La geografia dei settori di scalata a Gétû è molto semplice. Quando si scende lungo il Getu He (fiume di Getu) si trova sulla sinistra la Zona A con cinque settori, la Zona B con sei settori di falesia e due di vie lunghe. Infine, al termine della strada asfaltata, ancora all'interno del Parco, si trova la Zona C che comprende il Grande Arco ed i settori vicini, sei di falesia e due di vie lunghe.

 

Distribuzione del numero di tiri per difficoltà: 

 
- 7 vie di 4° grado,
- 22 vie di ,
- 100 vie di ,
- 83 vie di ,
- 8 vie di ,
- 1 via di 9° e 9 progetti.

 
 
 
 
 
 
 

ZONA A

Situata sulla riva sinistra del fiume Gétû, grazie alla strada, questa zona offre le falesie più vicine ma non le meno belle di Gétû.

-Fish Crack (+ Secret Garden), 18 vie dal 6b all'8a. Situato proprio sopra un villaggio rurale di bambù, intatto ma abbandonato, questo muro verticale alto 35 metri di calcare arancione è di una bellezza rara con vie di difficoltà abbordabile, dal 6c al 7c. Ai piedi della falesia, calligrafie di testi poetici e filosofici, oltre che disegni, donano al settore un fascino particolare. Grazie per il rispetto.

 

-Left of Red. Una delle prime falesie attrezzate nel 2008 dall'inventore di Gétû, la guida francese Olivier Balma insieme ai partecipanti cinesi dello stage CMDI. 7 vie sul 6a/6a+ con la lunghezza più facile a sinistra a la più dura a destra, circa 6c. A detta di Olivier, rimane ancora del potenziale su questa barra...

 

-WaWan's Cave. Una piccola grotta gialla e luminosa, dedicata a "KOB", King of Baijo. Situata in mezzo alle terrazze e i campi di riso (da rispettare), la grotta di WaWan offre sulla sinistra vie strampiombanti ma di difficoltà relativamente abbordabile con grandi appigli. Sulla destra, un muro a tacche permette di cambiare stile e di scendere di difficoltà. In totale 9 vie, dal 6b al 7b+, 20 metri e al massimmo 12 rinvii.

 

-Rastaman Crack. Una falesia letteralmente "inventata" da Stéphane Husson che ha attrezzato, dal solo e in modo misterioso, una quindicina di itinerari. Ogni sera, di ritorno all'albergo, arrivava con un sorriso che faceva trapelare qualcosa. Rastaman Crack è nata dalle mani del dio Rasta e dei suoi servitori: 9 vie dal 5c+ al 6c+ su roccia verticale scolpita, un piccolo capolavora da non perdere.

 

-Oliver's Crack. Evidente, a 50 metri dalla strada, questa parete non poteva che attirare l'attenzione di Olivier Balma che attrezza, nel 2008, 12 vie tra il 6b e il 7c di cui alcune meritano le tre stelle. La roccia è un po' la sintesi di quella di Fish Crack (più scolpita) e quella di WaWan's Cave (più compatta) e promette grandi combattimenti, sotto gli occhi pieni di ammirazione di chi passa in strada.

 
 
 

ZONA B

Per raggiungere la zona B, bisogna attraversare il fiume e salire lungo le mulattiere per circa 15 minuti prima di trovare i grandi muri di Pussa Yan e CMDI Wall... Appassionati delle vie di più tiri, siete serviti! E se siete assetati di performance, non vi preoccupate, c'è ancora qualcosa da fare!

-Pussa Yan. Letteralmente "la madre superiore protettrice", nome dato a questa parete dagli abitanti del villaggio vicino per il caratteristico gendarme centrale. Presenta una parete di roccia arancione alta 120 metri. Daniel Dulac e Jean-Luc Jeunet hanno attrezzato qui nell'aprile 2011 una via lunga di 6 tiri sul 6c/7a "Le Casse-Tête Chinois". Nessun dubbio che altri itinerari possano ancora nascere.

 

-White Cliff. Ai piedi del CMDI Wall, questa piccola falesia attrezzata da Olivier Balma ed i suoi corsisti presenta un muro verticale a buchi e tacche con 12 vie dal 5c al 7a. Molto bella.

