Venerdì 11 febbraio 2011, ore 14.00, cresta del Peyrou d'Aval, circa 2800 metri di altitudine. In un cielo magnifico, su questa cresta che delimita a ovest (a monte del rifugio Chancel) gli itinerari di sci classico del Vallone della Meije, si stagliano due figure. Immobili, sembrano volersi confondere con questa immensa montagna, così selvaggia e bella.

Infatti, attente, scrutano il ghiacciaio della Girose e le sue pendici che offrono grandi discese: Orcière, La Voute, Chirouze… Attualmente le condizioni per affrontare questi itinerari da leggenda non ci sono. I frequentatori abituali lo sanno bene, ma talvolta accade che alcuni sciatori scendano troppo in basso e si trovino chiusi in questi couloir molto tecnici, un buon lavoro di osservazione non è mai superfluo.
Oggi, nessuna traccia sospetta. Tutto è calmo. Un ultimo colpo d'occhio, qualche curva e Pascal e Jean Charles, pattuglie di La Grave, raggiungono la terrazza del rifugio per osservare un altro settore.

 

Ad oggi 11 febbraio, non nevica da un mese. Tutto è più che tracciato e il manto nevoso è stabile. Neve fredda, gradevole da sciare ma spesso dura nei couloir: il rischio ora sta nelle cadute. In queste condizioni, il ruolo delle "pattuglie" si concentra su:

  • una buona informazione, al mattino alla partenza della funivia e successivamente secondo le difficoltà percepite dagli sciatori
  • una buona sorveglianza durante la giornata lungo i diversi itinerari e se necessario con consigli direttamente sul posto

Alla prossima nevicata, si comincia una nuova storia…

Nel frattempo, Pascal Guibout e Jean Charles Bonsignore raccontano a Petzl il loro mestiere unico: pattuglie a La Grave.

Petzl: Perchè questa professione?
Jean Charles Bonsignore: "La zona dei Valloni della Meije a La Grave è unica al mondo. C'è solo una funivia che porta gli sciatori a 3200 metri. Lassù, un piccolo skilift serve una pista sul ghiacciaio. Oltre a questi impianti, nulla o meglio... tutto: itinerari fuori pista sul ghiacciaio, nei valloni, couloir e boschi. Quasi 2000 metri di dislivello di pura montagna. Qui ci si trova al di fuori delle piste tracciate e delle folle. Gli sciatori si muovono sotto la loro responsabilità. Il sistema ideato in questo luogo, per quanto sappiamo, è unico al mondo. Noi siamo quattro uomini di pattuglia, assunti dal comune. Il nostro compito: controllare le condizioni di sicurezza del luogo e giocare un ruolo di prevenzione discreta sulla nostra clientela ed un ruolo di consulenza per il comune in merito all'apertura o meno della funivia."

Petzl: Concretamente, in cosa consiste il lavoro?
Pascal Guibout: "Al mattino, siamo alla stazione di partenza per consigliare gli sciatori prima dell'acquisto dello skipass: li informiamo sulle condizioni, sul meteo, sul rischio di valanghe e sul materiale da avere con sè. Rispondiamo alle domande che gli sciatori ci pongono a seconda del loro livello e loro progetto per la giornata. A questo punto, diffondiamo un bollettino agli uffici del turismo di settore, agli uffici delle guide ed inoltre forniamo un supporto informativo meteorologico a Météo France. Subito dopo partiamo per svolgere il nostro lavoro di sorveglianza discreta sul campo: seguire l'andamento dei gruppi, dare consigli se necessario, aggiustare la posizione delle pietre segnavia che indicano gli itinerari principali."



Petzl: Questo ruolo informativo nei confronti del comune, cos'è?
Pascal Guibout: "Si concretizza attraverso la commissione di sicurezza. Convochiamo questa commissione in caso di cambiamenti importanti riguardo il rischio di valanghe. E' composta da guide che percorrono i due itinerari principali per decidere, a seconda delle condizioni della neve, se aprire o meno la funivia. Viene emesso un avviso per il comune che deciderà sull'apertura o la chiusura. Questa commissione credo che sia una secificità di La Grave. E' un momento importante della vita locale…"

Petzl: Intervenite in caso di soccorso?
Jean Charles Bonsignore: "Qui l'ambiente è quello dell'alta montagna. Gli interventi sono realizzati dai Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne (pghm) o dai CRS. Tuttavia il nostro aiuto può essere necessario in alcune situazioni, per esempio in caso di maltempo se l'elicottero non riesce ad arrivare… Infatti dedichiamo una parte del nostro tempo ad esercitazioni di soccorso in valanga e in crepaccio."

Petzl: Parlaci del vostro equipaggiamento.
Jean Charles Bonsignore : "Lo zaino contiene sempre i tre elementi essenziali per la sicurezza: arva, pala e sonda. Ma anche tutto il materiale per muoversi su un ghiacciaio: l'imbracatura ADJAMA, il KIT da crepaccio Petzl, i chiodi da ghiaccio, la corda. Da non dimenticare la nostra fedele lampada ULTRA indispensabile per gli interventi notturni e le pelli di foca in caso si debba risalire…"
 

Petzl: Siete tutti i giorni su questa montagna. Quale senso date al vostro lavoro?
Pascal Guibout: "Questo mestiere non esiste da nessun'altra parte. Si inventa giorno dopo giorno direttamente sul campo, senza certezze, cercando di adattarsi alle condizioni e agli elementi della natura. Siamo in quattro, ciascuno con la propria storia, le proprie esperienze ed il proprio intuito. Cerchiamo di difendere, al nostro livello, un'idea: praticare la montagna in libertà, in autonomia e sotto la propria responsabilità. Il fallimento sarebbe quello di un rifiuto da parte della società di quest'idea sotto la pressione di una ricerca di sicurezza."



Petzl: Il ricordo di un momento forte?

Jean Charles Bonsignore: "Una sera di dicembre 2009, siamo partiti di notte per cercare degli inglesi che salivano sul ghiacciaio dopo essersi persi nell'Orcières. Ci hanno avvertiti chiamandoci con il cellulare. Eravamo davvero preoccupati, la temperatura era di -20°C. Fortunatamente, con le ULTRA, li abbiamo localizzati abbastanza in fretta. In realtà erano buoni sciatori ed erano ancora in buona forma. Alla fine, quella notte la neve era eccellente e quel soccorso, che si era preannunciato delicato, si trasformò in una magica discesa con le "fiaccole frontali"… fino a La Grave."

 

Brevi ritratti:

Pascal Guiboud, 44 anni. 
Originario della Matheysine (Isère). Da giovane lavora agli impianti da sci, poi accompagnatore, quindi preparatore di piste da sci ed infine guida alpina dal 1993. Membro dell'ufficio delle guide di La Grave e "Patrouilleur" dall'inverno 2008-2009. "Ho organizzato la mia vita intorno alla montagna e a La Grave, sono totalmente immerso. Non lascio mai questo luogo… anche un mese dopo l'ultima nevicata." Piccola precisazione però: il giorno prima del nostro incontro, Pascal era appena tornato da due giorni sulla parete nord dell'Eiger…
 

 

 
Jean Charles Bonsignore
, 41 anni. 
Un passato da gran sciatore lo ha portato ad occuparsi di sicurezza sulle piste. Jean Charles è "Patrouilleur" dal 2000. E' anche un pompiere che si occupa di sicurezza durante l'estate in Verdon, formatore alla scuola di sicurezza applicata civile e cordista. E quando non lavora... arrampica.

 

 

 

 

Jérôme Gillet, 37 anni.
Accompagnatore di media montagna all'ufficio delle guide di La Grave e responsabile della sicurezza sulle piste. Undici anni di sci a La Grave  e campione di ping pong…
 

 

 

 

   

Xavier Cointeaux, 40 anni.
Guida Alpina a La Grave. Capo cantiere cordista. Da diciassette anni a La Grave, ha avuto il tempo di aprire alcuni itinerari diventati classici.
 

 

 

  

 
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