Bouldering

Florence Pinet

Florence Pinet profile - Photo © Florence Pinet
Florence Pinet profile - Photo © Sam Bié

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Florence Pinet profile - Photo © Florence Pinet
Date de naissance: 
3 Marzo 1986
Lieu de résidence: 
Provenza (Francia)
Statut actuel: 
ausiliare in puericultura
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2009

Spingere i limiti
«Sono un'arrampicatrice che ama soprattutto divertirsi, in falesia, in un ambiente simpatico tra amici. Mi piace spingere i miei limiti, realizzare vie magnifiche per il movimento e la lettura del percorso. Mi piace l'arrampicata, in generale, tiri, boulder, vie lunghe e in particolare l'arrampicata «a vista». Fintanto che si arrampica, è perfetto!»

Colonne gauche
Nome

«La mia falesia preferita è Buoux in Provenza nel Sud della Francia. Ho cominciato all'età di sei anni. Arrampicavo su tutto ciò che era arrampicabile. Da allora, non ho mai smesso. Ho sempre fatto molto sport e ne ho bisogno. Non mi piace stare chiusa in casa. Adoro la natura e ci passo più tempo possibile. Mi piace il lato selvaggio, la condivisione, la combattività, la realizzazione di una lunga parete verticale come «Infinity Lane» nelle gole della Jonte durante un RocTrip a Millau (Francia).»
 
 
 
«Quando sono sulla roccia, mi piace concentrarmi sulle mie sensazioni ed emozioni, piuttosto che seguire una strategia precisa. Mi piace fondermi con questo elemento. Ciò che m'interessa e mi motiva di più, è la varietà dei movimenti che offre ogni via e la sua realizzazione secondo la mia combinazione. Sto attenta a trovare qualcosa di nuovo in ogni luogo.

 
Per avere successo in quello che ho scelto, metto tutto il mio entusiasmo e la mia determinazione. Secondo questa regola del gioco, per non dire regola di vita, il mio motto è: il piacere prima di tutto. Il mio sogno è viaggiare per salire le vie più belle del mondo, ma anche per scoprire tutto quello che c'è sulla Terra.»
 

Colonne droite
Nome
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Diaporama Videos: 

Philippe Ribière

Philippe Ribière profile - photo © Tony Lamiche
Philippe Ribière profile - photo © coll. P.Ribière

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Philippe Ribière - photo © coll. P.Ribière
Date de naissance: 
12 Marzo 1977
Formation: 
diploma commerciale e brevetto di tecnico superiore assistente di direzione
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2002

La mia evoluzione
«Giorno dopo giorno, mi libero dalla mia disabilità. È magnifico. In ogni caso, c'è un grande risultato. Grazie all'arrampicata. Sono nato, come dichiarato all'epoca, con l'handicap della sindrome di Rubinstein Täby. Ma oggi, la diagnosi è cambiata, sarebbe un'altra cosa, un genere mutante, in attesa di analisi ufficiali. Dopo molteplici interventi chirurgici, i miei genitori adottivi m'incoraggiano a praticare attività sportive per la mia crescita. A sei anni, scopro l'arrampicata durante una vacanza con la famiglia a Saint Gervais (Francia). Temevo la discesa in doppia, perché non sapevo se avrei avuto abbastanza forza per tenere la corda. L'istruttore mi ha calato con maggiore sicurezza e mi sono lanciato nel vuoto. Mi ricordo di avere avuto molta paura, pur essendo felice e orgoglioso di fare come i miei fratelli e le mie sorelle. Arrivato a terra, mi tremavano le gambe terribilmente e il mio cuore batteva all'impazzata.»

