Canada

Audrey Gariepy

Audrey Gariepy - © Cory Richards
  • 3 Settembre 1979
  • St-Jean-Chrysostome (Quebec)
  • Insegnante di educazione fisica
  • Caporeparto per «Celtic Reforestation»
  • 2008

La scelta di uno «stile di vita»
«Ho terminato i miei studi all'università nel 2002 e sono diventata insegnante di educazione fisica. Ho iniziato ad arrampicare durante i miei ultimi anni di studio. In poco tempo fui completamente rapita dallo stile di vita legato all'arrampicata e decisi di acquistare un furgone per partire all'avventura, piuttosto che cercare un posto d'insegnante. Per vivere e pagare i miei viaggi durante il mio tempo libero, iniziai a lavorare nella foresta, piantando alberi durante l'estate. Sono già otto anni che ho adottato questo stile di vita. Il tempo passa, ora sono caporeparto. Lavoro con un team di sedici coltivatori, ogni estate per tre o quattro mesi. Ho molto tempo libero per fare quello che amo di più. Con gli anni, arrampicare è diventato più di un'attività per me.»

«Tutto ciò che faccio mi sembra abbia un legame con l'arrampicata: il lavoro stagionale che ho scelto, inizialmente per avere più tempo per arrampicare, i viaggi che ho intrapreso. Ora, mi è impossibile immaginare la mia vita senza arrampicata. Nella vita, penso che sia importante vivere ogni istante giorno per giorno. È chiaro che la maggior parte di noi invecchierà e ci si deve anche pensare, ma questo non dovrebbe guidare ogni cosa nella nostra vita. L’arrampicata mi permette di apprezzare ogni piccolo momento. Mi aiuta a concentrarmi su quello che faccio. In autunno, arrampico quanto possibile per tornare in forma. Quindi quando arriva l'inverno, ritorno spesso sulle Montagne Rocciose canadesi per godermi la lunga stagione di arrampicata su ghiaccio, nel cuore di queste magnifiche montagne, un paradiso per il ghiaccio.»
 
Un'altra cosa fondamentale nella mia vita
«ESSERE è più importante di POSSEDERE.
Mi sento felice senza troppi beni materiali.
Naturalmente, il materiale d'arrampicata non conta.»
 
La sensazione di essere viva
«Ho sempre sentito il bisogno di giocare molto all'esterno. Quando ero bambina, i miei genitori avevano difficoltà a farmi restare in casa, anche d'inverno quando faceva freddo. Quando ho cominciato l'arrampicata su roccia, nel 1999, ho subito amato la sensazione che mi procurava questa nuova attività. Stare all'aria aperta, concentrarsi su ogni movimento, essere consapevole di tutto ciò che mi circondava. Mi sembra che tutto ciò che ho intrapreso prima nella mia vita ha contribuito a fare di me un'arrampicatrice. Quando frequentavo l'università, durante l'inverno, ero costretta ad arrampicare in palestra. Per un po' mi è piaciuto, ma dopo un anno, avevo bisogno di uscire regolarmente. Questo è il motivo per cui ho iniziato il ghiaccio, combinando così il mio bisogno di arrampicata e natura durante il lungo inverno canadese. Mi sono appassionata molto rapidamente. Tutto questo nuovo terreno da esplorare e queste tecniche da imparare… Mi piace alzarmi presto la mattina, guidare quando è ancora notte, mezza addormentata, ascoltando la musica, fare l'avvicinamento con la frontale guardando il sole che sorge lentamente, il tempo di arrivare ai piedi della via. Niente nella vita mi fa sentire più viva dell'arrampicata su ghiaccio. Sono molto concentrata dal primo all'ultimo movimento, consapevole dei suoni prodotti dalle mie piccozze e dai miei ramponi, consapevole di tutto ciò che mi circonda. Non ho il tempo di pensare a che cosa mangerò la sera. In ogni caso, non sarò ritornata in tempo. È una sensazione tranquilla e intensa. Naturalmente, quando mi gelo il sedere ad una sosta, sospesa in piena corrente d'aria, o quando il sangue improvvisamente decide di ritornare alle mie dita dopo una grande ondata di freddo, a volte mi chiedo che cosa mi piace così tanto di questa attività. Fortunatamente, dimentico rapidamente tutto questo quando guardo intorno a me. Mi sento così piccola in mezzo a queste montagne giganti piene di neve. Sono così fortunata ad essere lì, a fare quello che faccio.»
 
Piantare alberi
«Quando non arrampico, mi piace lo snowkite, la lavorazione del legno, la lettura, i film... e mangiare gelati. Tuttavia, la mia stagione di lavoro rappresenta una parte importante della mia vita. Da aprile a luglio, sono responsabile di un team di robusti coltivatori e, insieme, piantiamo circa 30.000 alberi al giorno. Le giornate durano quasi 15 ore, quindi non ho il tempo di arrampicare. Ma il mio lavoro è un'altra delle mie passioni e amo questa piccola pausa dall'arrampicata.»
 
