France

Arnaud Petit

Arnaud Petit - photo © Tony Lamiche
  • 17 Febbraio 1971
  • Céüse, Hautes-Alpes (Francia)
  • laurea in scienze motorie
  • arrampicatore professionista, guida alpina, autore, fotografo
  • 1994

Dare senso alla mia passione
«Amo le cose ben fatte, anche se questo richiede tempo. I progetti più importanti, in generale, mi vengono all'improvviso, spontaneamente, senza pianificazione, attraverso incontri casuali e la mia attività del momento. A partire da quell'istante, essi danno un senso alla mia vita e diventano la cosa più importante da fare, come se questo progetto fosse sempre esistito. Voglio scoprire nuovi luoghi, nuove persone, condividere quello che ho capito e imparato dall'attività. Mi piace incontrare altri arrampicatori, confrontarmi con loro. Mi piace che ci sia atmosfera, dinamismo, emulazione, anche se non siamo sulle stesse vie.»

Esclusivo
«Le persone che m'ispirano sono quelle che fanno le cose appassionatamente con energia, indipendentemente dal loro livello. Ho scoperto l'arrampicata con mio padre, che mi ha portato ad arrampicare all'età di otto anni. Durante la mia giovinezza, non avrei mai immaginato che un giorno sarei riuscito a vivere di arrampicata. Non mi vedevo ad essere consulente tecnico di marchio, come René Desmaison per esempio, né a scrivere libri o organizzare spedizioni, filmare, fare conferenze. Eppure c'era soltanto l'arrampicata che contava per me e ammiravo persone come Gaston Rébuffat e i suoi libri (Les Cent Plus Belles Courses), o coloro che inventavano nuovo materiale. Quello che preferisco è aprire vie di più tiri, immaginare un itinerario e andare a vedere se funziona, partendo dal basso o in doppia secondo le pareti. Poi, è un privilegio concatenare queste nuove vie. Non c'è ancora un riferimento di valutazione e una buona parte d'incertezza che mi obbliga a concentrarmi sul momento presente. Mi piace quando passo al limite della caduta, provando qualcosa che mi sembra più che casuale. Per ridere, a volte dico che "sono uno specialista in tutto»! Il che vuol dire mediocre ovunque! Per fare questo mestiere, ci vuole la volontà, occorre essere coinvolti ed avere anche un elemento di creatività. Occorre provare a vedere le cose con distacco, saper anticipare.»
 
I miei luoghi preferiti sono Ceüse e Taghia in Marocco
- «Ceüse, è qui che ho cominciato a sognare le vie estreme. Abito qui, ai piedi della falesia, questo mi permette di godere del posto quando c'è meno gente fuori stagione.»
- «Taghia perché ci ho passato molto tempo e perché si è creato un legame con gli abitanti di questo villaggio. Un legame privilegiato per il fatto di viverci lunghi periodi.»
 
Il mio motto
«La libertà è saper riconoscere ciò che è veramente necessario.»
 
L’aneddoto di Arnaud
«Mi è piaciuto assicurare Stéphanie e sostenerla quando arrampicava Free Rider (El Capitan) da prima, mi dicevo che fortuna essere in prima fila per vedere la donna che amo realizzare una cosa stupenda.»

picto plus Risultati importanti

Gare
- Vincitore della Coppa del Mondo (difficoltà di arrampicata sportiva) 1996.
- Campione d’Europa (difficoltà di arrampicata sportiva) 1996.
 
Falesia

- Sudafrica «Short Circuit» (8b a vista) 2000.
- St Martin (Savoia Francia) «La Nymphomane» 2005.
- Orgon (Francia) «Bronx» (8c+ lavorato) 1996.
- Ceüse (Francia) la base di «Biographie», 1996.
- Ceüse (Francia) «Ba Ba Black Sheep» (8c/8c+) 2009.
 
Boulder
Rocklands (Sudafrica) «Green Mamba», «Dolphin», «Oral Office», «Barracuda» (8a+) 2009.
 