Colonne gauche
Nome

Alcuni anni dopo, ho ripetuto l'esperienza in un campus per adolescenti.
«Ciclismo, kayak, escursioni e arrampicata erano la nostra vita quotidiana. Tornando a casa, ero entusiasta all'idea di iscrivermi a un club di ciclicsmo. Per sfortuna o fortuna, il responsabile del club mi ha negato la licenza senza alcun motivo. Quindi m'iscrivo a un club di arrampicata e due anni dopo, arrivo in finale ai campionati giovanili francesi. È stata un'esperienza ricca di emozioni, perché era il mio primo viaggio dove il tempo non contava. Si rideva, si andava a letto tardi, si mangiava male. E soprattutto eravamo liberi. Forse questo viaggio ha influenzato la mia personalità. Oggi, la mia attività principale è l'arrampicata sportiva con una preferenza per il boulder. L’arrampicata mi dà la fiducia, la sicurezza di sentire braccia e gambe, la semplicità di stare all'aria aperta. L’arrampicata soddisfa il mio bisogno d'impegno. L’arrampicata dà un senso alla mia vita. L’arrampicata mi permette di realizzarmi come individuo, accedere a un certo livello sociale, incontrare i migliori climber, poter creare eventi per persone con ridotta mobilità, grazie alle associazioni Handi-grimpe e Évolution Tour.»
 
 
Il mio motto è proprio non averne
«Niente è difficile. Tutto è una questione di accettazione e percezione. La disabilità è il regalo più bello che la natura mi ha fatto. Liberarmi delle mie sconfitte è il miglior modo per mostrare chi sono. Non dimentico che sono solo un granello di sabbia nell'universo. Il mio obiettivo è trasmettere la mia testimonianza in un'unica direzione, ma ai quattro angoli del mondo, perché credo di poter apportare il mio piccolo contributo. La mia testimonianza si riassume così: impegno, onestà, rispetto dei valori sportivi. Uno dei miei sogni è progredire nella fotografia e poter catturare l'invisibile.»
 
 
I miei incontri
«Grazie agli eventi Handi-grimpe, ho incontrato artisti del cinema, della canzone o della moda. Un giorno, mentre partecipavo ad un cortometraggio, un musicista mi ha chiesto di partecipare alla colonna sonora. Alla fine, dopo un mese di lavoro, mi ha spinto sul palco e ho realizzato la mia prima esibizione. Da allora, non appena si presenta l'occasione, salgo sul palco per esibirmi e faccio il giocoliere con il fuoco.»
 

Colonne droite
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Diaporama Videos: 

The teaser of Wild One

 
 
The teaser of Evolution Tour

 
 
The video playlist featuring Philippe "Petitou" Ribière

Stéphanie Bodet

Stéphanie Bodet profile - Photo © Stéphan Denys
Stéphanie Bodet profile - Photo © Sean Leary

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Stéphanie Bodet - Photo © Thibault Saubusse
Date de naissance: 
14 Marzo 1976
Lieu de résidence: 
Céüse, Hautes-Alpes (Francia)
Formation: 
Abilitazione all’Insegnamento Secondario in Lettere (CAPES in lettere moderne), brevetto statale arrampicata in corso
Statut actuel: 
climber professionale, docente di lettere a chiamata
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
1996

La vita in parete è una vera fonte di arricchimento e conoscenza di sé
«Ho avuto la fortuna di vivere belle spedizioni e bei viaggi con Arnaud. Tutte le big wall, che ho scalato, mi hanno lasciato ricordi importanti, in particolare i bivacchi spesso incredibili. Voglio dare il meglio di me per realizzare qualche cosa che mi sta a cuore. Imparando ad aprire vie lunghe, mi accorgo anche che apprezzo sempre più una certa etica che, secondo me, preserva il gioco dell'arrampicata. Senza voler correre rischi gratuiti, mi piacciono molto le vie un po' impegnative, che obbligano a concentrarsi, a impegnarsi al 100 %. In pratica non riesco più a divertirmi arrampicando su una via scavata, anche pochissimo. Non penso che questa visione sia elitaria e credo che, indipendentemente dal livello, si possono avere gli stessi valori. A Céüse, mi succede di arrampicare con giovani della nuova generazione. È bello vederli motivati dalle stesse cose e vedere che l'etica non è solo una questione per «vecchi». Al contrario , sono spesso più esigenti e più profondi di noi su certe questioni.»

