Sean Villanueva, Stephane Hanssens, Jean-Louis Wertz e Nicolas Favresse sono appena tornati alla civiltà dopo 38 giorni nella giungla. E' stata una gran bella avventura, molto diversa dalle altre spedizioni fatte in passato. Il clima, la roccia, la giungla, gli indigeni, gli animali e l'incredibile muro della cascata Tuyuren hanno creato momenti veramente emozionanti. Avevamo programmato due nuove vie, una sul lato sinistro del muro della cascata Tuyuren "Maria Rosa" e una sul lato destro "Apichavai".

 
Sulla strada verso il Tepui Amuri. Sullo sfondo le cascate Tuyuren."Quando siamo usciti dalla giungla e giunti alla base della parete, abbiamo visto che era così strapiombante da farci preoccupare. Non eravamo più così sicuri di potere salire in arrampicata libera. Da terra non abbiamo visto alcuna linea semplice ed evidente, davvero poche fessure e la parete era molto ripida..sicuramente la più ripida che abbiamo mai visto di queste dimensioni. I nostri amici Mason Earle (US), George Ullrich (UK), Siebe Vanhee (BE) e Sam Farnsworth (UK) hanno avuto 10 giorni di vantaggio su di noi ed erano già appesi su un punto piuttosto alto di una delle linee più evidenti al centro della parete. E' stata una coincidenza divertente. Noi siamo tutti grandi amici, abbiamo avuto la stessa idea e ci siamo trovati nello stesso posto.       

 

 

 
 

 

Maria Rosa 7b 500 metri niente spit, niente chiodi e niente soste

Sean Villanueva esce dalla giungla del primo tiro di Maria RosaIl lato destro del muro ci é sembrato impossibile, nel centro l'altro team ha scelto la linea principale (che sembrava altrettanto impossibile!) così abbiamo deciso di provare prima una via sul lato sinistro dove abbiamo individuato una via interessante. Saliti i nostri primi tiri, abbiamo capito che qui la scalata era completamente diversa dalle big wall a cui siamo abituati. La parete é ripida, molto lavorata e ci sono soprattutto prese orizzontali, quindi é molto difficile prevedere come sarà la presa successiva. Per lo più sei impegnato in sezioni dove speri di andare avanti e trovare passaggi più facili. Andare di traverso é stata spesso la soluzione più facile piuttosto che scalare diritti verso l'ignoto.  
La parete era ripida e questa pietra é così lavorata che l'arrampicata, anche se piuttosto sostenuta, é risultata più facile di quanto ci fossimo aspettati. In soli 4 giorni siamo andati molto in alto e abbiamo raggiunto la base di alcuni grandi tetti per trovare una fessure perfetta di 10 metri a circa 400 metri da terra. Eravamo super motivati ma sfortunatamente un primo passaggio di blocco, all'inizio del tetto, ci ha fermati e non ci ha permesso di fare la libera. Questa fessure era così bella e irreale che abbiamo continuato a divertirci per un paio di giorni. Poi quando ci siamo sentiti pronti a spingerci verso la cima, ci siamo divisi in due squadre: una ha aggirato il tetto per fare una variante, mentre l'altra ha finito la linea logica e originale. Abbiamo tirato su tutto il materiale e siamo rimasti appesi un giorno intero sul Tepui per godere della bellezza di quel posto magico.  Il giorno seguente siamo scesi  sul lato sinistro della parete, sul percorso venezuelano "Wacupero Amuri", cosicché abbiamo evitato di lasciare traccia del nostro passaggio. Abbiamo chiamato questa nuova via "Maria Rosa", dopo aver assaggiato qualche biscotto locale chiamato Maria, nel quale abbiamo avuto la sorpresa di trovare un buon ripieno alla fragola. Così la via ha due uscite. Una completamente in libera, evitando il tetto con tre tiri lunghi che traversano sulla sinistra e poi fino in cima e l'altra, che lo affronta direttamente con passaggi che richiedono un piccolo aiuto di arrampicata artificiale C1.
 
 

 

Nicolas Favresse cerca la via sul secondo tiro di Maria Rosa 
 Nicolas Favresse cerca la via sul secondo tiro di Maria Rosa

 
 

Apichavai 8a+ 500m  5 spit

La luce del mattino sulle cascate TuyurenQuando siamo scesi da Maria Rosa, abbiamo fatto un salto fino a Yunek per fare provviste di cibo. Qui abbiamo incontrato l'altro team che stava tornando a casa. Li abbiamo visti scalare vicino a noi tutto il tempo ma senza poter comunicare per via del rumore della cascata. Ci hanno motivati a salire la loro linea "Kids with Guns" nel centro della parete ma quando siamo tornati ad Amuri, l'avventura ci ha chiamati per esplorare una nuova via, questa volta sul lato destro apparentemente impossibile! Solo i primi due tiri della linea sembrano più evidenti e non così ripidi mentre il resto della via è un oceano di strapiombi di quartzite. Abbiamo quindi incontrato difficoltà dovute a tiri duri, fitta vegetazione, protezioni difficili e blocchi instabili. Durante un tentativo di redpoint sul secondo tiro Sean Villanueva ha fatto un volo di 40 metri facendo saltare 5 protezioni, tre delle quali sembravano perfette anche se un po' sporche. Per fortuna il terreno era ancora 20 metri sotto e il muro era molto strapiombante. Ma Jean-Louis, che lo stava assicurando, ha riportato delle brutte bruciature su entrambe le mani. Per un momento abbiammo temuto di dover tornare a casa per il rischio di infezione. Ma dopo quattro giorni sembrava stare meglio e così ha deciso di unirsi a noi per proseguire sul muro ma senza scalare. Ci sono stati molte altri voli durante questa scalata, circa venti tra tutti noi!  Sui tiri 4, 6 e 7 la via attraversa la parte più strapiombante della parete e quelli erano i tiri più difficili da scalare in libera, con difficoltà fino all'8a+. Dei 15 tiri della via siamo riusciti a salirne solo 4 a vista. Gli altri erano duri e richiedevano pulizia e uno studio più accurato per il posizionamento delle protezioni. E' stato divertente individuare una linea che ci portasse in libera fino in cima alla parete. Molte sezioni sono state possibili grazie a un solo appiglio. Durante gli ultimi quattro giorni sul muro pensavamo costantemente che avremmo voluto raggiungere al più presto la cima, ma puntualmente ci toccava tornare giù di fronte a inaspettate sezioni difficili, da lavorare, pulire e liberare. Quest'avventura sembrava non finire più. Sorprendentemente non mollava fino alla fine e non siamo stati sicuri di farla fino all'ultimo istante! E' la prima volta che ci capita. Ma in fine abbiamo visto la fitta vegetazione in cima e per la seconda volta siamo arrivati sulla punta di Amuri!
 