 

-CMDI Wall. 5 vie da 150 a 200 metri, da 4 a 7 tiri dal 5c al 7b+ su un muro stupendo dedicato alla scuola guide di montagna cinesi del CMDI, fondata e diretta da Olivier Balma.

-CMDI cracks. 3 falesie con 10 tiri su roccia grigia molto scolpita e talvolta con qualche alberello qui e là. C'è ancora del potenziale in questo settore... Da qui il RocTrip cambia certamente prospettiva.

 

-Banyiang's Cave. E' uno dei due templi dell'alto livello della zona B. Questa grotta è situata prorpio sopra il villaggio di Banyiang e offre attualmente 19 itinerari dal 6c all' 8b+. Soprannominata "Devil's Cave" dai locali, la concentrazione di vie di settimo e ottavo grado può farvi incontrare il diavolo i persona. Roccia varia e ambiente.

 

-Lazy Dragon's Cave. A due passi dal villaggio di Gétû, questo piccolo settore della zona B propone un doppio ingresso. E' la condotta di evacuazione del fiume Gétû che diventa sotterranea in questo punto. Sulla riva destra, un muro ad alveoli bianchi, liscio e verticale, con 9 tiri molto tecnici, dal 7a all'8b, aperti dal team spagnolo di Dani Andrada, Toni Arbonès, Andony Perez e Oliver Lavoisey. Sulla riva sinistra, un settore sospeso e luminoso attrezzato da Jean-Luc Jeunet e un'équipe internazionale per offrire vie più abbordabili tra il 6c e il 7a.

 
 

ZONA C - BIG ARCH

E' il momento dello spettacolo. Per tutti quelli che non sono ancora convinti della bellezza di Gétû... ecco il materiale giusto per i più scettici: è quello che si chiama un "tempio della scalata". Situato all'interno del parco naturale, il Grande Arco ed i suoi settori satelliti, presentano 120 tiri dal 5c al 9a, tra cui molti ancora vergini. Un ambiente grandioso e un'esposizione garantita.

-Flag. Lungo il percorso di una via preistorica su prese artificiali, Andy Long, Gavin Simonds e Marcos Costa hanno attrezzato 4 vie lunghe, mediamente abbordabili di 6b+.

 

-Buddha Cave. Su entrambi i lati della grotta, vie difficili e belle. Non aggiungete ulteriori pietre alla statua scintillante de Buddha... 11 tiri tra il 7a+ e l'8c.

 

-School Time. Proprio prima dell'ingresso del grande arco, si trova una placca grigia ben scolpita che offre 6 vie che fanno felici gli scalatori di sesto grado.

 

-Big Arch Left side. Dall'ngresso all'uscita, dall'ingresso all'uscita una moltitutine di lunghezze su questo strano calcare ad alveoli posto all'interno del "tunnel". Un ambiente unico per una scalata superba, fisica e tecnica allo stesso tempo. Quelli che non disdicono un'aderenza talvolta incerta possono venire qui e regalarsi una ventina di tiri dal 5c al 9a...

-Big Arch Right side. Dall'uscita all'ingresso sull'altro lato dell'arco, un nuovo settore di scalata di alto livello con una roccia stupenda. Sicuramente da testare finchè il ticket di ingresso non è troppo caro: 22 tiri dal 6a all'8a.
 

-Big Arch Long Route. Senza esagerare, penso di poter dire che è proprio qui che Gétû diventa degna della Cina: E-NOR-ME.  Sei vie lunghe difficili, leggi estreme, tra le più strapiombanti e complesse al mondo, capolavori di virtuosismo:

  • Toni Arbonès e Marcos Costa : Nihao Wokepa! 4 tiri fino all'8a
  • Daniel Andrada: Corazon de Ensueno 7 tiri fino all'8b+
  • Stéphanie Bodet e Arnaud Petit: Lost in Translation 4 tiri fino all'8a
  • Yann Ghesquier e Tom Collet: The Brasilian Fuse 4 tiri fino al 7b
  • Andony Perez e Oliver Lavoisey: Dos Forasteros en la Selva 4 tiri fino al 6c+
  • Daniel Dulac: La Voie du Milieu 8 tiri fino all'8b+...

 
 

Album di scalata a Gétû


 
 
 
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