Big wall
- Corsica (Francia) «Octogénèse» (300 m / 8b max) 1997, «Delicatessen» (120 m / 8b max) 2001. «Due vie molto impegnative, gole di granito e tafoni».
- Taghia (Marocco) «Le Grand Carnaval» (400 m / 8a) 2004. «Con Titi Gentet, abbiamo terminato questa via con carattere, un grande diedro strapiombante iniziato con Michel Piola l’anno prima».
- Torre di Trango (Pakistan) «Eternal Flame» (1000 m / altitudine 6240 m / 7a+ e A1) 2005.
- Salto Angel (Venezuela) seconda salita in libera di «Rainbow Jambaia» (8a, 7b molto esposto / E7 6c) 2006. «Condividendo i tiri difficili con Nicolas Kalisz, 12 notti in parete. Qui, sulle portaledge, ho letto quello che è forse il mio libro preferito, Tropico del Cancro di Henri Miller. Cambiavo universo e la differenza era sorprendente».
- Taghia (Marocco) «Babel» (800 m / 7c+ max) 2007, apertura con Stéphanie Bodet, Titi Gentet e Nicolas Kalisz.
- Madagascar «Tough Enough» (400 m / 8b+ max) 2008. (Liberata la via in squadra con Laurent Triay, Sylvain Millet e Stéphanie Bodet).
- Aiglun (Francia) «Ali Baba» (250 m / 8a+ max) 2010. «Fantastica via di Philippe Mussatto e Benoit Peyronard, otto tiri da sogno molto fisici».
- Grand Capucin (Massiccio del Monte Bianco, Francia) «Voie Petit» (450 m / altitudine 3838 m / 8b max) 2010.
- Cina «Lost in Translation» (150 m / 8a+ max da concatenare) 2010. (Quattro tiri allucinanti su stalattiti in una grotta surrealista, apertura con Stéphanie Bodet).

picto rss Altre informazioni

Pubblicazioni
- Parois de légende. Le più belle vie del mondo Glénat 2005. Bel libro, testi e foto, che riunisce 45 vie intorno al mondo: Yosemite, Utah, Marocco, Madagascar, Mali, Algeria, Brasile, Tailandia, Pakistan, Canada.

- Parois de légende. Le più belle vie d'Europa Glénat 2006. Complemento del primo volume con immagini e guide topografiche di 57 vie che vanno dal 5b all'8a+ dalle Dolomiti ai Riglos passando per il Monte Bianco, il Verdon, le Calanques.

- Parois de légende. Glénat 2011. Compilazione di due volumi con 26 nuove vie.
 
Riviste
- Paris Match: dicembre 2006, articolo di 8 pagine sul Salto Angel, foto Evrard Wendenbaum, Nicolas Kalisz, Arnaud Petit.
- VSD: febbraio 2009, articolo di 6 pagine sulle big wall in coppia, foto Arnaud Petit.
 
Film, video
- Amazonian Vertigo (Salto Angel) film realizzato da Evrard Wendenbaum, 2006.
«Il nostro team di sei persone avrebbe vissuto per un mese l'avventura più intensa che ognuno di noi avesse mai conosciuto. L’arrampicata è solo una parte delle difficoltà di questo viaggio nel cuore della giungla amazzonica.»
www.amazonianvertigo.com / www.migootv.com
 
- Autour de Babel, film di Fred Ripert con Arnaud, Stéphanie, Nicolas Kalisz e Titi Gentet, 2008.
«Oltre alla sfida di una eccezionale apertura di 800 m con scelte etiche impegnative, la vicinanza della parete ci permetterà di vivere anche in contatto con gli abitanti di Taghia nell'Atlante marocchino.»
www.videalise.com

- Tough Enough, film di Laurent Triay con Laurent, Stéphanie, Arnaud e Sylvain Millet, 2009.
«La storia del primo team ad aver completato con successo i 400 m di «Tough Enough» considerato uno dei più difficili al mondo. Arrampicata estrema su pareti verticali praticamente lisce.»
www.triaylaurent.com

- Grand libre au Grand Cap, film di Bertrand Delapierre, 2010.
«I tentativi di Arnaud e Stéphanie per realizzare in libera la via di Arnaud, tredici anni dopo l'apertura.»
 
Sito WEB
www.vagabondsdelaverticale.com

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The video playlist featuring Arnaud Petit

Arnaud Petit climbing "Tough Enough" - Photo © Laurent Triay

picto featured Arnaud e il Team Petzl

«Il mio ruolo si colloca su due livelli:
- spingere l'ufficio studi a fare il materiale che sogno di utilizzare, quindi lavorare con loro allo sviluppo,
- motivare i giovani trasferendo a loro la mia poca esperienza, e confortarli in quello che fanno, dando un senso alla loro passione.

Porto nel Team la mia conoscenza dell'attività in generale: competizione, boulder, falesia, big wall. Mi fanno spesso domande sui siti di arrampicata un po' ovunque nel mondo. Infatti, ho avuto la fortuna di visitarne molti. Il Team Petzl mi dà la possibilità di incontrare arrampicatori più giovani che hanno energia.»