Nel 2013 una piccola squadra del team Petzl è partita alla scoperta delle cascate di ghiaccio nel massiccio di Siguniang, in Cina. Nel cuore dell’omonimo parco nazionale, Erwan Le Lann, Mathieu Maynadier, Marcos Costa, Audrey Sniezek e Takako Hoshi hanno seguito il flusso gelato “Rastafar’Ice” e aperto decine di vie di misto nella “Valle dei ghiacci magici”. Un’avventura che costituisce il tema portante di “China On Ice”, il film di Guillaume Vallot.

Vidéo : China on Ice © Guillaume VallotLa fortezza che segna l'ingresso nella alta valle del Shuangqiaogou, le prime cascate la circondano.

 

La valle di Shuangqiao, nella provincia cinese di Sichuan

Conosciuto fin dai primi anni ’80 per le sue big wall di granito e le sue pareti tecniche di dimensioni himalayane, il massiccio di Siguniang inizia a far parlare di sé per via dei suoi flussi glaciali. Le tre valli di questo Parco nazionale presentano una moltitudine di cascate alimentate da enormi bacini idrici che culminano a un’altitudine di seimila metri. Il clima molto umido e gli inverni freddi della regione costituiscono le condizioni ideali per la formazione di una moltitudine di cascate ghiacciate. Introdotti recentemente alle acrobazie su ghiaccio, durante le loro vacanze di Capodanno molti giovani cinesi si accalcano sulle colonne di ghiaccio dalle tinte che sfumano nel blu. Approfittando del passaggio dall'Anno del Drago a quello del Serpente (l’anno 4711 del calendario cinese), un piccolo gruppo eclettico di climber del team Petzl ha raggiunto il posto per fare fuoco e fiamme sulle cascate del massiccio montuoso.

 

Una squadra eclettica sulle tracce dei pionieri

Vidéo : China on Ice © Guillaume VallotErwan Lelann assicura Mathieu Maynadier e Marcos Costa sul terzo tiro di "Dragon Breath", un 6° grado mitico della valle. Sulla destra di questa bella cascata di 150m, Erwan e Mathieu hanno aperto dal basso e con un solo spit "Baijo Hang Over", un M7/M8 di misto.

Vidéo : China on Ice © Guillaume VallotErwan Lelann risale il grande muro di Avalanche Pass WI 5

Guidati dai francesi Erwan Le Lann e Mathieu Maynadier, il brasiliano Marcos Costa, la nordamericana Audrey Sniezek e la giapponese Takako Hoshi sono partiti sulle tracce dei pionieri dell’arrampicata nella regione. Nel 2003, infatti, François Damilano, Stéphane Husson e il compianto Guy Lacelle avevano già esplorato la Valle di Shuangqiao. Lungo il flusso gelato Rastafar’Ice, i ghiacciatori francesi si erano lasciati alle spalle una linea dal sapore futurista. Un M10, catturato dall’obiettivo della fotocamera di Monica Dalmasso, che a suo tempo aveva avuto gli onori del catalogo Petzl e di un magnifico poster. Lo scorso febbraio, la visita dei climbers Petzl nella Valle di Shuangqiao non ha potuto che constatare lo sviluppo e il successo dell’arrampicata su ghiaccio in Cina.
 

“Baija Hang Over”, il misto ghiacciato!

Vidéo : China on Ice © Guillaume VallotMathieu Maynadier attacca le fini placche di "Little Apricot" M8, una nuova via  di dry nel settore Rastafar'Ice.

Vidéo : China on Ice © Guillaume VallotMathieu Maynadier su Rastafar'Ice un M10 aperto da Stéph Husson, François Damilano e Guy Lacelle nel 2003.

Centinaia di ghiacciatori locali, spesso principianti ma sempre entusiasti, prendono d’assalto le vie classiche della valle, di facile accesso. Dopo aver affilato le lame delle loro piccozze sulle linee difficili già esistenti, durante il soggiorno nel Sichuan i nostri eroi hanno voluto lasciare qualche osso da rosicchiare anche ai loro amici cinesi. In quel paese, noto perché in tema di gastronomica non si ha paura di niente, si dice che, per arrampicare bene sul ghiaccio, bisogna salire dove non ci sono vie… Il simpatico paradosso, che non sarebbe dispiaciuto a Lao Tseu, è stato illustrato perfettamente da Erwan, Mathieu e Marcos, che nella zona hanno aperto diverse belle vie di misto. Oltre alle centinaia di cascate di ghiaccio presenti nella stagione invernale, il potenziale inutilizzato di Shuangkiogou è infatti costituito da decine di linee di misto. Per ringraziare i francesi dei loro doni ghiacciati, che prometteranno ai locali un caldo futuro, gli alpinisti cinesi hanno accompagnato gli amici occidentali in un ristorante dove si pratica il tradizionale festival del Baijo. Nessuno potrebbe mai ragionevolmente rifiutare un segno di stima di tal genere, tant’è che il nome di una delle nuove vie, “Baijo Hang Over”, ha di certo una sua ragion d’essere…
 

“Cina On Ice”, un film da non perdere

I gioiosi momenti di fraternizzazione tra francesi e climber orientali compaiono anche in “Cina On Ice”, il film girato e scritto da Guillaume Vallot e realizzato da Raphael Lassablière.

 

Un’intervista a Xiang Yang 

Giovane climber cinese di 25 anni, originaria di Chengdu, la capitale provinciale del Sichuan, Xiang Yang è la voce narrante fuori campo nel film “China On Ice”. La registrazione per l’audio del filmato è avvenuta a Briançon, dove la giovane cinese ha seguito un corso di formazione per l’alpinismo, e dove ci ha raccontato i suoi primi passi su ghiaccio e l’incontro con il team Petzl.

Vidéo : China on Ice © Guillaume VallotVestite con abiti neri e ricami variopinti, tipici delle popolazioni locali tibetane, Chiang Yang, giovane climber cinese, posa a fianco della sua raggiante nonna.
Vidéo : China on Ice © Guillaume VallotUno Shorten decorato da bandiere di preghiera, i "cavalli al vento".
 

Ecco un estratto dell’invito di Xiang Yang a visitare il Paese del drago...

La mia provincia, il Sichuan, si trova nel sud-ovest dell’Impero di mezzo. I graniti del Sichuan sono molto più antichi dell'Himalaya: la catena montuosa conta un’età di diverse centinaia di milioni di anni, e si è formata ben prima della sua altissima vicina. Per andare a Siguniang dovrete atterrare a Cengdu, e poi proseguire in auto verso le montagne. Ricordate che le nostre montagne sono alte, e le valli di accesso titaniche. Mia nonna mi ha insegnato un proverbio molto utile che dice: «Il cammino del Sichuan è più difficile di quello del cielo (蜀道 难于上青天)». La strada che sale ai 4487 metri del Balang Pass è stata completamente inserita nel letto del fiume. La ricostruzione di questa via nevralgica è stata un’impresa faraonica. A Chengdu, quando non piove, diciamo che fa bello. Mi ricorda un secondo detto: «Nella terra di Shu, quando il sole appare, il cane abbaia (蜀 犬吠 日)».  Significa che lassù il sole è come uno sconosciuto che il cane non ha mai visto. Ma non lasciatevi scoraggiare. Shuangqiaogou significa «Valle dei ponti gemelli». Perciò andate a scoprire i 35 chilometri di strada asfaltata perfettamente mantenuta nella piccola valle e le decine di cascate che scendono due rive del fiume. Da circa un decennio Shuangqiaogou è diventato una specie di tempio dell’arrampicata su ghiaccio, ed è riconosciuto a livello nazionale come il posto migliore per l’ice climbing. Un festival molto importante vi attira diverse decine di ghiacciatori ogni inverno. Esiste già una guida con tanto di mappa e, che siate dei ganzi o meno nell’arrampicata su ghiaccio, vi invito calorosamente a unirvi a noi in questa piccola valle magica!

Guillaume Vallot --

 

Video : China on Ice © Guillaume VallotMathieu Maynadier risale la colonna centrale di Avalanche Pass WI 4+, sullo sfondo le cime granitiche di Siguniang alte più di 5000 metri.

 

La cascata di ghiaccio

 

Per maggiori informazioni

  • Scarica la guida >>
  • L'articolo completo di mappe e informazioni pratiche nel numero di fine anno della rivista Vertical.

 

 

 

 

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