La spedizione di Paulo Grobel sul Cho Oyu si è conclusa senza problemi. François Damilano ha fatto qualche domanda a Paulo il 12 maggio 2011, in diretta da Katmandou.

 

François Damilano: Paulo, un primo bilancio dell'esperienza?
Paulo Grobel: "L'obiettivo di questa prima spedizione al Cho Oyu in "progressione dolce" era di fare una sorta di inventario per individuare gli aspetti da migliorare. Ho voluto testare alcuni punti chiave nell'organizzazione e nella condotta di una spedizione su un 8.000, in particolare:
- l'acclimatamento per raggiungere il campo base in buone condizioni,
- l'organizzazione della CTMA per le trasferte in Tibet ed il trasporto bagagli
- l'itinerario di salita e l'organizzazione dei campi.
Con una domanda da filo conduttore: la progressione dolce sul Cho Oyu è possibile ed è un aspetto di reale interesse?"

FD: E allora?
PG: "La quantità di informazioni è stata buona e siamo stati sovente sorpresi da quello che abbiamo osservato. Ora dobbiamo occuparci della presentazione di un dossier completo da mettere in piedi. Questo sarà la base di partenza per la spedizione 2012."

FD: A caldo, gli elementi chiave della spedizione che avete appena vissuto?
PG: "Ci siamo acclimatati in Nepal prima di arrivare al campo base. Yetmi, afflitto da problemi di salute fin dall'inizio, ha preferito non continuare. Dopo due giorni di preparazione, siamo partiti. Al campo 1, il principio di edema di Marc, giovane alpinista preparato ed allenato, ci ha sorpresi tutti. Questo fatto ha ricordato a tutti noi la fragilità nei confronti dell'ipossia, anche quando facciamo particolare attenzione all'acclimatamento! Ma nessuna preoccupazione, tutto è andato per il meglio! Eravamo soli sulla montagna. Abbiamo dunque tracciato e attrezzato la via. Inevitabilmente lo sforzo quotidiano è stato importante. Michel si è fermato su un passaggio di ghiaccio che, anche se attrezzato con corde fisse, gli richiedeva troppa energia. Il Cho Oyu è lontano dall'essere l'8.000 facile che tutti sottovalutano! Nella fase finale, una mancanza di economia da parte mia (troppe cose da fare, cattiva idratazione) mi è costata la cima! Una brutta notte a 7.600 metri mi ha costretto a scendere, accompagnato da Nemo. Inece, i nostri compagni Gilles, Frank, Chhotemba e Rinzee hanno terminato la salita in ottime condizioni. Eravamo in sei all'ultimo campo, piuttosto in buona forma mentale e fisica. Quattro di noi hanno raggiunto la cima."

FD: Il Cho Oyu, anche per la via normale, non è così facile!
PG: "E' una gran cima che in primavera può essere valutata VII/AD (grado Himalaya) con passaggi di ghiaccio e un breve tratto di roccia (2° e 3° grado) a 7.800 metri. Anche se questi passaggi sono attrezzati con corde fisse necessitano comunque di grande esperienza per essere superati con tranquillità. La creazione di una mappa precisa permetterà di capire meglio il cambiamento delle condizioni della neve tra la stagione primaverile e quella autunnale. La creazione di una tabella comparativa cercando di definire l'8.000 più abbordabile, il più adatto ad una prima esperienza da 8.000... permetterà senza dubbio di inquadrare il Cho Oyu nella sua vera dimensione."

FD: Prossima tappa del progetto?
PG: "Per la seconda fase di "The Cho Oyu Experience" nel 2012, si dovrà cambiare stagione. Inoltre, le aree di miglioramento sono nel cuore della "progressione dolce". Quali sono i requisiti? Come portare in montagna solo lo stretto necessario? Comme ottimizzare gli spostamenti tra i campi? Come prepararsi in modo specifico ad un soggiorno in altitudine? Salire un 8.000 è sempre una grande impresa. Salire un 8.000 in "progressione dolce" richiede una preparazione attenta e costante. D'altra parte è un'esperienza unica: più di quindici giorni in altitudine in piena autonomia. Un'avventura radicale e senza artifici. Un paragone: è come affrontare un giro del mondo in barca a vela in equipaggio... ma senza scalo!"

 

Per maggiori informazioni
- Leggi la prima news di Paulo Grobel sul Cho Oyu
- Visita il sito di Paulo Grobel
 

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