Melloblocco? Yes, thanks. E chi non lo conosce? Tanto più che la manifestazione è ormai arrivata all'undicesima edizione. Il più grande raduno internazionale di bouldering, tenutosi in Val di Mello e in Val Masino dallo scorso 30 aprile al 4 maggio, si è appena concluso e già si parla del prossimo. Ad ogni buon conto, i numeri di quest'anno parlano chiaro: 2600 iscritti e più di 4000 presenze non sono proprio bruscolini. Anche se l'indice di gradimento dei melloblocchisti non si può misurare con i dati della contabilità. Perché l'edizione 2014 è stata una delle più belle e partecipate della storia della manifestazione. Al punto che per molti dei partecipanti (tanti i giovanissimi e numerosissime le ragazze) il viaggio nella “valle delle meraviglie” rimarrà tra i ricordi più belli.

@ Melloblocco 2014

C'è stata ovviamente moltissima arrampicata. Quella dei campioni, ma anche quella dei climber più comuni e dei neofiti, tutti accomunati da una passione immensa. E ci sono stati anche indimenticabili momenti di incontro, con i video dei boulderisti più noti e il confronto con i miti dell'arrampicata e dell'avventura. Personaggi come Stefan Glowacz, a cui i presenti hanno riservato una straordinaria standing ovation. E c'è stata anche la possibilità di assistere alla bella performance teatrale degli attori Fabris e Bicocchi, interpreti de La Morte Sospesa di Joe Simpson, che ha davvero emozionato il parterre degli spettatori. Un bell'esperimento teatrale cui è seguita una risposta entusiastica. Simile a quella che ha suscitato la campagna di sensibilizzazione promossa da Climbing for Life, per le donazioni di midollo osseo.

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Ma poi bisogna parlare dello speciale circuito dei 9 + 9 (difficili) boulder a montepremi, riservato ai campioni dell'arrampicata. Un momento davvero speciale. Per l'interesse dei problemi individuati da Simone Pedeferri e dal suo team, e naturalmente per le prestazioni a cui i convenuti hanno potuto assistere. Alla fine, nel circuito maschile l'hanno spuntata in otto, tutti con sei top: il novarese Gabriele Moroni, il russo Alexey Rubtsov, il finlandese Anthony Gullsten, il torinese Stefano Ghisolfi, il giapponese Sachi Amma, il modenese Marcello Bombardi, il vicentino Silvio Reffo, e il sudtirolese Michael Piccolruaz. Dopo di loro, con cinque boulder chiusi, si sono imposti il premanese Andrea Ratti e il bulgaro Ivailo Radkov Fazata. Poi, con quattro top, il bolzanino Jacopo Larcher, il lituano  Kipras Baltrunas e il nipponico Shini Fujisawa.

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Tra le donne, la russa Yulia Abramchuk e la francese Mélissa Le Nevé si sono aggiudicate il circuito, con otto top su nove boulder. Alle loro spalle, con sette boulder risolti, la vicentina Jenny Lavarda, l'austriaca Barbara Zangerl e la giovanissima (non ancora quattordicenne) Giorgia Tesio di Cuneo. Terze, con sei top, la vercellese Giada Zampa e la meranese Alexandra Ladurner.
Al termine, tre blocchi – El Calamar, Hell Boy e Off With Belly (tutti maschili) – sono rimasti in attesa di un salitore: una bella sfida per il futuro.

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E Petzl? Oltre ad essere stata presente al Melloblocco 2014, l'azienda ha proposto con successo ai partecipanti il test dei nuovi crash pad che saranno disponibili dal prossimo mese di luglio, e la sua recentissima gamma di corde dinamiche. Per quanto riguarda i crashpad, i climber hanno potuto provare il modello Alto (aperto: 118 x 100 x 10 cm; chiuso: 56 x 100 x 25 cm) e il più ampio Cirro (aperto: 148 x 118 x 12.5 cm; chiuso: 75 x 118 x 35 cm), entrambi realizzati con costruzione monoblocco senza piega, oltre al tappeto d'appoggio Nimbo (75 x 50 x 3 cm), progettato per le partenze da seduti e per proteggere le zone comprese tra due crashpad. Curiosità e interesse sono stati registrati infine per la nuova gamma di corde Petzl, già disponibile nei migliori punti vendita nazionali da qualche mese.

 

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Photos © OpenCircle - Melloblocco 2014