Colonne gauche
Nome

Non avere paura di farsi un po' male
«Mi piace praticare l'arrampicata in tutte le sue forme, ma negli ultimi anni, mi sono orientata di più verso l'ascensione di grandi pareti. Non avrei mai immaginato di poter vivere della mia passione un giorno. Allo stesso tempo, da bambina, sognavo di essere pastorella o egittologa. Ero attirata dall'ignoto, dall'avventura e dalla vita selvaggia, quindi il mio stile di vita attuale non mi sorprende più di tanto dopo tutto. Quando arrampico, sono concentrata sul momento presente, il futuro si limita alla presa successiva. Dimentico i miei problemi, mi dimentico anche dell'occasione stessa e ho l'impressione di essere tutt'uno con la roccia. È un aspetto che amo e che mi è indispensabile. Lo ritrovo in altre attività, come lo yoga, la scrittura o il giardinaggio per esempio… La vita sembra allora improvvisamente così semplice. Mi sento bene quando arrampico. Mi piace stare fuori in una natura protetta, in cui trovo il mio equilibrio. Ciò che mi nutre, è la straordinaria ricchezza dell'attività, passare dal boulder al monotiro, andare in spedizione. È abbastanza raro scoprire, insieme alle pareti, una differente cultura. Una vita intera non basta per esplorare tutte le sfaccettature dell'arrampicata. Arrampicare è anche una bella scuola di umiltà. Cerco di non focalizzare la mia attenzione sulla valutazione, ma piuttosto su cosa mi richiederà o insegnerà una via. Sono attratta dagli stili di arrampicata che non padroneggio e che mi danno ogni volta l'impressione di debuttare nell'attività. Questo rinnova la mia motivazione e la mia curiosità. Infine, sono spesso i sogni di bambino che si concretizzano, molto semplicemente sogni che diventano possibili quando abbiamo accumulato abbastanza esperienza per realizzarli. Questo è stato il caso della Torre di Trango. Già la sognavo da giovane atleta ed è solo pochi anni più tardi, dopo aver fatto la montagna seriamente e più granito che il sogno è diventato realtà.»
 
 
La natura e…
«Cammino spesso soffermandomi ad osservare la natura, spiare gli uccelli, identificare le tracce di animali nel periodo invernale. Ho la fortuna di vivere sulle Hautes-Alpes ai piedi della falesia di Céüse. Confesso che è il mio luogo preferito per l'arrampicata naturalmente, ma soprattutto per la qualità della vita che offre il bacino di Gap. È ancora selvaggio, poco urbanizzato e i paesaggi sono davvero molteplici. Sono anche queste qualità che mi fanno amare il Verdon. A Céüse, mi meraviglio ad ogni primavera dell'attività che regna sulla falesia. Per gli uccelli, questa falesia costituisce una formidabile dimora e a me piace osservarli. Ritengo che noi, come gli animali, siamo solo degli inquilini della terra. Non è un problema rinunciare a fare un 8a in cui nidificano gli uccelli. È interessante osservare un gracchio corallino in procinto di nutrire i suoi piccoli in un vascone di riposo o gioire del valzer delle rondini che costruiscono i loro fragili nidi di terra nei fori della cascata o della parete di Biographie. Altrove nel mondo, amo Taghia in Marocco per i suoi paesaggi e la sua gente. Vado ogni anno a Taghia da 8 anni. Mi sono fatta alcuni amici molto cari laggiù e ho imparato a cavarmela in berbero, cosa che rende il viaggio ancora più prezioso.»
 
