Fedele ai principi del progetto Pangea, Mike Horn ha preparato 8 giovani di diverse nazioni ad un'avventura fuori dal comune.
L'obiettivo è sempre lo stesso e si può riassumere nell spirito:

Explore, Learn and Act*.

 

I giovani esploratori sulla cima PANGAEA

Dal 31 maggio al 26 giugno, i giovani esploratori sono andati nel cuore delle più alte montagne del mondo risalendo il ghiacciaio del Baltor fino al Pakistan. Per questi ragazzi è stata l'occasione per:

  • capire meglio i problemi ambientali legati al turismo,
  • riflettere sulle soluzioni più adatte,
  • capire i limiti dovuti all'atmosfera in una salita a 6.000 metri di altezza.


Erwan Le Lann, Grassroots Community Manager presso Petzl e guida alpina, ci parla dell'esperienza.
Concretamente, quali iniziative avete intrapreso e con quali fini?

Prima di tutto, per capire meglio l'origine dei ghiacciai, abbiamo cominciato con un lungo trekking durante il quale abbiamo fatto alcuni rilievi topografici (foto e punti GPS). Questi dati permetteranno all'università di Monaco di completare i propri studi sul ritiro dei ghiaccai.

Per capire meglio quanto sia sottile lo strato dell'atmosfera (dunque da proteggere), siamo andati ai limiti sostenibili per l'uomo, oltre i 6.000 metri di altitudine. I giovani esploratori hanno battezzato questa cima Pangaea Peak, simboleggiando la riunione dei popoli per la protezione dell'ambiente. Infatti questa è la prima volta che una cima di più di 6.000 metri è stata salita da giovani di nazionalità diverse.

 


 

Abbiamo inoltre cercato di limitare l'impatto umano nella valle. I 90 Km del trekking per risalire il ghiacciaio del Baltoro hanno reso l'organizzazione pesante: centinaia di portatori e turisti si fermavano negli stessi campi ed i rifiuti abbandonati inquinavano i fiumi. In seguito a quest'esperienza, i giovani intraprenderanno, con l'aiuto di un'organizzazione locale, alcune iniziative: costruzione di servizi igienici, raccolta e trattamento dei rifiuti.
 
In cosa differisce quest'esperienza dalle altre?
Ogni esperienza è unica. Qui, per la prima volta, non eravamo sulla barca di Mike Horn che ha sempre fatto da campo base alle spedizioni del progetto Panagea. A seguito dell'avvicinamento necessario per queste montagne, siamo dovuti star via più di tre settimane. Da un punto di vista sportivo è stata un'esperienza impegnativa: 7/8 ore di cammino al giorno! Culturalmente il Pakistan è molto diverso: c'è una forte identità locale, che abbiamo scoperto grazie ai portatori.

Puoi dirci qualcosa di più sul coinvolgimento di Petzl in quest'avventura?
Fin dall'inizio Petzl è stato fornitore di tutto l'equipaggiamento tecnico necessario per procedere in sicurezza nelle spedizioni del progetto Panagea. 
Inoltre Petzl, nella figura di guida alpina, mi mette a disposizione del gruppo per garantire la sicurezza, scambiare le mie conoscenze di montagna con i giovani e responsabilizzarli di fronte all'ambiente circostante. Aiuto inoltre nella scelta dell'itinerario e nell'organizzazione dei progetti. Per esempio per la spedizione speleo al Borneo, l'himalaysmo Pakistan, etc.

 


Come hanno vissuto i giovani esploratori quest'esperienza in Pakistan?
Ogni giorno, i giovani esploratori hanno scritto le loro impressioni e le loro scoperte sul blog, che ben presenta l'esperienza nella sua quotdianità. Il video qui sotto mostra lo spirito di quest'avventura.


Quale sarà la prossima spedizione?
Il deserto del Gobi in Mongolia, fine Agosto. La selezione per questa nuova spedizione si è appena conclusa. Gli otto giovani che partiranno per la Mongolia sono:

- Lucas Lovell, 18 anni, Australia
- Constantin Vogt, 19 anni, Germania
- Magdalena Gründl, 18 anni, Germania
- Tirza Niklaus, 18 anni, Svizzera
- Nicolette Meyer, 17 anni, Singapore
- Martin Añon, 20 anni, Argentina
- Akira Biondo, 19 anni, Cina
- Inge Pieterson, 20 anni, Africa del Sud

* Esplorare, imparare, agire.

 

Ritrovate Erwan e tutta l'equipe sul posto: