Una  buona parte del Sud Ovest della Cina è di origine carsica e in questa regione si sta cominciando solo ora a sviluppare il suo potenziale di arrampicata. Le grotte e gli archi di Getu He, il fiume Getu, offrono strutture simili a quelle che si possono trovare a Yangshuo nella vicina provicia di Guangxi, ma anche in Thaïlandia, Vietnam o, andando più lontano, a Cuba con i famosi "Mogotes" della valle di Vinales.

 Petzl / © G. Vallot
Panorama verso l'Arco di Chuanshang. Photo Petzl © G. Vallot

Nel 1990, il governo della provincia di Guizhou ha deciso di proteggere il sito di Getu che si trova alla fine della strada asfaltata, ideale per la creazione di un parco naturale con sentieri e opportuna segnaletica. Una famiglia del villaggio, gli "spidermen", specializzata nella raccolta acrobatica di nidi di rondine, ha ottenuto la licenza per organizzare una dimostrazione d'arrampicata per i turisti.

Alla fine del 2000, ansiosi di rivitalizzare l'immagine del luogo, vengono organizzate diverse competizioni outdoor. Tra queste una gara di arrampicata di velocità su prese artificiali. Un piccolo muro viene installato all'ingresso del parco.

Portrait d'Erwan Lelannportrait d'olivier balmaNel 2007, Olivier Balma, guida alpina francese, direttore della formazione alpina delle future guide cinesi, scopre il grande arco di Getu.

"Fu scioccante: un luogo per scalare dal potenziale internazionale." Olivier organizza qui alcuni stage e attrezza una trentina di tiri. La scalata prende un bel giro fino al 2009 quando Erwan Le Lann parte alla ricerca di una location in vista del prossimo Petzl RocTrip cinese. Il suo amico Olivier Balma gli consiglia Getu. "Avevo visitato questa regione piena di belle falesie, racconta Erwan, ma qui, sono rimasto senza parole, davanti alla bellezza ammaliante del fiume a cui si aggiunge la varietà di stili e difficoltà dell'arrampicata di questo luogo.

Nonostante la presenza del parco e delle infrastrutture il sito conserva un carattere selvaggio."

 

pictoLa scalata

Nell'autunno 2010, una prima squadra di chiodatori, inviata da Petzl, e composta da francesi, spagnoli, austriaci e australiani, apre in quindici giorni una cinquantina di nuove linee nel settore del Grande Arco ("Chuanshang Cave"), nella Buddha Cave e nella Devil's Cave. Le vie sono piuttosto difficili e strapiombanti con un livello medio tra il 6c e l'8c.

La grandezza del posto suscita, da parte degli scalatori, esclamazioni incredule e allo stesso tempo di ammirazione. "Aie Aie Aie, inhumano, la cueva es brutal! Como cinco veces la cueva de Santa Lynia!" ripete lo spagnolo Dani Andrada, un carattere poco emotivo! Stéphanie e Arnaud Petit aprono con entusiasmo Lost In Translation, 4 tiri di cui due di 8a. "E' molto aerea", si meraviglia Yann Ghesquier che la ripete al suo secondo viaggio. "Scalare a testa in giù, perso nelle foreste di stalattiti, è qualcosa di conosciuto, ma qui ci si trova a 100 metri dal suolo su un arco di 80 metri di larghezza e 100 di lunghezza!"

Olivier Lavoisier su Five Times Santa Linya, 7a. Foto Petzl © Lafouche
Olivier Lavoisier su "Five Times Santa Linya", 7a, Arco di Chuanshang. Foto Petzl © Lafouche

Nella volta del Grande Arco, il vuoto è onnipresente e genera una strana sensazione di euforia. Le pareti sono scolpite da alveoli dalle forme dolci e consentono l'apertura di itinerari abbastanza difficili e tecnici. A monte dell'ingresso del parco, nel vallone adiacente, Martial Dumas e Seb Foissac hanno scoperto una grotta circondata da muri strapiombanti colorati: la Devil's Cave. Erwan, accompagnato da Whan, gioviale ranger del parco, fa un rapido tour dei valloni e conta una quindicina di settori interessanti, con possibilità di tutti gli stili e tutti i livelli.

Nella primavera 2011, viene organizzato un secondo viaggio con l'obiettivo di raggiungere quota 200 tiri aumentando soprattutto le vie facili. Una quindicina di scalatori arrivano dalla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti, dal Brasile, dalla Spagna e dalla Francia. Supportati da uno stage del CMDI (Chinese Mountain Development Institute) guidato da Olivier Balma, si lanciano all'opera. Senza dubbio occorre consultare la guida per farsi un'idea del lavoro fatto.

I 250 tiri aperti fino ad oggi a Getu interpretano tutti gli aspetti, gli stili e le difficoltà dell'arrampicata sportiva:

  • Una decina di vie omogenee di più tiri, da 120 a 250 metri con difficoltà dal 4+ all'8a+
  • Una quindicina di settori con muri verticali, placche e grotte con difficoltà dal 5a al 9a.

Ce n'è per tutti i gusti, il tutto ad un massimo di 40 minuti di cammino.

Quest'autunno. gli appassionati delle vie lunghe saranno particolarmente allettati. Per esempio, sul facile, al CMDI Wall con Blue Spirit, 200 m, 5c max, 5a obbl. o Wood Cutter, 200 m, 6a+ max, 5c+ obbl. Sul difficile, con il capolavoro Lost in Translation, 150 m, 8a max di Stéphanie Bodet e Arnaud Petit, Corazon de Ensueno, 200m, 8b+ max di Dani Andrada, La Voie du Milieu, 300 m, 8b+ max di Daniel Dulac o Nihao Wokepa di Toni Arbones e Marcos Costa, 150m, 8a max...

 

 
Gavin Simonds su "San", 5a/b, su Miao Sword - Foto Petzl © Lafouche / Vista del CMDI Wall e Pussa Yan - Foto Petzl © G. Vallot.

 

 

Per maggiori informazioni

- Tutte le news del Petzl RocTrip 2011

- Presentazione del Petzl RocTrip 2011

 

 

 

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