Liv Sansoz, compenente del team Petzl con sede a Chamonix, sfrutta al meglio le attività offerte dalla valle: alpinismo, sci, parapendio, base jumping, ecc... Eccola in una giornata di fine di febbraio, neve perfetta, cielo sereno e temperature in aumento.
Le testimonianze confermano che il Whymper era ben innevato e sciabile senza calate obbligatorie.

 Lo sci ripido è anche alpinismo

Liv Sansoz à l'Aiguille Verte © Boris Dufour

Direzione Grands Montets per un bivacco non troppo impegnativo, con uno spiraglio di sole che promette bene. All'alba, l'avvicinamento con gli sci è una formalità, si entra nel vivo della questione rapidamente, ai piedi del canalone Couturier. Saliamo sul lato nord lungo la linea più diretta, alternando neve fredda e poco densa a strati di neve ghiacciata che trasformano la gita in un'uscita alpinistica. Per la maggior parte dei progetti classici con gli sci, anche i più ripidi, sono sufficienti ramponi e piccozza leggeri, la corda è un'opzione. In quota, su un pendio ghiacciato, avere dei buoni ramponi e un paio di piccozze tecniche è molto rassicurante. La corda serve per un eventuale recupero perché mostrarsi troppo sicuri di sè sarebbe un errore grossolano.

Liv Sansoz sull'Aiguille Verte © Boris DufourLiv Sansoz sull'Aiguille Verte © Boris DufourLiv Sansoz sull'Aiguille Verte © Boris Dufour

 

Con gli sci in spalla, ci aspetta un pezzo di cordata per passare un piccolo salto sul ghiaccio, la fatica della salita ripida inizia a sentirsi nelle gambe. Gli attraversamenti su neve fresca non sono molto più rilassanti di quelli su neve ghiacciata, che sono eseguiti con mezzi ancoraggi, sfuggenti e inquietanti. Più in alto camminiamo tra i seracchi per trovare l'uscita, affanciandoci prima sul Grands Montets, poi sul Nant Blanc, infine su tutto il massiccio, grandioso! Dopo l'atmosfera austera del Couturier, il sole e la pausa in cima ci rendono euforici!

 Con gli sci a 4000 metri

Liv Sansoz sull'Aiguille Verte © Boris DufourLiv Sansoz sull'Aiguille Verte © Boris Dufour

 

L'Aiguille Verte non è un cima come le altre, è facile goderla appieno, perché sei cosciente che la parta più dura è alle spalle. Per gli alpinisti sanno che scenderla è una seconda gita, quasi lunga come la salita. Non è il nostro caso, perché se i nostri sci erano un fardello in salita, ora ci promettono una discesa rapida ed efficace. Ecco il punto chiave dello sci ripido! 
Mettere gli sci a 4000m non è mai banale, e approcciare un pendio che non ha risalite aggiunge uno stress supplementare. Anche se troviamo condizioni ideali, esistono gli imprevisti, il ghiaccio sorprende anche i ramponi più affidabili..
Liv non è una specialista di sci ripido, quindi sceglie di fare le sue prime curve con la corda. L'assicuratore si attacca tramite la longe a una piccozza che fa da corpo morto nella neve, blocca uno sci, e assicura a spalla nel modo più dinamico possibile. 
Una curva, una derapata, ancora una curva e dolcemente Liv prende le misure del pendio. Dopo un tratto con la corda torna in fiducia e le gambe hanno prendono il ritmo. A questo punto Liv decide di continuare senza corda. Il risultato è quasi troppo facile; malgrado la pendenza e il battito cardiaco, la neve è buona e la discesa si gusta tranquillamente. E' un po' tardi ed è necessaria un'ultima accelerazione per uscire dal canalone e passare il crepaccio. I sorrisi non lasciano i nostri volti fino all'arrivo a fondo valle. In tutta la storia della Verte, questa giornata non ha davvero nulla di eccezionale ma per noi, semplici sciatori alpinisti, il mix di sforzo, sensazioni e condivisione è stato perfetto.

-- Boris Dufour

 

Itinerari di salita e discesa
 
Aiguille verte con gli sci - itinerario di salita © Boris DufourAiguille verte con gli sci - couloir Whymper - itinerario di discesa © Boris Dufour
 
 
 Liv Sansoz  nel Team Petzl
 

 

 

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