I miei luoghi preferiti
«Mi piace viaggiare nei territori settentrionali del Canada. Le persone sono molto orgogliose del posto in cui vivono. Sembra che il tempo passi più lentamente e che tutti parlino del proprio paese con grande entusiasmo. Un altro dei miei luoghi preferiti è il Népal. Il popolo della valle del Khumbu m'impressiona molto. Trasportano e costruiscono tutto con le loro mani. Lasciano Lukla, per diversi giorni, solo per portare la frutta ai loro villaggi. Sono stato impressionata dalla loro forza fisica e mentale, proprio come dalle montagne giganti e infinite intorno a loro. Potrei anche citare l'Islanda perché questo paese è altrettanto sorprendente. Quando io e Inès Papert ci siamo andate, siamo state molto fortunate con il tempo e abbiamo potuto arrampicare quanto volevamo. Abbiamo anche salito 1000 m di ghiaccio verticale in un giorno. Ma se davvero dovessi scegliere un posto soltanto, direi la Norvegia. Ricordo con un sorriso, la mia permanenza lì nel febbraio 2008, con Guy Lacelle, Mathieu Audibert, Chris Alstrin e Alex Lavigne. L'ambiente era perfetto, c'era molto ghiaccio per arrampicare. Guidare lungo i fiordi, sotto le gallerie, sulle montagne e poi ridiscendere… È stato magico essere lì con l'esperienza di Guy, che ci ha guidato nei posti giusti e ci ha trasmesso la sua energia positiva e contagiosa. Il ghiaccio era incredibile, penso che abbiamo fatto delle prime (beh, questo è quello che crediamo). Ma ciò che ha reso questo viaggio migliore degli altri, sono state le persone con cui ho viaggiato. Stare con le persone giuste per me ora è più importante della destinazione.»

picto plus Risultati importanti

Gare
Ouray Ice Festival, prima della categoria donne e seconda nella classifica generale (Colorado USA) 2007.
 
Alpinismo
Valle «Icefall Brook» (a Nord di Golden sulle Montagne Rocciose canadesi) 2007, una spedizione tra donne per 11 prime su misto e ghiaccio in 10 giorni con Inès Papert, Caroline George e Jen Olson.
 

picto rss Altre informazioni

Films, videos
- Higher Ground: by Chris Alstrin and Alex Lavigne.
- Continuum Project: by Chris Alstrin.

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Ricordo
«Nel 2003, quando ho iniziato il mio lavoro, che consiste nel piantare alberi, Guy Lacelle era il mio caposquadra. È così che ho conosciuto Guy. Lavorare nella sua squadra è stato un onore. Lavorava il più possibile ogni giorno, dando il meglio di sé. Senza chiederci di fare lo stesso, dava il buon esempio, che incoraggiava tutti i membri del team a dare il 100 %. Con il bello o il cattivo tempo, era sempre felice di lavorare. Aveva la sensazione di fare qualcosa di buono per il pianeta, essendo responsabile di una squadra che ogni giorno piantava alberi di qualità. Si sentiva che ne era orgoglioso. L'inverno seguente, ho avuto la possibilità di incontrare Guy in circostanze completamente diverse, nel campo che preferiva sopra ogni cosa, l'arrampicata su ghiaccio. Tutte le qualità che dimostrava piantando alberi erano presenti, ma in un ambiente più cool. Ero ancora una principiante in arrampicata su ghiaccio e Guy mi ha guidato in modo che progredissi molto rapidamente. Non mi diceva mai direttamente cosa dovevo fare, ma mi raccontava sempre un bel aneddoto che mi faceva riflettere e agire. Guy è stato il mio mentore e un'incredibile fonte di ispirazione. Poteva sempre ottenere il meglio da tutti.»
Guy Lacelle è morto nel 2009 travolto da una valanga a Bozeman
 
 

 

picto featured Audrey e il Team Petzl

«Mi piace partecipare ad alcune competizioni. Con competizioni intendo raduni piuttosto che campionati del mondo. In Québec, avevamo una competizione internazionale chiamata Festiglace. Nel 2002, durante il mio primo anno di arrampicata su ghiaccio, sono stata invitata a partecipare alla festa come persona del posto. Con l'incoraggiamento di Guy Lacelle, ho deciso di andarci, anche se pensavo di non essere abbastanza forte. Era una competizione a squadre e il caso mi ha messo nella stessa squadra di Stéphane Husson. Avevamo due giorni di tempo per salire quante più vie possibili e accumulare punti... E abbiamo vinto la competizione. Così è iniziato il mio rapporto con Petzl, molto dolcemente e alla fine, mi ha davvero motivata per saperne di più e per rafforzare le mie competenze.»