I giovani esploratori (YEP) si trovano nel Borneo con Mike Horn sul PANGAEA. Petzl segue la loro spedizione e vi informa su come procede il viaggio:

Venerdì 6 Novembre 2009

Il Pangaea è un grande veliero, che con i suoi 35 metri di lunghezza deve ospitare tutti. Dividere lo spazio con i giovani esploratori, con i membri dell'equipaggio (skipper, tecnicim ecc.), oltre che con Mike Horn ed il responsabile della logistica, un medico, un responsabile per le immersioni, un camera-man, un fotografo ed alcuni giornalisti non è cosa facile. Lo spazio qui è un lusso, ciascuno fa ben attenzione a gestire le proprie cose ma al momento dei pasti arrivano i guai!
 

I giovani esploratori stanno insieme in uno spazio ristretto. Lavorano molto insieme, fanno molte attività (le immersioni, la pulizia delle spiagge, la navigazione) quasi senza sosta. Devono inoltre scrivere il proprio "giornale", girare dei video, montare le immagini ed ascoltare le lezioni di Mike, di Christian (il dive-master), oltre che quelle del Dott. Roswitha Stolz dell’università di Monaco. Tutti hanno interiorizzato il principio di Mike del ‘sonno rubato’ facendo dei piccoli riposi qui e là, su un sacco della vela o nel salotto! Sono tutti molto bravi, coscienti della fortuna che gli è capitata e cercano di viverla al massimo. Allora come procede questa spedizione?  ‘E' tutto perfetto!’ dice la francese Eugénie.

 

 

Le testimonianze dei YEP

Michelle Nay, 19, Svizzera
‘Ci intendiamo bene. Ieri nuotare è stato difficile e ci siamo aiutati a vicenda tra le onde.’

Dongkyun Seo, 20, Corea del Sud
‘Comincio a conoscere i nomi delle cose sulla barca. E' stato interessante seguire la navigazione sulle carte durante il turno di notte. Con le responsabilità si apprende in fretta.’

Eugénie Guillaume, 18, Francia
‘Quando facciamo le immersioni, ciascuno chiede sempre agli altri se va tutto bene, se hanno abbastanza ossigeno. Le persone non lo fanno normalmente nella vita. Qui ci preoccupiamo a vicenda di come stiamo. E' umano.’

Daniel Kotze, 20, Africa del Sud
‘Siamo una squadra, come le differenti parti del corpo, ciascuno ha un ruolo importante da giocare. Se non giochi il tuo ruolo, il corpo non funziona.’

Rodrigo Steinman, 16, Brasile
‘Siamo sempre molto vicini. Capiamo che abbiamo bisogno gli uni degli altri per lavorare bene.’

Simon Havas, 16, Repubblica Ceca
‘E' importante comunicare e motivarsi a vicenda, come durante il turno di notte quando qualcuno è stanco o si addormenta.’

Garrett Celestin, 15, Stati Uniti
‘Tutto quello che facciamo è un lavoro di squadra. In squadra siamo forti, da soli non possiamo fare nulla.'

Daniel Vivier, 19, Africa del Sud
‘Abbiamo appreso che dobbiamo stare attenti ed osservare, perchè ogni immersione è differente e le condizioni cambiano in continuazione. Se mi comportassi stupidamente o in modo eccessivamente sicuro, potrei mettere in pericolo me stesso ed il mio compagno d'immersione.’

Kerstin Dörner, 18, Germania
‘Lo spazio a bordo non è un problema. Stiamo bene insieme e se c'è un problema se ne parla apertamente.’

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Puoi trovare tutte le notizie sui YEP sul sito di Mike Horn.