Il primo grande raduno di corsa ad orientamento della stagione ha raccolto 9000 partecipanti e 20000 spettatori lo scorso maggio in Svezia. I concorrenti hanno percorso più di 110 Km, di notte, con squadre da 10 corridori.
Le tre squadre favorite non ha praticamente lasciato la testa della corsa e negli ultimi tre giri hanno giocato un ruolo chiave per la classifica finale. Poco a poco, Kalevan Rasti si è piazzata in testa alla corsa, sotto la spinta di Fabian Hertner (9° piazzamento), offrendo a Thierry Gueorgiou una posizione ideale per la sua fuga.
Thierry racconta la sua esperienza e la sua prima vittoria.
Testimonianza di Thierry Gueorgiou, leader della squadra vincitrice
« Ho iniziato la mia corsa (al decimo ed ultimo giro dopo Kalevan Rasti) con tre minuti di vantaggio sulle squadre che seguivano. Questo margine mi ha dato la possibilità di limitarmi nel prendere dei rischi nella maggior parte del percorso. I compagni di squadra mi avevano messo nella migliore delle condizioni.
Solo alla fino ho capito che si stava realizzando il sogno della prima vittoria in questa prova prestigiosa. Alle 8.52 i miei compagni mi aspettavano all'arrivo per percorre insieme gli ultimi metri. L'emozione che ho provato, una volta raggiunto l'arrivo, è stata particolarmente forte. Mi ci sono voluti 11 anni (sono arrivato nella squadra nel 2000) per raggiungere questo obiettivo e questo ha reso il momento ancora più piacevole. »
- Una particolarità
« Questa gara è diventata un evento immancabile per lo corsa ad orientamento. La prima edizione ha avuto luogo 65 anni fa ed il suo fascina dura nel tempo. Quello che rende la gara di successo è che 10 corridori si lanciano nella notte a una media di 15 km all'ora. La scia delle lampade frontali all'arrivo è sempre una scena indimenticabile. Ogni concorrente deve fare un percorso passando per alcuni punti contrassegnati, sulla base di una cartina molto precisa e preparata ad hoc per la competizione. Tra questi punti di passaggio obbligatorio, ognuno è libero di spostarsi come meglio crede. »
- Una strategia per questa competizione allo stesso tempo fisica e mentale
« La difficoltà nella corsa ad orientamento è di gestire al meglio i problemi proposti dal tracciatore (colui che prepara il percorso è gestisce i punti di passaggio). Dunque, bisogna saper dare prova di grande flessibilità, perchè si scopre il terreno ed il percorso quando il tedoforo precedente ci dà la cartina. Ho per abitudine di essere prudente, privilegiando itinerari semplici all'inizio della corsa per comprendere bene la « carta ». Quindi, poco a poco, quando prendo confidenza, scelgo traiettorie più dirette e tento di mettere un po' più di intensità fisica. Ma ancora una volta, è il terreno che decide la velocità. Se la quantità di variabili da considerare è elevata, bisogna alzare il piede dall'acceleratore per guadagnare in precisione.
La strategia collettiva riveste allo stesso tempo un'importanza fondamentale in questo genere di prova, perchè ogni percorso è differente in lunghezza. Inoltre il primo giro si effettua in gruppo, con le altre 400 squadre. Questo cambia un po' la gestione della corsa (corsa a contatto, con molti elementi disturbatori). La strategia della nostra squadra finlandese è stata di riservare i migliori concorrenti per i giri finali. La squadra norvegese di Halden ha adottato un'altra strategia, mettendo uno dei loro migliori elementi al terzo giro, con l'idea di fare la corsa in testa nei giri successivi. Non sono però riusciti a prendere sufficiente distacco in quel giro e sono stati ripresi nel finale. »
- Un terreno difficile
« Quest'anno, gli organizzatori ci hanno offerto un grande terreno di gioco, con molte zone diverse dove cambiare strategia di orientamento. Questo ha favorito le squadre con esperienza. Di notte, per esempio, le zone piatte con pochi elementi di riferimento hanno reso il percorso molto difficile. »

- Lo siprito di questo raduno
« Questa corsa è molto popolare in Svezia. Partecipare alla 10Mila è un po' come fare la maratona di Parigi: « io l'ho fatta » senza altra ambizione che quella di finirla. Ci sono molte squadre aziendali che, il lunedì mattina davanti alla macchina del caffè, ricordano di aver fatto la 10Mila il giorno prima. Si ritrovano spesso famigliari nella stessa squadra. Tutto questo crea un'atmosfera particolare, dove si incontrano professionisti e neofiti... anche questo crea il fascino della competizione. »
- Grazie Thierry per il racconto e le spiegazioni. In conclusione, puoi parlarci del tuo futuro prossimo?
« A 32 anni, il campionato del mondo in Francia, nel 2011, sarà l'occasione per terminare la mia carriera in bellezza. Non passo una sola giornata senza pensare alle gare che si svolgeranno in Savoia. Questo mi spinge ad allenarmi. E' evidente che senza la motivazione di brillare "in casa" la mia fine di carriera sarebbe più difficile perchè quello che colpisce uno sportivo di alto livello, dopo tanti anni di attività, è la mancanza di motivazione. La COPPA DEL MONDO, nel 2010, a Annecy, sarà la grande occasione per accumulare un po' di fiducia per il 2011. Un sacco di motivi per rimanere sempre attivo! »
Per saperne di più...
- Petzl sarà presente alla Coppa del Mondo 2010 e parteciperà ai campionati del 2011.
- Scopri i pronostici di Thierry prima della corsa
- Guarda l'intervista video di Thierry realizzata dalla svt durante la 10Mila:






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