Intervista a Mario Prinoth | Team Petzl Italia

Mario Prinoth, classe 1971, è originario di Cavalese, in Val di Fiemme (Trentino). Mario scala da quando aveva 12 anni, età in cui iniziò ad esplorare gli attraenti paesaggi verticali intorno a casa sua. Attualmente vive e lavora a Campitello di Fassa. La sua prima occupazione è quella di accompagnare i turisti in parapendio tandem ma oltre a questo Mario è anche un tracciatore della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana. Nel tempo libero ama condividere con la sua famiglia la grande passione per la scalata e la montagna.

 

 

Quando e come ti sei avvicinato all'arrampicata?
Mi sono avvicinato all'arrampicata nel 1983 all'età di 12 anni quando con i miei fratelli, anch'essi appassionati di montagna, ho cominciato a frequentare le cime del Sella, del Pordoi e del Sassolungo.

Hai avuto qualche mito quando hai iniziato a scalare, ne hai ancora?
Non ho mai avuto miti in particolare, nonostante nella mia valle ci siano stati e ci siano tuttora grandi nomi dell'alpinismo. Sicuramente da giovane cercavo di seguire le orme di questi personaggi.

La scalata sta diventando uno sport sempre più diffuso, cosa ne pensi?
Penso che l'arrampicata stia raccogliendo il successo che merita. Quando insegno ai bambini noto come questo sport coinvolga l'individuo sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista mentale, insegnandogli a "non mollare" quando si fa fatica e a mantenere la calma nelle situazioni più difficili.

 

Quanto tempo dedichi all'allenamento a secco e quanto all'arrampicata in ambiente naturale?
Vivo in val di Fassa e da noi l'inverno è particolarmente lungo e freddo. In questo periodo dedico quindi molto tempo all'allenamento a secco, alternandolo a uscite su ghiaccio o misto con le picche. In primavera e autunno ho spesso molto tempo libero e mi sposto verso le falesie del Nord Italia mentre in estate, per motivi di lavoro, scalo soprattutto nella mia zona.

Quali sono le tue migliori performance? (A vista e lavorato)
Le mie migliori prestazioni on sight sono arrivate fino all'8a+ in falesia ma la performance che mi ha dato più soddisfazione è stata "Battisti-Weiss", aperta in artificiale nel 1973 su una cima tra le montagne intorno a casa mia. La via ha uno sviluppo di 550 metri, grado VI+/A2 e 8a in libera. Per quanto riguarda il lavorato, le vie che mi hanno impegnato di più sono state "The big mother" (8c+ a Erto) e "The search" (8c+ al passo Fedaia) che ho chiodato e liberato.
Vorrei però aprire una parentesi a proposito della ricerca  del massimo grado. Ci sono vie di incomparabile bellezza ma che richiedono una scalata difficile e super-tecnica e vie con una storia alle spalle che le rende uniche. Queste ultime mettono soggezione e scalandole non dai più molta importanza al grado e ti godi semplicemente il loro valore. Con questo vorrei promuovere un'etica per le nuove generazioni: non cercare solo il gesto atletico ma andare oltre... 

Curi l'alimentazione in relazione allo sport che pratichi?
Cerco di limitare il più possibile i grassi, per il resto mangio un po' di tutto senza strafare. Sono goloso di cioccolata e mi piace molto bere del buon vino in compagnia...

Hai altre passioni sportive? E non sportive?
Pratico parapendio, scialpinismo, corsa e camminata in montagna. Nel tempo libero mi piace lavorare il legno.

Quali sono i tuoi obiettivi?
Tra il 1995 e il 2000 mi sono impegnato in molti progetti e questo non mi ha permesso di trovare uno stato di serenità interiore. Ora cerco di non pormi troppi obiettivi, vivo l'arrampicata giorno per giorno e così riesco a realizzare i miei sogni più semplicemente, senza tante pianificazioni. 

Come integri l'arrampicata con la tua vita famigliare?
Ho la fortuna di avere una compagna e una figlia alle quali piace scalare, quindi usiamo il nostro tempo libero per la nostra passione più grande.

Perché hai scelto Petzl?
Vivo la montagna a 360 gradi, scalando su roccia e ghiaccio, così ho potuto rendermi conto della qualità dei prodotti Petzl dedicati alla montagna. Penso che sia un marchio prestigioso che produce materiale sempre all'altezza delle mie esigenze.

Quali sono i prodotti Petzl che utilizzi abitualmente?
Utilizzo soprattutto i prodotti dedicati all'arrampicata sportiva. 

Hai vissuto gli della nascita della scalata moderna, quali differenze rispetto a quella di oggi. Dal punto di vista sportivo, sociale e dell'attrezzatura.
Ho vissuto i primi anni della scalata moderna. Frequentavo le falesie di Val San Nicolò e pionieri come Mariacher, Jovane e Pederiva. Dal punto di vista sociale penso che questo sport sia ormai diffuso e conosciuto mentre un tempo chi scalava era visto un po’ come una mosca bianca. Dalle mie parti fino ai primi anni '90 si scalava solo 3 mesi all'anno, in estate. Solo dopo, con l'avvento dei muri artificiali, il livello e il numero di arrampicatori si è alzato, rendendo più facile l'approccio a questo sport. L'attrezzatura si è evoluta molto in questi ultimi anni, diventando più leggera, maneggevole e sicura. Dal punto di vista sportivo è cambiato completamente il modo di vivere la scalata. Un tempo era vista solo come metodo d'allenamento per poi poter affrontare le grandi pareti. Grazie all'entusiasmo dei precursori di questo sport, l'arrampicata ha successivamente raggiunto una propria identità indipendente dall'alpinismo e ha sviluppato un ruolo sempre più importante nel panorama delle discipline legate alla montagna.

 

 

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