivere questa fantastica esperienza e mettendo alla prova il suo coraggio, gli abbiamo fasciato gli occhi e abbiamo colpito la sua potente muscolatura addominale con una bottiglia d'acqua. L’apprensione si è rapidamente trasformata in sfida ed Enzo voleva sapere quale potenza di tiro era capace d'incassare. La sfida è durata alcuni minuti ed Enzo ha ben resistito alla raffica di colpi di bottiglia... del momento. Ma il giorno dopo, attraverso i lividi si poteva vedere la quantità di colpi che aveva incassato. «Lo fanno gli adolescenti e fa bene per il rinforzo addominale» Enzo dixit. A buon intenditore...»
 
Aymeric Clouet
«A Taghia nell'Atlante marocchino con Arnaud, durante una sessione teorica con attività pratica, spiegavamo ad Enzo le tecniche di base su come evolvere in arrampicata artificiale su cliff, la manovre di sicurezza e le risalite su corda con le maniglie bloccanti. Dopo un po', Enzo si è fermato, non ascoltava più, non era più concentrato, quindi abbiamo rinunciato pensando che avremmo continuato più tardi. Subito dopo abbiamo scoperto che aveva capito tutto. Enzo registra facilmente, assimila tutto immediatamente con in più una grande memoria. Questo ragazzo è geniale.»
 
Nina Caprez
«Ho un bellissimo ricordo di Enzo quando eravamo a Cuba. Il titolo potrebbe essere, un po' di psicoanalisi.
L'ultimo giorno l'abbiamo trascorso in spiaggia. Di solito, Enzo non è molto esigente a livello di ‘pulizia dei vestiti’. Ma quel giorno, ha preso vestiti di ricambio tutti puliti per il dopo spiaggia. Ha deciso di mettersi tutto pulito per riprendere l'autobus del ritorno. Tuttavia, eravamo ancora in costume da bagno quando Cédric non ha trovato niente altro da fare che schizzare coca cola sui suoi vestiti. Data la rarità di questo stato per Enzo (vestiti tutti puliti e bianchi), il momento dopo è stato eccellente. Enzo, innervosito, ne è uscito con questa bella frase ad alta voce: «Accidenti, ero perfetto!». Una frase che ci ha fatto ridere tutti, lui compreso del resto, una volta resosi conto di cosa aveva detto. «Ero perfetto», questa la frase di Enzo.»

Colonne droite
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Video playlist featuring Enzo Oddo

Florence Pinet

Florence Pinet profile - Photo © Florence Pinet
Florence Pinet profile - Photo © Sam Bié

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Florence Pinet profile - Photo © Florence Pinet
Date de naissance: 
3 Marzo 1986
Lieu de résidence: 
Provenza (Francia)
Statut actuel: 
ausiliare in puericultura
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2009

Spingere i limiti
«Sono un'arrampicatrice che ama soprattutto divertirsi, in falesia, in un ambiente simpatico tra amici. Mi piace spingere i miei limiti, realizzare vie magnifiche per il movimento e la lettura del percorso. Mi piace l'arrampicata, in generale, tiri, boulder, vie lunghe e in particolare l'arrampicata «a vista». Fintanto che si arrampica, è perfetto!»

Colonne gauche
Nome

«La mia falesia preferita è Buoux in Provenza nel Sud della Francia. Ho cominciato all'età di sei anni. Arrampicavo su tutto ciò che era arrampicabile. Da allora, non ho mai smesso. Ho sempre fatto molto sport e ne ho bisogno. Non mi piace stare chiusa in casa. Adoro la natura e ci passo più tempo possibile. Mi piace il lato selvaggio, la condivisione, la combattività, la realizzazione di una lunga parete verticale come «Infinity Lane» nelle gole della Jonte durante un RocTrip a Millau (Francia).»
 
 
 
«Quando sono sulla roccia, mi piace concentrarmi sulle mie sensazioni ed emozioni, piuttosto che seguire una strategia precisa. Mi piace fondermi con questo elemento. Ciò che m'interessa e mi motiva di più, è la varietà dei movimenti che offre ogni via e la sua realizzazione secondo la mia combinazione. Sto attenta a trovare qualcosa di nuovo in ogni luogo.

