Verso il nono grado
«Una citazione di Marc Twain mi ha particolarmente colpito: «Tutti sapevano che era impossibile, poi è arrivato qualcuno che non lo sapeva e l'ha fatto».
L’arrampicata di competizione mi ha dato molto sul piano sportivo ed umano. In allenamento ho imparato il rigore e la combattività. Ho incontrato molte persone dal carattere e temperamento ben temprati, in particolare Laurent Boudier, il mio allenatore, che mi ha trasmesso una determinata visione dell'arrampicata e della vita in generale. La mia formazione si riassume in poche parole: perseveranza, disciplina, impegno, curiosità e passione. Di fatto, pratico regolarmente la corsa a piedi per lo sforzo di continuità e superamento che richiede, con la sensazione di fatica che ne segue. La solitudine della corsa a piedi è eccellente per lasciar passare i pensieri, a differenza dalle sedute di boulder dove non si è mai soli. Sono un drogato del boulder. Sono sempre alla ricerca di un nuovo boulder o una nuova via, in quanto ho ancora molto da imparare e da scoprire. La sfida del nono grado è ancora molto presente nella mia testa.»
Scoprire, trasmettere, arricchirsi
«La ricetta di una vita perfetta consiste nel trovare un certo equilibrio. La vita di un climber non è necessariamente un «lungo fiume tranquillo». Ci sono migliaia di cassetti da aprire e chiudere, un po' come le prese buone e meno buone che compaiono e scompaiono su una parete mentre avanziamo e registriamo nella nostra memoria. Mi piace questo senso di appartenenza ad una specie di tribù, un gruppo di individui che sono simili nel loro approccio all'attività, nel loro rapporto con l'ambiente e nel rispetto reciproco di determinate regole. Mi piace questo lato tribale che ruota intorno all'arrampicata, il fatto di partire con amici di tutte le generazioni, recarsi su nuovi spot, scoprirli insieme e divertirsi ciascuno a suo modo. Oggi nel mio lavoro d'istruttore, trasmetto ai giovani una certa eredità delle mie esperienze vissute. Trasmettere è una questione di buon senso. È anche un dovere. Cerco di testimoniare, spiegare e condividere il più possibile con più persone. Mi piace creare, concretizzare idee, trarre ispirazione da esperienze vissute. Preparo l'itinerario di una via proprio come un falegname costruisce i suoi mobili. Del resto, mi piace lavorare il legno.»
Viaggiare
«Non ho un paesaggio preferito, ma diversi. Sono vari e totalmente differenti. Negli Stati Uniti, mi sono piaciuti molto gli spot come Smith Rock, Red River Gorge. Inoltre, è straordinario per me vivere qualche giorno a Hampi in India, o nei deserti dell'Algeria e del Tassili. È incredibile amare luoghi tanto opposti, ma che per me, formano un tutto. Questi paesaggi minerali, con la loro fauna e flora, offrono uno spettacolo unico e indimenticabile. Sono luoghi che devono essere scoperti per comprenderne la fragilità e la vulnerabilità. Gli abitanti di questi luoghi hanno tutti la propria cultura e visione della vita. È un'esperienza arricchente frequentare persone che sono cresciute ed evolute in un ambiente totalmente diverso dal nostro, sono veramente aperto a questo tipo di incontri.»
Alla ricerca della verità
«Se tutto fosse realizzabile, viaggerei senza limiti indipendentemente dal luogo in cui mi trovo nel mondo. Viaggerei nel tempo e andrei a vedere con i miei occhi i personaggi e i luoghi che hanno segnato la storia del nostro mondo, come, perché e soprattutto cosa è vero e cosa non lo è. La mia vita è una continua messa in discussione di ciò che è scritto. Voglio andare a vedere alla base, da solo, se è vero. Voglio restare me stesso, vivere le cose, vivere la natura giorno per giorno, sperimentare lontano dalla teoria, con il mio metodo e tutto il mio lavoro, lasciar fare, assimilare, riprendere, verificare e trovare attraverso questo vissuto una maggiore competenza. Mi piace analizzare e selezionare le mie esperienze, buone o cattive. Nel presente, più vario i siti di arrampicata, più incontro arrampicatori, più mescolo idee e contraddizioni, più comincio a progettare ciò che poteva sembrare inconcepibile. Oso di più, m'ispiro agli altri e più scopro, più aumenta la curiosità per andare più lontano.»