Su tutta la via abbiamo messo in totale 3 spit di protezione e due per rinforzare due soste. Questa salita ci ha impegnato 14 giorni, di cui 4 a terra ad aspettare che le mani di Jean-Louis guarissero. La difficoltà è molto sostenuta con 8 tiri di 7b e anche più duri! 
"Apichavai" é il nome di un guerriero che visse nello Yunek e programmò di uccidere "Tri Tri": il grande uccello che cattura gli uomini e li porta nella sua grotta sui Tepuys per mangiarli.

 

Senza paura Sean Villanueva chiude il secondo tiro dopo il suo volo di 40 metri 
Fearless Sean Villanueva esce finalmente dal secondo tiro dopo il suo volo di 40 metri

 
Vorremo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutati a vivere i nostri sogni: The Belgian alpine club, Patagonia, Julbo, Five Ten, Black Diamond, Seeonee, Sterling ropes, Beal, Belclimb.be, Petzl, Careplus , Katadyn, Nordisk, Boreal, Crux e AVS aviation.
 
Inoltre vorremmo ringraziare  Oliver del Trekken Tepuy che ci ha aiutati a risolvere i problemi logistici, il nostro pilota Marcos Garcia e tutta la gente di Yunek che ci ha dato una mano a portare il materiale attraverso la giungla.
 
Nelle prossime due settimane potrai trovare altre informazioni e storie inedite su www.xpedition.be

Ciao a tutti."

Nico, Stephane, Jean-Louis e Sean

 

Nicolas Favresse sceglie di traversare sopra i grandi tetti sui tiri finali di Maria Rosa
Nicolas Favresse sceglie di traversare al di sopra dei grandi tetti sui tiri finali di Maria Rosa

  

L'intervista di Sean Villanueva

Petzl incontra Sean, di ritorno dal suo viaggio venezuelano e gli fa qualche domanda.

Petzl: Ciao Sean, congratulazioni per queste due nuove vie. Scalare sul Tepui suona come una vera avventura, come hai preparato questo viaggio e come avete programmato la vita di tutti i giorni sul muro?

Selvaggi sulla cima del Tepui AmuriSean: abbiamo preparato la spedizione all'ultimo minuto, questo significa che le cose possono andare male ma aumenta gli aspetti avventurosi del viaggio. Abbiamo contattato lo scalatore inglese John Arran, che ha molta sperienza in questa zona e ci ha mandato una foto del Tepui Amuri. Ci ha detto che era probabilmente la big wall più strapiombante al mondo e che c'era del potenziale per fare qualche via dura. Ovviamente questo ci ha incuriositi molto.

Abbiamo lavorato sul muro in due squadre. Una squadra è andata in avanscoparta ed è sempre molto difficile quando si affronta un terreno nuovo. Su questa roccia trovare una linea in libera è stato complesso poiché si tratta di un vero e proprio labirinto privo di linee evidenti. La seconda squadra era o impegnata a liberare uno dei tiri più bassi oppure a tirare su il materiale con il portaledge camp. Di solito ci scambiavamo i compiti ogni giorno. Anche se ogni singolo tiro su questo genere di arrampicata era strapiombante, abbiamo trovato un sacco di bivacchi perfetti e questo ha significato che le nostre soste sono state confortevoli. Ovviamente suonare e cantare è importante per mantenere la mente sana, quando si è appesi in un mondo verticale per 10 giorni! Nico ha portato una piccola chitarra, Stephane suonava le pentole e le padelle, io suonavo strumenti a fiato e Jean-Lois si improvvisava a cantare.

 

 

 

 

 

Le nostre soste abitualiPetzl: leggendo il report si capisce come queste due salite sono state davvero impegnative e che il rischio fa parte del gioco, quali sono i trucchi per sopravvivere?
 
 
Sean: Oltre a fare musica, quando si arrampica è necessario rimanere in contatto con i propri istinti e con la propria ispirazione. Non abbiamo nessuna vergogna nel fare marcia indietro se non ce la sentiamo. Devi leggere la roccia e valutare obiettivamente i rischi. Qui il muro era super strapiombante e ciò significa rischio di grandi cadute. Direi che la cosa più importante, quando si arrampica in libera su una grande parete, è essere ispirati. Ovviamente è fondamentale essere allenati fisicamente e mentalmente, ma la vera cosa importante è avere quella fiamma dentro il petto, essere ispirato, come un ballerino quando si esprime sul suo palco, devi sentirlo dentro. Se non lo senti allora è meglio tornare a casa. Non salire più velocemente di quanto il tuo angelo custode possa volare. Oltre a questo, come nel resto della vita, è anche necessario avere un po' di fortuna.
 
 
 
 
 

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