Lunedì 18 febbraio 2013, 20h30. Il furgone rosso del GMSP 05 (Gruppo Montagna Vigili del Fuoco di Hautes-Alpes) si ferma nel parcheggio della Teleferica del Pic de Bure, nel Massiccio di Dévoluy, Hautes-Alpes, Francia. A bordo un'equipe di soccorritori è pronta ad effettuare un'esercitazione di soccorso notturno invernale in montagna. Il loro obiettivo è semplice: simulare il soccorso di uno sciatore caduto nel Chourum della Roccia del Corno e calare la vittima fino al parcheggio, dove sarà consegnata ai medici del pronto soccorso.

 

Partenza notturna in sci

I nove soccorritori si affrettano a scaricare la loro attrezzatura alpinistica e da scialpinismo, corde e barella pieghevole. Illuminati dalle loro lampade frontali, i membri dell'equipaggio verificano la loro attrezzatura, incollano le pelli di foca, testano l'ARVA, chiudono le sacche e partono in fila indiana nella notte. Il luogo è piuttosto particolare: il Chourum è un tunnel naturale molto ripido che attraversa una parete di roccia fino a raggiungere la cima del Corne, punto culminante di un itinerario chiamato "la traversata eroica". Si accede al tunnel calandosi dall'alto dentro un canalone di neve. Benoit Caremel, il responsabile dell'esercitazione, sceglie volutamente questo luogo dove un eventuale incidente notturno, oppure condizioni metereologiche difficili, impedirebbero il soccorso con l'elicottero, rendendo necessario l'intervento da terra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

approche nocturne du Chourum du Rocher de Corne 

 

A ciascuno il suo ruolo

L'esercitazione è diretta da Benoit Caremel, vigile del fuoco e consigliere tecnico del Servizio Regionale Incendi e del Soccorso delle Haute-Alpes.

La squadra è costituita da vigili del fuoco professionisti e volontari, un infermiere del pronto soccorso, e due vigili del fuoco allievi. C'è anche Jean Charles Bonsignore, capo unità ed ex pattuglia della Grave che adesso lavora come formatore in Petzl Solutions. Prima della partenza, Benoit divide i membri in coppie, comunica i ruoli e distribuisce il materiale. In un soccorso reale, i due soccorritori più veloci avrebbero raggiunto per primi le vittime per fare una valutazione, dare il primo soccorso e trasmettere il punto della situazione al capo dell'unità. Nell'ambito dell'esercitazione invece, tutto il gruppo resterà insieme per l'avvicinamento. Una volta sul posto, quattro membri dell'equipaggio dovranno raggiungere velocemente l'entrata del tunnel per arrivare alla vittima, prestare il primo soccorso e incominciare il recupero. Gli altri invece dovranno organizzare le riprese della barella durante la discesa.

  

 

Un esercizio tecnico

Una bella notte stellata e uno spicchio di luna accompagnano la carovana del soccorso lungo il vallone di Corne, dove la neve è fresca e soffice. Dopo un'ora di lavoro tutta la squadra arriva al tunnel, dove cambiano gli sci con i ramponi. A questo punto, due soccorritori scavano una buca nella neve e creano un ancoraggio utilizzando gli sci come corpo morto. Questo ancoraggio servirà più tardi per far scendere la barella nel canalone. Un'altra coppia scende in cordata nel tunnel e fissa una corda per facilitare la progressione, rendendo più sicura la discesa del resto dell'equipaggio. La manovra inizia dopo la cima del Chourum. Sylvain è il primo volontario a simulare la vittima. I tre capi unità, Benoit, Jean Charles e Michel si dividono nelle varie postazioni. Sorveglieranno le operazioni dando preziosi consigli.

L'equipaggio in testa deve creare un ancoraggio (almeno tre punti), posizionare e legare la vittima sulla barella ed installare una corda di lavoro e una di sicurezza. Su ciascuna corda vengono utilizzati il mezzo barcaiolo ed un nodo autobloccante come sistemi di frenaggio. Altri due membri guidano la slitta e sorvegliano la vittima. Questi due soccorritori accompagneranno la slitta lungo tutta la discesa. Dopo aver verificato tutti i dispositivi, Benoit dà il via alla discesa. Quaranta metri più in basso un'altra coppia si attiva per rinforzare una postazione utilizzando chiodi da roccia. Venticinque metri più in basso, un'altra coppia fa lo stesso installando una deviazione della discesa per guidare la barella lungo una sporgenza di roccia pericolosa.

 

 

Senza interruzioni, la slitta e i suoi due accompagnatori scendono regolarmente, uscendo dalla grotta e raggiungendo la parte alta del canalone. E' il momento di cambiare la vittima e il posto sulla slitta tocca a Laurent. Da questo punto verrà calato dal canalone di neve. Quattro membri scendono con gli sci e si posizionano nella parte bassa del canalone. Qui incomincia la seconda parte dell'esercizio: la discesa con sci e barella. Il compito non è semplice: i quattro soccorritori guidano la barella e devono sciare tutti alla stessa velocità, cercando di assorbire dossi e cambi di pendenza. Durante la discesa i soccorritori alternano la guida della barella alla ricerca del passaggio migliore. L'esercizio termina al parcheggio verso le quattro del mattino. Ad ognuno resta qualche ora di riposo prima di una nuova giornata.

 

L'equipe e i loro interventi

Benoit CAREMEL SPP Capo Unità

Jean Charles BONSIGNORE SPV Capo Unità

Michel SIMONET SPV Capo Unità e Guida Alpina

Vincent CROMBEZ SPV Infermiere

Sebastien MEFFRE SPV

Nicolas JEAN SPV

Ulysse PERRIER SPV 

Sylvain GUICHARD SPP Livello 1

Laurent BLANCHARD SPV Livello 1


SPP = pompiere professionale

SPV = pompiere volontario (l’attività del pompiere è svolta come secondo lavoro nel tempo libero)

I 2 membri di livello 1 si stanno preparando allo stage SMO2 che li renderà operativi.

 

Abbiamo chiesto a Benoit CAREMEL il numero d'interventi e di esercitazioni che vengono realizzati annualmente nel loro settore.

"Per quel che riguarda l'attività operativa nel 2012 abbiamo realizzato 63 interventi in montagna e in ambienti pericolosi. Questi interventi sono stati gestiti dal GMSP (Gruppo soccorritori di Montagna) e dal GRIMP (Gruppo di Intervento in posti pericolosi). Le nostre missioni sono varie: incidenti di arrampicata, di trekking, di aliante e parapendio, ma anche soccorsi in burrone, incidenti nei fiumi, ricerca di persone e salvataggio di animali (lista non completa)

Le esercitazioni sono collettive: le abbiamo programmate su base annuale, ne realizziamo 3 al mese di cui una sempre in notturna. Su questi esercizi cerchiamo di unire la progressione al soccorso. La scelta di temi e luoghi è flessibile, in base alle condizioni della montagna, alla provenienza dei partecipanti e alle tematiche da approfondire.

A queste esercitazioni collettive organizzate dal Servizio Regionale d'Incendio e Soccorso Alpino si aggiungono le esercitazioni personali dei membri del gruppo, che permettono il mantenimento della forma fisica e la conoscenza dei luoghi di intervento."

-- Benoit CAREMEL

 

 

Per maggiori informazioni


Durante questa esercitazione, i soccorritori hanno potuto testare le nuove lampade frontali ULTRA VARIO che permettono sia un'illuminazione di prossimità che di lunghissima portata. La ULTRA VARIO è una lampada particolarmente adatta a  questo genere di attività.

 

 

 

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