Erwan Lelann, team manager Petzl, torna dalla sua salita della cascata dell'Oule, una linea che si forma raramente e che domina la valle del Grésivaudan... e lo stabilimento Petzl! E' successo martedì 14 febbraio.

Erwan Lelann.

"Sono ormai 20 anni che scalo sulle cascate di ghiaccio intorno a Grenoble, e probabilmente più di 10 anni che sogno vedere gelare le cascate che scendono dal pianoro di Saint Hilaire du Touvet. Nel 2001 un'ondata di freddo aveva reso possibile alcune belle salite, ma si era ghiacciata solamente la parte alta della cascata dell'Oule.

Il freddo eccezionale, costante e regolare, di queste ultime settimane ha fatto miracoli!

Tutti i giorni, per due settimane, ho guardato attentamente l'evoluzione del ghiaccio... finchè non ho capito che era il momento giusto. La cascata dell’Oule era pronta... ma io ero senza il compagno di cordata!

Il meteo prevedeva ancora due giorni di freddo, poi una risalita delle temperature sopra gli 0°C, e il ghiaccio non ama il segno + ...

Domenica sera ero precipitato nell'abisso. Sapevo che non sarebbe rimasto che un giorno di buono, due al massimo, per tentare questo edificio di ghiaccio incredibile ed effimero. In serata Arnaud Guillaume mi chiama dalle Hautes-Alpes: "Ciao Erwan! Ci saranno delle condizioni mai viste nella valle Grésivaudan!?"

YEEEES! Non ci è voluto molto per definire l'appuntamento martedì mattina, alle 7 a Saint Nazaire les Eymes. Arnaud si sveglia quel giorno alle 4 per arrivare qui dalle Hautes Alpes (per dovere di cronaca Arnaud si sveglia alle 3 il giorno precedente per una prima salita nella Hautes-Alpes e alle 5 due giorni dopo per un'altra cascata!).

L'appuntamento è quindi alle 7 di mattina, così con la luce riusciamo a guardare l'intera struttura scendendo dalla via ferrata. Ci sembra tutto estremamente solido.

ice climbing

La parte bassa si rivela più complicata del previsto, una grossa stalattite è appesa per miracolo. Passiamo quindi il più a sinistra possibile. Raggiungiamo quindi una cornice che da lontano ci lasciava perplessi. Effettivamente il ghiaccio era troppo rischioso ma per fortuna questa cascata è perfettamente allineata con la via ferrata che utilizziamo per superare questi 10 metri!

Arnaud arriva ai piedi della colonna alta, già completamente piena d'acqua; la parte destra cola molto. Prima di attaccare la cascata, ci mettiamo d'accordo per decidere chi avrebbe salito la parte alta... Per rispetto ad un "locale", Arnaud me la lascia, merci ;-)
 

Parto dalla sosta, bagnato! Vado a proteggermi il più in alto possibile, dietro il tubo un po' al riparo dall'acqua, e mi rendo conto che non avrò scelta: sono obbligato a passare sotto un'enorme doccia, con una parte ripida e diversi movimenti da fare su un ghiaccio spugnoso, per riuscire ad aggirare l'acqua e arrivare (si spera) su una parte asciutta!

Da notare che una piccozza piantata in un torrente canalizza l'acqua fino alle mani, poi alle braccia, alle spalle e a tutta la parte superiore del corpo. In breve dopo cinque movimenti ero completamente bagnato!
 

Attacco dunque questo tubo di 80 metri, staccato dalla falesia, su uno sperone che strapiomba sulla valle del Grésivaudan, magnifico! Sono bagnato fradicio ma il sole mi dà una mano. Il ghiaccio sembra quello di un sorbetto, raramente batto più di una volta per piantare le picche, e così salgo tranquillamente una decina di metri.

Intravedo proprio sopra di me una zona di ghiaccio di colore scuro. Metto una vite e vado a vedere per capire meglio la struttura su cui mi trovo... Questa enorma colonna di ghiaccio è in realtà una conchiglia, un'enorme campana al cui interno scorre l'acqua ad una velocità impressionante. Questo spiega il rumore sordo e irregolare che, avvicinandosi, si sente sempre più forte e brusco. La zona di ghiacccio scuro corrisponde ad un sottile strato di ghiaccio di circa 1 cm attraverso il quale vedo l'acqua che cola e la roccia dietro!

Ora la cascata sembra solida ma la tensione è ancora alta.

Sul tiro successivo tiro sono obbligato a zigzagare a destra e poi a sinistra per riuscire a scalare sulle parti di ghiaccio più spesse ed evitare le campane di vetro incollate come adesivi qua e là. Dopo 55 metri di scalata, trovo una cengia sulla destra dove poter attrezzare una sosta, al sole ma sempre fradicio. Arnaud mi raggiunge e parte sul ghiaccio secco del sigaro terminale che finisce in mezzo agli alberi... e finiamo questa salita facendo del tree climbing.

"Non avevo mai veramente sperato di poter salire questa cascata, c'è stata una possibilità ed ho avuto la fortuna di poterla sfruttare!"
 
Erwan Lelann
Petzl Team manager

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