 
La letteratura anche...
«Leggo da quando ero molto piccola. Ho fatto studi letterari che mi hanno portato ad approfondire alcuni autori. Ho letto molti classici, romanzi contemporanei e dieci anni fa mi sono specializzata nella letteratura di viaggio (Ella Maillard, Bruce Chatwin, Alexandra David-Néel…). Mi piacciono le storie delle avventure di Sylvain Tesson. Oggi non leggo più molti romanzi, mi sento più attratta dalla poesia: Valérie Rouzeau, Philippe Jaccottet, Michel Jourdan, Yves Bonnefoy, Bashô, Emilie Dikinson, Henri Michaux… Il libro che mia ha colpito di più è senza dubbio «l’Usage du Monde» di Nicolas Bouvier. Il suo stile mi commuove e mi piace il modo in cui si fa da parte nei suoi scritti, per far posto al paese che attraversa, alle persone che incontra. È un libro che mi fa venir voglia di farmi leggera come una bolla per attraversare il mondo. Quest'anno avevo puntualmente ripreso gli studi per lavorare su Bouvier ma ho vagabondato dalla prosa di Giono alla filosofia di Nietzsche passando per le memorie di Simone de Beauvoir e i Saggi di Montaigne, Henri Miller e Kenneth White… Alla fine, non ho scritto una riga ma ho fatto incontri interessanti. Non ho alcun mentore, piuttosto alcuni scrittori a volte scomparsi da mille anni in cui mi ritrovo, i cui interrogativi simili ai miei, ma meravigliosamente meglio formulati, mi danno la sensazione di appartenere ad una comunità di pensiero.»
 
 
In realtà non ho un motto, ma…
«Quando mi sento troppo iperattiva, o insoddisfatta di una giornata, mi piace ricordare questa bella frase di Montaigne: «Non ho fatto niente oggi. Cosa? Non hai vissuto? Non è soltanto la più importante, ma la più illustre delle vostre occupazioni…»
 

Colonne droite
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Michaël Fuselier

Michaël Fuselier profile - photo © Boris Stephan
Michaël Fuselier profile - photo © Lafouche

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Michaël Fuselier - photo © Tony Lamiche
Date de naissance: 
4 Gennaio 1981
Lieu de résidence: 
Grenoble (Francia)
Formation: 
diploma commerciale, brevetto statale arrampicata
Statut actuel: 
istruttore del club Maurienne arrampicata, tracciatore francese di gare di arrampicata
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2005

Prima vetta
«La mia prima sessione di arrampicata è stata l'ascensione di una cima e non una qualsiasi. Ho scoperto l'arrampicata con Jean Bonin, un grande amico di famiglia, che mi ha portato all'ascensione del Monte Aiguille (Vercors Francia) per la via classica, nel 1995. Avevo 16 anni. Come è potuta nascere questa passione proprio quel giorno? Il Monte Aiguille corrisponde alla mia idea di cima. Il Monte Aiguille è molto importante per me. Del resto, non mi piace usare la parola cima, mi rifiuto di vedere una cima come un soffitto impossibile da superare. Il Monte Aiguille segna anche l'inizio dei miei ricordi di arrampicatore, la prima corda regalatami da mia madre, i chilometri con un vecchio motorino per andare ad arrampicare intorno a Grenoble.»

Colonne gauche
Nome

Verso il nono grado
«Una citazione di Marc Twain mi ha particolarmente colpito: «Tutti sapevano che era impossibile, poi è arrivato qualcuno che non lo sapeva e l'ha fatto».
L’arrampicata di competizione mi ha dato molto sul piano sportivo ed umano. In allenamento ho imparato il rigore e la combattività. Ho incontrato molte persone dal carattere e temperamento ben temprati, in particolare Laurent Boudier, il mio allenatore, che mi ha trasmesso una determinata visione dell'arrampicata e della vita in generale. La mia formazione si riassume in poche parole: perseveranza, disciplina, impegno, curiosità e passione. Di fatto, pratico regolarmente la corsa a piedi per lo sforzo di continuità e superamento che richiede, con la sensazione di fatica che ne segue. La solitudine della corsa a piedi è eccellente per lasciar passare i pensieri, a differenza dalle sedute di boulder dove non si è mai soli. Sono un drogato del boulder. Sono sempre alla ricerca di un nuovo boulder o una nuova via, in quanto ho ancora molto da imparare e da scoprire. La sfida del nono grado è ancora molto presente nella mia testa.»
 