 
Per avere successo in quello che ho scelto, metto tutto il mio entusiasmo e la mia determinazione. Secondo questa regola del gioco, per non dire regola di vita, il mio motto è: il piacere prima di tutto. Il mio sogno è viaggiare per salire le vie più belle del mondo, ma anche per scoprire tutto quello che c'è sulla Terra.»
 

Colonne droite
Nome
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Diaporama Videos: 

Arnaud Petit

Arnaud Petit profile - photo © Tony Lamiche
Arnaud Petit profile - photo © Thomas Vialletet

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Arnaud Petit - photo © Tony Lamiche
Date de naissance: 
17 Febbraio 1971
Lieu de résidence: 
Céüse, Hautes-Alpes (Francia)
Formation: 
laurea in scienze motorie
Statut actuel: 
arrampicatore professionista, guida alpina, autore, fotografo
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
1994

Dare senso alla mia passione
«Amo le cose ben fatte, anche se questo richiede tempo. I progetti più importanti, in generale, mi vengono all'improvviso, spontaneamente, senza pianificazione, attraverso incontri casuali e la mia attività del momento. A partire da quell'istante, essi danno un senso alla mia vita e diventano la cosa più importante da fare, come se questo progetto fosse sempre esistito. Voglio scoprire nuovi luoghi, nuove persone, condividere quello che ho capito e imparato dall'attività. Mi piace incontrare altri arrampicatori, confrontarmi con loro. Mi piace che ci sia atmosfera, dinamismo, emulazione, anche se non siamo sulle stesse vie.»

Colonne gauche
Nome

Esclusivo
«Le persone che m'ispirano sono quelle che fanno le cose appassionatamente con energia, indipendentemente dal loro livello. Ho scoperto l'arrampicata con mio padre, che mi ha portato ad arrampicare all'età di otto anni. Durante la mia giovinezza, non avrei mai immaginato che un giorno sarei riuscito a vivere di arrampicata. Non mi vedevo ad essere consulente tecnico di marchio, come René Desmaison per esempio, né a scrivere libri o organizzare spedizioni, filmare, fare conferenze. Eppure c'era soltanto l'arrampicata che contava per me e ammiravo persone come Gaston Rébuffat e i suoi libri (Les Cent Plus Belles Courses), o coloro che inventavano nuovo materiale. Quello che preferisco è aprire vie di più tiri, immaginare un itinerario e andare a vedere se funziona, partendo dal basso o in doppia secondo le pareti. Poi, è un privilegio concatenare queste nuove vie. Non c'è ancora un riferimento di valutazione e una buona parte d'incertezza che mi obbliga a concentrarmi sul momento presente. Mi piace quando passo al limite della caduta, provando qualcosa che mi sembra più che casuale. Per ridere, a volte dico che "sono uno specialista in tutto»! Il che vuol dire mediocre ovunque! Per fare questo mestiere, ci vuole la volontà, occorre essere coinvolti ed avere anche un elemento di creatività. Occorre provare a vedere le cose con distacco, saper anticipare.»
 
I miei luoghi preferiti sono Ceüse e Taghia in Marocco
- «Ceüse, è qui che ho cominciato a sognare le vie estreme. Abito qui, ai piedi della falesia, questo mi permette di godere del posto quando c'è meno gente fuori stagione.»
- «Taghia perché ci ho passato molto tempo e perché si è creato un legame con gli abitanti di questo villaggio. Un legame privilegiato per il fatto di viverci lunghi periodi.»
 
Il mio motto
«La libertà è saper riconoscere ciò che è veramente necessario.»
 
L’aneddoto di Arnaud
«Mi è piaciuto assicurare Stéphanie e sostenerla quando arrampicava Free Rider (El Capitan) da prima, mi dicevo che fortuna essere in prima fila per vedere la donna che amo realizzare una cosa stupenda.»

