Domenica 21 luglio alle 15.05: un SMS di Nina Caprez arriva sul cellulare: è fatta! Nina ha appena concatenato "Carnet d'adresse" a Rocher du Midi a Chartreuse (Francia). Una settimana prima, il suo compagno Cedric Lachat ne aveva fatto la seconda salita. Carnet d'adresse fu attrezzata da Philippe Mussato. Nel 2011 Yann Ghesquier salì la prima libera. Nina firma una delle più belle performance con la terza salita e la prima femminile di questa via di difficoltà estrema. Tre ore dopo, con una coppa di champagne, Nina et Cédric festeggiano questo successo.

Abbiamo colto l'occasione per farle qualche domanda.

Nina Caprez su Carnet d'adresse, Rocher du Midi, Francia

Petzl: Cosa ti ha motivato per andare a provare questa via?
Nina: Quest'anno cercavo un progetto vicino a casa. Avevo sentito parlare tanto di vie favolose intorno a Grenoble e la Rocher du Midi è prorpio di fronte al nostro appartamento. Quello che mi ha motivato è il profilo di questa via, simile a quello di Silbergeier che abbiamo concatenato l'anno scorso in Rätikon. Carnet d'adresse sembreva essermi congeniale. Mi piace andare a provare vie poco conosciute e motivare altri scalatori a provarle. Philippe Mussato è un chiodatore geniale, ogni via firmata da lui è una creazione unica e un viaggio nell'alta difficoltà. Sono pochi gli scalatori che osano provarle. Insieme a Cédric ho raccolto alcune belle immagini per invogliare gli scalatori a salirle.

Petzl: Ci descrivi lo stile della via e le caratteristiche necessarie per salirla?
Nina: Lo stile di Carnet d'adresse mi è congeniale: è abbastanza vario ma i tiri chiave sono in palcca verticale o leggermente strapiombante. Le prime tre lunghezze sono in "stile alpino": bisogna scalare con attenzione perchè la roccia non è troppo solida. Il gioco comincia al quarto tiro (8b+): una lunghezza a 5 stelle di 25/30 metri su roccia calcarea perfetta. E' la parte più dura di tutta la via. Ci sono sono appigli molto piccoli e devi stare bene sui piedi, sono fondamentali equilibrio e mobilità del bacino. Subito dopo c'è un 7a+ difficile in placca e fessura. Si arriva quindi a uno stupendo tiro di 8a (per me anche 8a+) che comincia con un ristabilimento tipo "piscina" su grandi piatti. Subito dopo c'è un passaggio su croste in leggero strapiombo. La lunghezza successiva è un 7c+ di 30 metri con un passaggio di equilibrio senza mani in placca. Si arriva quindi all'ultimo tiro, un bell'8a+ che inizia con un magnifico lancio in traverso, seguito da un passagio di blocco di 6 movimenti. Insieme a Cédric ho trovato una soluzione dove, ancora una volta, devi usare i piedi su appoggi minimi arcuando tacchette impossibili, il tutto si gioca grazie a una buona posizione del bacino. Una via stupenda!


Petzl: Le grandi vie estreme sono la specialità tua e di Cédric, Silbergeier au Ratikon (CH), Delicatessen (Corsica), Ali Baba dans la paroi d'Aiglun, la Ramirole au Verdon... Come vi organizzate per salirle?

Topo Carnet d'adresse, Rocher du Midi, Francia

Nina: Amiamo fare progetti a due. Attacchiamo sempre le vie dal basso e cerchiamo di salirle in uno o due giorni al massimo, dipende dalla difficoltà. Per Carnet d'adresse, il primo giorno è stato impegnato nel fare i quattro tiri iniziali mettendo delle corde fisse. Il secondo giorno, abbiamo guardato nel dettaglio le quattro successive lunghezze. Spesso Cédric lavora i tiri duri da primo, ha sicuramente più margine di me. Io li provo da seconda e salgo da prima i tiri più facili. Una volta che abbiamo trovato i metodi su tutti i passaggi separiamo le nostre giornate di arrampicata. Spesso Cédric  prova prima di me un concatenamento e questo mi permette di poter provare ancora la via. Se no per preservarmi la pelle, lo assicuro e lo incoraggio ma salgo con le jumar. L'indomani invertiamo i ruoli. Sembra un metodo particolare ma è efficace per ripetere entrambi la via. Infatti quando lavoriamo un itinerario siamo abbastanza veloci perchè ciascuno prova i metodi dell'altro. Da parte mia cerco metodi che richiedono meno forza e talvolta li usa anche Cédric. Per contro ogni tanto uso metodi più fisici che, se non vedessi fare da lui, non mi verrebbero mai in mente. Questo lavoro di squdra mi motiva molto. Nella nostra coppia l'unione in parete è un momento molto forte.

 

Petzl: Quanto tempo hai impiegato per lavorala fino a riuscire nella salita?
Nina: Ci sono voluti due giorni per salirla e inquadrarla. Cédric l'ha concatenata la volta successiva insieme a Quentin Chastagnet che l'assicurava perchè io ero occupata. Io sono andata ancora due volte, un giorno solo per lavorare e concatenare l'8b+ e un altro giorno ho approfittato di una seduta fotografica con Sam Bié per lavorarla di nuovo la via fino in cima. E via..., oggi è fatta! Non me l'aspettavo perchè il tiro di 8b+ mi preoccupava molto. Oggi scalavo come una piuma, mettendo i rinvii e issando il sacco del materiale... E' stata una giornata stupenda, proprio di quelle che amo: ero concentrata su ogni tiro e su ogni movimento... questo mi dava una grande forza. "J'adore, j'adore…"
 

Nina Caprez scala su Carnet D'adresse

 

Petzl: Qual è il prossimo progetto?
Nina: Questa primavera mi sono lanciata in molti progetti. Non ho concatenato grandi cose e mi sono fatta male a una puleggia. Questo mi ha un po' depressa. Poi ho riposato e ora tutto va per il meglio. Ho in progetto un 8c a St. Ange, Les Spécialistes in Verdon e voglio salire due linee che mi fanno sognare da molto tempo: Digital Crack nel massiccio del Monte Bianco e 'Babel', un'altra mitica via lunga di Philippe Mussato nel Pestel de Glandasse. Ho il mio bel da fare!

E per cambiare un po', ho in programma di fare delle esplorazioni speleologiche insieme a Cédric.

 

 

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