 
Scoprire, trasmettere, arricchirsi
«La ricetta di una vita perfetta consiste nel trovare un certo equilibrio. La vita di un climber non è necessariamente un «lungo fiume tranquillo». Ci sono migliaia di cassetti da aprire e chiudere, un po' come le prese buone e meno buone che compaiono e scompaiono su una parete mentre avanziamo e registriamo nella nostra memoria. Mi piace questo senso di appartenenza ad una specie di tribù, un gruppo di individui che sono simili nel loro approccio all'attività, nel loro rapporto con l'ambiente e nel rispetto reciproco di determinate regole. Mi piace questo lato tribale che ruota intorno all'arrampicata, il fatto di partire con amici di tutte le generazioni, recarsi su nuovi spot, scoprirli insieme e divertirsi ciascuno a suo modo. Oggi nel mio lavoro d'istruttore, trasmetto ai giovani una certa eredità delle mie esperienze vissute. Trasmettere è una questione di buon senso. È anche un dovere. Cerco di testimoniare, spiegare e condividere il più possibile con più persone. Mi piace creare, concretizzare idee, trarre ispirazione da esperienze vissute. Preparo l'itinerario di una via proprio come un falegname costruisce i suoi mobili. Del resto, mi piace lavorare il legno.»
 
 
Viaggiare
«Non ho un paesaggio preferito, ma diversi. Sono vari e totalmente differenti. Negli Stati Uniti, mi sono piaciuti molto gli spot come Smith Rock, Red River Gorge. Inoltre, è straordinario per me vivere qualche giorno a Hampi in India, o nei deserti dell'Algeria e del Tassili. È incredibile amare luoghi tanto opposti, ma che per me, formano un tutto. Questi paesaggi minerali, con la loro fauna e flora, offrono uno spettacolo unico e indimenticabile. Sono luoghi che devono essere scoperti per comprenderne la fragilità e la vulnerabilità. Gli abitanti di questi luoghi hanno tutti la propria cultura e visione della vita. È un'esperienza arricchente frequentare persone che sono cresciute ed evolute in un ambiente totalmente diverso dal nostro, sono veramente aperto a questo tipo di incontri.»
 
 
Alla ricerca della verità
«Se tutto fosse realizzabile, viaggerei senza limiti indipendentemente dal luogo in cui mi trovo nel mondo. Viaggerei nel tempo e andrei a vedere con i miei occhi i personaggi e i luoghi che hanno segnato la storia del nostro mondo, come, perché e soprattutto cosa è vero e cosa non lo è. La mia vita è una continua messa in discussione di ciò che è scritto. Voglio andare a vedere alla base, da solo, se è vero. Voglio restare me stesso, vivere le cose, vivere la natura giorno per giorno, sperimentare lontano dalla teoria, con il mio metodo e tutto il mio lavoro, lasciar fare, assimilare, riprendere, verificare e trovare attraverso questo vissuto una maggiore competenza. Mi piace analizzare e selezionare le mie esperienze, buone o cattive. Nel presente, più vario i siti di arrampicata, più incontro arrampicatori, più mescolo idee e contraddizioni, più comincio a progettare ciò che poteva sembrare inconcepibile. Oso di più, m'ispiro agli altri e più scopro, più aumenta la curiosità per andare più lontano.»

Colonne droite
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Gérôme Pouvreau

Gérôme Pouvreau profile - photo © Sam Bié
Gérôme Pouvreau profile - photo © Keith Ladzinski

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Gérôme Pouvreau - photo © Sam Bié
Date de naissance: 
26 Ottobre 1983
Lieu de résidence: 
Provenza (Francia)
Formation: 
brevetto statale Maestro di arrampicata
Statut actuel: 
istruttore di arrampicata al club AS «Grimper» di Aix en Provence e Marsiglia
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2002

«Il sottoscritto, Gérome Pouvreau, dichiara e certifica di: 
- amare la lotta,
- voler spingere costantemente
- i propri limiti, superare le vie all'ultimo sangue.

La mia longevità nelle gare di difficoltà di arrampicata da circa dieci anni, rappresenta nel tempo qualcosa di molto impegnativo. Prestazione è la parola giusta.»

