Sono passati dieci anni dalla sua invenzione e il concetto di Petzl RocTrip è sempre stato quello di realizzare un'azione benefica per la comunità degli arrampicatori. Un lavoro portato avanti con l'aiuto dei chiodatori che vogliamo ringraziare in modo particolare.
 
Già nelle precedenti edizioni, Petzl ha fornito sostegno finanziario e materiale per:

  • trovare soluzioni alle problematiche di accesso e protezione dei siti (i Gunks, Bishop, Squamish, Red River Gorge, Zillertal);
  • chiodare nuovi itinerari di tutti i llivelli (Kalymnos, Millau, Mexique);
  • riattrezzatura delle vie

L'edizione 2011, che ha avuto luogo in Cina nella valle di Gétû Hé, rappresenta il più grande sforzo mai realizzato: un nuovo sito di 250 tiri chiodati per l'occasione.
 
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il lavoro dei chiodatori. Una squadra di professionisti, in due sessioni di tre settimane, ha immaginato e creato, secondo il proprio istinto e la propria esperienza, tutti questi nuovi itinerari. Il lavoro andava da una giornata poco impegnativa a Fish Crag per posizionare qualche punto di ancoraggio su una roccia perfetta e senza quasi bisogno di alcun lavoro di pulizia, fino a veri e propri combattimenti nel vuoto delle volte ricche di concrezioni calcaree del Grande Arco. Teniamo particolarmente a ringraziare tutti i volontari che hanno partecipato a questa impresa. Senza di loro non si sarebbe potuto realizzare il Petzl RocTrip China!
 

photo group

 

Insieme a tutti questi chiodatori c'erano gli atleti del team Petzl tra cui Dani Andrada, Arnaud Petit, Stéphanie Bodet e Mike Fuselier. Durante questo viaggio consacrato alla chiodatura, la squadra ha ricevuto un importante aiuto da una delegazione di volontari (cinesi), motivati dalla scoperta delle nuove linee. Noi cercavamo vie di tutti i livelli, anche per arrampicatori principianti. Generalmente le vie facili sono posizionate su pareti inclinate e non verticali. Questo rende la chiodatura molto più complicata, per via della rigogliosa vegetazione, rispetto a quella sui muri strapiombanti. Attrezzare le vie facili è dunque, paradossalmente, più difficile che chiodare le vie dure.

Infine Olivier Balma, uno dei primi esploratori del luogo, ha formato una squadra di scalatori cinesi (del CMDI) per attrezzare nuove vie. Durante questo viaggio di chiodatura, abbiamo incontrato alcuni visitatori inaspettati come Marcos Costa, uno scalatore brasiliano che aveva sentito parlare di questo progetto. Lo scorso marzo è tornato qui prima di noi ed ha cominciato a chiodare, di sua iniziativa, una delle più belle vie del Grande Arco...
 

 

La galleria fotografica dei chiodatori, foto di Guillaume Vallot

 
 

E' disponibile la nuova versione della guida

La guida è stata aggiornata dopo il Petzl RocTrip e i gradi sono stati rivisti dopo il passaggio dei partecipanti alla manifestazione.   >> Scarica la guida (pdf, 16 Mb)

 

 

 Golden Piton per Dani Andrada

Quest'anno, uno dei "Golden Piton" della rivista Climbing, è stato assegnato a Dani Andrada per la sua straordinaria via "Corazon de Ensueno". Otto tiri su un calcare strapiombante che attraversano ed escono in cima al Grande Arco di Gétù. Questa via era un progetto inimmaginabile ed ha richiesto a Dani undici giorni di sforzi intensi per attrezzarla. Durante il Petzl RocTrip ha potuto quindi concatenare tutti i tiri davanti a centinaia di spettatori stranieri e cinesi.

Leggi il Golden Piton di Dani su Climbing Magazine (in inglese)