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Diaporama Videos: 

 
 
The video playlist featuring Arnaud Petit

Robert Jasper

Robert Jasper profile - photo © coll. Robert Jasper
Robert Jasper profile - photo © Klaus Fengler

Germany

DEU
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Robert Jasper profile - photo © coll. Robert Jasper
Date de naissance: 
15 Aprile 1968
Lieu de résidence: 
Bade-Wurtemberg (Germania)
Statut actuel: 
guida alpina, insegnante di educazione fisica, formatore di guide
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2000

La mia professione, esplorare la natura
«La passione collega le persone tra loro, ma anche le persone con la natura. Più le persone sono collegate con la natura, più sono collegate tra loro, ritrovando infine se stesse. Sono un alpinista specializzato in cascata di ghiaccio, ma mi piacciono tutte le discipline legate alla montagna. Il mio obiettivo è lo sviluppo di uno stile moderno di arrampicata, come per esempio la prima libera della "Direttissima dei Giapponesi" (1800 m / 8a) sulla parete Nord dell’Eiger. Considero questa via la salita attualmente più difficile delle Alpi. Desidero anche sviluppare lo stile alpino moderno in regioni lontane come la Terre del Fuoco, l'isola di Baffin, Svalbard o l’Himalaya.»

Colonne gauche
Nome

Avanzo passo dopo passo realizzando il mio sogno
«Ho iniziato ad arrampicare nella Foresta Nera, regione meridionale della Germania. Avevo di fronte a casa una roccia perfetta e, nelle vicinanze, le Alpi svizzere. Sulle Alpi, la mia parete preferita è la parete Nord dell’Eiger. Qui ho vissuto innumerevoli avventure. È un luogo magico per me. Mi piacciono anche i paesaggi come la Terra del Fuoco in Patagonia e l'Himalaya con la sua meravigliosa cultura. In Europa, il Sud della Francia è particolarmente interessante per le falesie d'arrampicata. Rimane la Foresta Nera per una passeggiata con i miei figli. È importante per me partire, tornare, partire di nuovo e così via. Tornare a ricaricarmi nella Foresta Nera, il mio campo base, è della massima importanza.»
 
 
Introduzione al viaggio
«I viaggi sono, per me, più di un semplice «sport». È veramente uno stile di vita e una passione. Incontro in maniera privilegiata altre persone in diversi paesi e questo arricchisce la mia vita. Più condivido ciò che vivo, tanto più la mia esperienza si arricchisce.»
 
 
Mi piace raccontare l'inedito delle pareti
«Nel tempo libero, mi godo la famiglia e i miei figli. Al ritorno dalle mie sessioni di arrampicata, o dalle mie spedizioni, racconto la mia esperienza a tutti coloro che lo desiderano, attraverso racconti, presentazioni, eventi. Ho bisogno di tempo per trasmettere la mia passione, ma anche ciò che ho imparato dalle mia avventure. Organizzo conferenze e formazioni per persone di origine culturale e sociologica totalmente diversa. Questo è il mio modo di trasmettere il mio stile di vita. Cerco di collegare le varie discipline dell'alpinismo. Parlo della mia esperienza personale, relativa a ciò che ho imparato. Amo questo aspetto del mio lavoro fatto di pubbliche relazioni, quando partecipo ad esempio a formazioni di management per grandi società come Holcim, ABB, Adidas...»
 
 
Il mio motto
«Fare quello che c'è da fare dopo aver riflettuto se corrisponde alla mia etica. Farlo con tutta l'anima, nel miglior modo possibile.»

Colonne droite
Nome
Diaporama Photos: 

Nina Caprez

Nina Caprez profile - photo © Stefan Schlumpf
Nina Caprez profile - photo © Lafouche

Switzerland

CHE
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Nina Caprez - photo © Stefan Schlumpf
Date de naissance: 
15 Novembre 1986
Lieu de résidence: 
Grenoble (Francia)
Statut actuel: 
sportiva di alto livello
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2010