Colonne gauche
Nome

Una scoperta inaspettata
«Ho scoperto l'arrampicata a La Rochelle, da dove provengo. In una fiera, tra due stand di roulotte, c'era una parete d'arrampicata. Ho quindi trascinato i miei genitori ai piedi della parete. Ho indossato un'imbracatura e il virus dell'arrampicata mi ha contagiato. Il mese successivo mi sono iscritto al club di arrampicata di La Rochelle. I miei genitori non sono arrampicatori, e per di più, a La Rochelle, paese pianeggiante dove predomina la vela, non pensavo che un giorno avrei fatto carriera nell'arrampicata. Oggi, l'arrampicata mi dà tanto. Faccio il giro del mondo per arrampicare. Ho una vita sociale straordinaria con tante gare ai quattro angoli del mondo.»
 
 
L’Asia, un impero dell'arrampicata
«I miei spot preferiti sono: Yangshuo in Cina con paesaggi da sogno e Hampi in India come una ventata di atteggiamento zen, posto paradisiaco per arrampicare. Ad Hampi, innumerevoli blocchi si estendono a perdita d'occhio e ho avuto veramente l'impressione di trovarmi in un sogno. C'è anche Badami, una piccola città indiana. Siamo immersi nella cultura indiana, affascinante nonostante una povertà a volte destabilizzante.»
 
 
Un'attività ancorata nel presente
«La mia vita si svolge in un villaggio di Provenza con veri amici e in più l'arrampicata. Avrebbe potuto essere un'illusione, ma non è così. Abito in Provenza da 10 anni. Sono circondato da bellissime falesie, molti amici climber, che sanno giocare anche a calcio o a bocce. Mi piacciono le serate di «grigliate» coi vicini. Mi piace fermarmi un istante, con una birra in mano, alla struttura «Grimper» e allenare i giovani dell’AS «Grimper». Trasmetto loro la mia passione ed anche la mia esperienza affinché migliorino. Del resto, anche io cresco con loro».
 
 
Dietro tutto questo, un lavoro gigantesco.
«Attingo tutta la mia energia dalla natura. Le qualità necessarie per arrampicare bene sono l'entusiasmo e l'ostinazione. Infatti, per avere successo occorre essere tenaci. Una giornata tipo per me è per esempio dormire fino a tardi, poi andare ad arrampicare la via che m'interessa al primo tentativo, infine ritrovarsi nella terrazza di un bar con i compagni per ripensare a questa bella giornata. Ma per arrivare a questo obiettivo, non si deve mai mollare sulle vie.»
 
 
Allora vita fantastica?
Risposta: «Un grande sì e un piccolo no.»

«Spiegazione: la vita che conduco, vale davvero la pena. Sono un uomo felice, ma ogni minuto non è necessariamente fantastico. Ci sono tanti rischi, tante lotte che chi non pratica l'attività non immagina nemmeno. Ci vuole perseveranza. Occorre farsi notare, far uscire il meglio, essere presente. Il giro del mondo dell'arrampicata non è gratuito, non è mai acquisito. Ad esempio, il giorno prima di tentare una via da 9a, mi è molto difficile prendere sonno. È una vera ossessione. Il cuore batte più velocemente solo a pensarci. In macchina, continuo a pensare al futuro concatenamento. E dopo esserci riuscito, confesso che mi sento liberato nel vero senso della parola. Posso anche sentire un po' di stanchezza.

«Ammiro gli arrampicatori di una certa età, sempre motivati come il primo giorno e animati dal fuoco della curiosità.»
 
 
Il mio motto
«Se non rischi nulla, non avrai mai nulla.»
 
 
L’aneddoto che ha fatto il giro del mondo
«La mia caduta al RocTrip di Millau nel 2004, il grande salto, credo che sia stato il momento della mia vita in cui ho avuto più paura mentre arrampicavo. Credo che non potrò più avere tanta paura, è impossibile. Quando sono caduto, ho pensato che avrei toccato il suolo, ma la corda ha fermato la mia caduta… Per fortuna, ora ci rido.»
 

