Nella primavera 2010 Ben Ditto, Sean Villanueva, Nicolas e Olivier Favresse sono partiti in barca a vela per andare a scalare nuove big wall in Groenlandia. Ora ci raccontano la loro avventura.

 

 

"Riesco a trascinarmi fuori dalla mia cuccetta e dalla mia cabina per raggiungere il ponte. Grandi onde scuotono la barca in tutte le direzioni e trasformano ogni mio movimento in una parodia della lotta. Le vele, gonfiate da un vento forte, ci spingono. "Si procede bene", mi dice Oliver quando vede spuntare la mia faccia stanca, ma subito dopo aggiunge "purtroppo nella direzione sbagliata".

Abbiamo lasciato la Groenlandia da più di una settimana, siamo stati colpiti da forti venti contrari e messi di fronte a infinite distese di acqua salata. Sono in preda al mal di mare da quando abbiamo iniziato la nostra traversata atlantica e do da mangiare ai pesci più volte al giorno. Non riesco ad inghiottire nessun liquido o solido, e di conseguenza non ho fatto visita una sola volta alla toilette, in cinque giorni!

Siamo partiti per la Groenlandia in cerca di avventura, e non siamo stati delusi! Avventure a non finire!

Il nostro viaggio è cominciato con un volo verso la Groenlandia e con l'incontro di Capitan Bob e della sua barca a vela "Dodo’s Delight ". Bob è un reverendo di 75 anni che non avevamo mai incontrato prima, con cui abbiamo iniziato questa spedizione di tre mesi di vela e scalata. Il nostro unico contatto era riassumibile in qualche breve e-mail, ma si è rivelato l'uomo chiave di questa avventura. Si è dedicato totalmente alle nostre salite e non ha mai esitato ad effettuare manovre azzardate per portare la barca alla base delle pareti.

La barca era piena fino all'orlo di materiale per l'arrampicata e di cibo per due mesi ed abbiamo navigato ed esplorato alcuni fiordi situati a metà della costa ovest  della Groenlandia. Si è trattato della mia prima esperienza di vela e, per la maggior parte del tempo, sono stato contento di tirare la corda senza sapere quello che stavo facendo.

Abbiamo subito individuato pareti seducenti e totalmente vergini. E' stata un'emozione straordinaria, poter galleggiare all'interno di questo immenso campo di gioco e poter scegliere a nostro gusto i frutti più squisiti, pareti da 500 a 900 metri che partivano direttamente dal mare verso il cielo. La scalata si è rivelata selvaggia e complicata: abbiamo dovuto affrontare fessure erbose, placche ricoperte di guano, rocce sgretolate e rigurgiti di gabbiani. Il giorno perpetuo è stato un grande alleato, non siamo mai stati pressati dall'arrivo della notte.

 

 

Abbiamo scalato una via in stile big wall. Si tratta di una parete nord, ed abbiamo progredito perlopiù di notte approfittando del sole di mezzanotte. Siccome l'oscurità non era lì a fermarci, le nostre giornate si sono allungate. Eravamo quindi molto stanchi dopo una giornata di scalata, e le nostre notti si sono allungate di conseguenza.

Alla fine abbiamo completamente perso la nozione del tempo. Pensavamo di aver raggiunto la vetta in sette giorni ma in realtà sono stati 11 giorni di calendario!

E' stata una scalata straordinaria, ogni lunghezza, dalla prima all'ultima, una vera sfida.
L'enorme camino a metà della parete è stata una delle particolarità principali di questa salita.

Il gigantesco camino scuro oggetto della nostra attenzione sembrava un buco nero così grande che potesse inghiottire l'universo. Coperto di licheni neri e muschio verde, sputava fuori una cascata ed incuteva molto timore. Durante l'analisi della parete dalla barca, ci era apparso come la sezione più incerta di tutta la salita. Quindi, per motivi strani che trovo difficile spiegare, al di là della mia sete di avventura, mi attirava enormemente. Mi sono avvicinato verso la sua oscurità e la tensione è salta: ho sentito il mio cuore battere e rimbombare nelle tempie.

All'ingresso c'era un enorme blocco di fango solidificato, che per nulla al mondo avevo voglia di toccare e ancor meno di usare per proteggermi. Se fosse caduto, avrebbe schiacciato probabilmente Ben, il mio secondo di cordata, e me stesso. Dopo qualche secondo di esitazione, ho gettato un piede verso l'altra parete scoprendo con sorpresa che potevo arrivare solo a toccarla. Praticamente in spaccata, sono riuscito a fare opposizione e a sparire nell'oscurità. Una volta dentro questo luogo umido, ho cercato di proteggermi da qualche parte, ma non riuscivo a tenere gli occhi aperti a causa delle gocce d'acqua che cadevano ovunque. Sapevo di non dovermi fermare e ho tentato di uscire il più veloce possibile con l'impressione di sentire il tic tac di una bomba ad orologeria. Con gli occhi chiusi, mi sono trascinato lentamente veso l'uscita per tornare alla luce, felice e sollevato di trovare una fessura perfetta per installare una protezione.

Ma l'avventura non era ancora terminata, perchè un immenso diedro umido e muschioso mi aspettava poco sopra. Dopo una battaglia feroce, e praticamente alla fine della corda, mi sono gettato disperatamente su una cengia erbosa. "Cosa mi aspetta sulla lunghezza successiva?", chiese Ben. "E' una fessura larga e strapiombante, umida e muschiosa, è fantastica", ho urlato verso il basso.

 

Dopo abbiamo navigato fino alla punta meridionale della Groenlandia verso i fiordi vicino a Capo Farewell. Questa è la regione più visitata dalle spedizioni di scalatori in Groenlandia, e questo per una buona ragione: la zona è costellata di incredibili big wall.

Spinti dal nostro spirito avventuriero, e grazie al nostro campo base galleggiante, abbiamo deciso di dare un'occhiata ad alcuni fiordi un po' più distanti ed abbiamo aperto tre nuove vie. La scalata si è rivelata molto più di qualità che al nord, con un granito di buona qualità e lunghe fessure entusiasmanti.

La nostra spedizione è terminata con una traversata dell'Atlantico per tornare in Europa. Non abbiamo visto terra per 15 giorni. Intorno a noi non c'era nulla, ma lo spettacolo della natura era sempre presente: acqua salata, pioggia, onde che si frangevano di fronte a noi, uccelli ogni tanto, balene e delfini. Nei primi nove giorni le mie attività si sono ridotte ad una successione di vomito e sonnolenza.

Sono stati momenti intensi e, contrariamente a quanto si possa pensare in seguito al mio racconto, straordinari. La vela ha molti aspetti in comune con l'arrampicata e la loro combinazione è eccezionale. Un'esperienza da ripetere!"

 

commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Allowed HTML tags: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <hr> <br> <img> <object> <embed> <h1> <h2> <h3> <h4> <h5> <h6> <p> <span> <b> <i> <u>

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.