Alla ricerca della felicità qui ed ora
«Ho una grande fiducia in me stessa. Sono una persona sicura di sé. Nel nostro sport, è la base per poter concatenare vie difficili. Stare fuori, vivere a fondo, incontrare persone che hanno la stessa vibrazione, arrampicare insieme… Questa è la felicità per me. La mia prima gara importante è stato il campionato mondiale della gioventù di Pechino. Questo è il primo grande ricordo della «piccola Nina». Amo questa sensazione di successo nella competizione. Ma la competizione in sé, proprio non mi tocca. Cerco di avanzare sempre più in arrampicata sportiva e di realizzare vie lunghe che mi stanno molto a cuore. Sono cresciuta vicino al Rätikon, falesia mitica per le vie lunghe. Ho sempre amato questa sensazione di altezza, natura e libertà… Ho trovato ciò che cercavo nell'arrampicata grazie a Laurent Triay che mi ha parlato di una via nel Verdon, «Ultime démence». Ora, cerco davvero la grande difficoltà e il concatenamento di vie lunghe. L’arrampicata è un viaggio interiore alla ricerca di me stessa. Allenandomi molto, viaggiando ovunque, incontrando persone provenienti da tutto il mondo, sono consapevole che la cosa importante su questa terra è essere felice! L'arrampicata per me è questo. È uno sport che si basa sulla semplicità di vivere. Ci basta soltanto un masso, un'imbracatura, delle scarpette e un compagno di cordata.» 

Colonne gauche
Nome

Il mio motto: La vita è troppo bella e le giornate troppo corte per essere tristi
«Ma in realtà, voglio trasmettere un messaggio al mondo dell'arrampicata, esperti, dilettanti, principianti. Il mio stile di vita m'insegna che cosa significa la parola autonomo. La mia ragione di vita è andare fino in fondo ai miei risultati. Per avere successo, devo canalizzare i miei pensieri, la mia energia. Se concludo la salita di una via lunga estrema, è perché sono felice di realizzarla. Da tempo, mi sentivo attirata dalle vie lunghe. Era solo una questione di tempo, mi sono messa a lavorare seriamente per concatenarle. Sin dalla mia prima infanzia, non mi sento mai molto a mio agio quando mi ritrovo in un sistema gestito da persone che pensano di sapere tutto. Al liceo, ero molto triste perché bisognava sempre sapere esattamente cosa sarebbe successo il giorno dopo. Questa sensazione mi impediva di avanzare. Ho dovuto sbarazzarmi di questo stato. In arrampicata tutto è importante: il modo di guardare una via, progettare un itinerario ed infine vivere la roccia. Scelgo da sola ciò che è giusto per me. Mi assumo la responsabilità delle mie scelte e delle mie decisioni e non cerco mai scuse per quello che non faccio. Sono nata per l'arrampicata, mi porta ovunque nel mondo, in luoghi così belli e perduti. Imparo, continuo e sto ancora imparando. Mi sono capitate le vie lunghe quando ero pronta. Ogni volta che brucio le tappe, non funziona. Naturalmente, è meglio sapersi muovere e adattarsi al tipo di roccia. Ma ora, ascolto me stessa, perché so cosa mi rende forte. Sono sicura di me, voglio fare ciò che ho veramente voglia di fare e non cercare di fare cose che non voglio. Come molte climber, la mia ispiratrice è Lynn Hill, ma la persona che mi ha aiutato a crescere in questo ambiente è Cédric Lachat.»
 
 
La scelta dei compagni di cordata è importante per me
«Le persone che vengono con me in parete rappresentano più di un supporto, qualcosa come un forte stimolo. Per ottenere prestazioni di successo su una via lunga, ho bisogno dell'amicizia e della fiducia nel mio compagno di cordata. Per esempio, non arrampico mai con le persone con cui non sto bene. Devo sentire una vibrazione comune, la collaborazione e la complicità. Ho bisogno di trattare da pari a pari. Voglio sempre che il mio compagno desideri anche lui realizzare la via. Non porterei mai qualcuno con me solo per assicurarmi.»
 
 
I luoghi per me più importanti sono il Verdon e Céüse
«A Céüse, ho trascorso le mie prime vacanze d'arrampicata sportiva. Fin dall'inizio, è stato un luogo magico per me.
Nel Verdon, ho trovato lo stile di arrampicata che cercavo, le vie lunghe sportive. Raramente ho visto un paesaggio così bello!»
 
 
A parte l'arrampicata, amo le cose che hanno ritmo...
«Faccio molto sci escursionismo. Sono nata con gli sci ai piedi, adoro questa leggerezza quando si scende un pendio tutto vergine e si fa la prima traccia. Mi piace anche lavorare con il legno, armeggiare con foto. Amo ascoltare la musica, cucinare. E se non facessi l'arrampicata, sarei sicuramente un artista.  Lavorerei forse nel circo.»

Colonne droite
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Video playlist featuring Nina Caprez