Colonne droite
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Diaporama Videos: 

 
 
Video playlist featuring Gérôme Pouvreau

Antony Lamiche

Tony Lamiche profile - Photo © Stephan Denys
Tony Lamiche profile - Photo © Stephan Denys

France

FRA
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Tony Lamiche profile - Photo © Stephan Denys
Date de naissance: 
15 Luglio 1977
Lieu de résidence: 
Hautes-Alpes (Francia)
Formation: 
ENSA, guida alpina, istruttore di sci e arrampicata
Statut actuel: 
arrampicatore professionista, guida alpina
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2001

Un bisogno di libertà e di aria pura
«Il mio segno zodiacale è il Cancro, ho la testa tra le nuvole. Tutta la mia vita è una ricerca di benessere fisico e mentale in un ambiente naturale, con persone appassionate che trasmettono energia. Mi piace condividere belle storie di foto o film, nella gioia e nel buon umore. In termini di attività, il boulder è la mia linea guida, ma l'arrampicata in falesia e la montagna hanno un ruolo importante nella mia vita. L'arrampicata è il modo di muoversi più naturale che ci sia. Grazie alla mia attività vivo nei luoghi più belli del mondo per scoprire sempre e incontrare... Sono fanatico dell'arrampicata, mi piace tutto. Anche lo sci, perché la neve farinosa è divertimento immediato. In sintesi, ciò che amo di più e quello che so fare di più è: il boulder, lo sci e mangiare.»

Colonne gauche
Nome

Come un giardino zen…
«I miei paesaggi preferiti sono spot di boulder, in quanto hanno veramente un'energia particolare, come per esempio Rocklands in Sudafrica. È un po' come una calamita che mi rende felice e in forma. Scoprire questi luoghi selvaggi e incontrare persone integre è, per me, un puro piacere.»
 
 
 
Il mio stile di vita può essere definito così: libero.
«La mia rete è costituita da scalatori, alpinisti e freerider. Mi sento vicino agli appassionati, coloro che si alzano la mattina con l'entusiasmo. Le persone con cui lavoro sono persone con cui mi sento bene. È semplice. L'arrampicatore che mi ispira di più è Philippe Ribière (Petitou). La persona che mi ha commosso di più, in senso proprio e figurato, è mia moglie. Condividiamo tutto. Se oggi non fossi arrampicatore di boulder professionista, sarei sciatore professionista o falegname.»
 
 
 
Il mio obiettivo di vita è trasmettere con delle immagini tanto belle quanto possibili.
«Ciò che mi manca è effettivamente il tempo. Non posso prendere tutto. Mi piacerebbe essere un genio dello sport per capire e spostare il mio corpo più facilmente. Una giornata perfetta dovrebbe iniziare con una colazione a base di arance fresche - poi boulder - arenaria o granito a volontà - quindi bici senza consumare troppe energie - poi un po' di sci al tramonto - e una buona serata con gli amici.»
 
 
 
L’aneddoto di Tony
«Il successo o la sconfitta si gioca con quasi niente. A volte occorre forzare il destino. Il giorno in cui ho provato «The Fly» (New Hampshire, Québec), ho rischiato di realizzarla al secondo tentativo. Poi maltempo - cattive condizioni - e fine viaggio - partenza per un'altra regione - una mattina mi alzo con la motivazione - prendo l'auto per tornare a un ultimo tentativo - appena prima di prendere l'aereo - questo il fatto.»
 
 

Colonne droite
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Video playlist featuring Tony Lamiche

Daila Ojeda

Daila Ojeda - © Sam Bié
Daila Ojeda - © Sam Bié

Spain

ESP
intestazione
Nome
Photo portrait: 
Daila Ojeda - © Sam Bié
Date de naissance: 
30 Giugno 1981
Lieu de résidence: 
Catalogna (Spagna)
Formation: 
Formazione per maestra di arrampicata
Statut actuel: 
Arrampicata sportiva
Date d'entrée dans le Team Petzl: 
2007

L’arrampicata è una forma di apprendimento
«Ho iniziato ad arrampicare all'età di 19 anni, dopo aver assistito come spettatrice ad una gara di boulder nel paese dove sono nata. È avvenuto uno sconvolgimento nella mia vita. Prima le mie attività erano orientate verso il mare, bodyboard e surf. Ero sempre in spiaggia, come normalmente accade a chi vive nelle isole Canarie. I miei amici di Gran Canaria mi hanno insegnato che l'arrampicata era più di uno sport, un vero e proprio stile di vita. Questa esperienza mi ha davvero cambiato l'esistenza. Mi sono trasferita. Ho lasciato temporaneamente l'isola e mi sono sistemata in Catalogna, uno dei migliori posti al mondo per arrampicare. Sono passata da un paradiso di mare ad un paradiso di roccia. Ho sempre sentito una grande passione per la natura in generale. Alle Canarie, abbiamo una grande cultura del mare e degli spazi naturali. Ho iniziato a fare surf fin da giovanissima. Sono sempre stata legata a questo genere di attività, dove le norme e le regole del gioco corrispondono ad una fusione tra la natura e me stessa.»

Colonne gauche
Nome

«L’arrampicata è la cosa più importante della mia vita, dopo la mia famiglia. Grazie all'arrampicata ho incontrato il mio compagno, Chris. Ho incontrato persone incredibili. Ho conosciuto paesaggi che non si possono conoscere se non si arrampica. Infine, ho incontrato me stessa. Ho la fortuna di poter vivere questa scoperta. Per me l'arrampicata è un'attività fisica speciale, una forma di apprendimento dell'assoluto. Mi tiene in contatto con la natura. L’arrampicata m'insegna ogni giorno a rispettare l'ambiente. Mi permette di trovare ogni giorno me stessa. L’arrampicata mi aiuta a combattere, a non arrendermi, o abbandonare facilmente, a superare le mie paure. La mia specialità è riuscire a godermi le vie lunghe che richiedono resistenza. Queste vie mi consentono di lottare e impegnarmi di più.»
 
 
I miei posti preferiti
«In generale, preferisco i posti tranquilli, lontano dalle grandi città, dove posso ascoltare il silenzio. I paesaggi preferiti sono l'isola di Gran Canaria con i suoi abitanti dalla forte personalità, con le onde e gli odori dell'Atlantico, oltre a quelli della campagna spagnola e naturalmente i miei ricordi d'infanzia. C'è anche Sant Llorenç de Montgai in Catalogna dove vivo, con le sue incredibili pareti che non finiscono mai. La mia vita è tranquilla e semplice. Mi piace prendere una tazza di caffé tranquillamente al mattino, passeggiare con il mio cane, andare ad arrampicare con Chris.»
 
Il mio obiettivo

«Portare i giovani ad arrampicare sulle vie più belle e trasmettere loro il rispetto per la natura.»
 

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Diaporama Videos: 

Immagini da ChamporShock- boulder & skate a Champorcher (AO)

Sabato 2 e domenica 3 luglio a Champorcher in Valle d’Aosta la Bside Climbing School ha organizzato ChamporSchock – Rider On The Stone, un appuntamento/raduno aperto a tutti per scalare su bellissimi boulder ma anche per fare Skate. Due giorni per partecipare ad una Boulder Marathon, uno Skate Contest e naturalmente ad una grande festa. Leggi qui di seguito il pensiero di Marzio Nardi, ideatore dell'evento, a distanza di dieci anni da uno dei primi raduni di blocchi, quello del Cubo di Arnad.

Bastien Gerland et Alizée Dufraisse remportent le contest de Bloc des Natural Games

Alizée Dufraisse, Enzo Oddo et Bastien Gerland à Bishop

Trois membres du team Petzl : Alizée Dufraisse, Enzo Oddo et Bastien Gerland sont en ce moment à Bishop aux Etats-Unis. Après un long voyage de quelques jours, entre découverte des
blocs à l'américaine et la récupération du décalage
horaire, voici leurs impressions sur la première partie de ce séjour.