Ambienti e norme : la normativa HAZLOC

 

Le atmosfere a rischio di esplosione

 

In quali condizioni si può verificare un'esplosione?

Esiste un rischio di esplosione quando sono presenti vari elementi: 

- un comburente: l'ossigeno dell'aria ad esempio,
- un combustibile:

  • gas o vapori: idrocarburi, solventi, vernici, diluenti, benzina, alcol, coloranti, profumi, prodotti chimici, agenti di fabbricazione delle materie plastiche, ecc.
  • polveri: magnesio, alluminio, zolfo, cellulosa, cereali, carbone, legno, latte, resine, zucchero, amido, polistirene, concime, ecc.

- un punto d'infiammabilità o una sorgente di accensione.

Per esempio, nel caso del riempimento di silos da granaglie, la concentrazione di polveri è molto elevata. L'atmosfera diventa quindi pericolosa: l'aumento della temperatura o una semplice scintilla può causare un'esplosione.

Quando si individua un rischio di esplosione in un ambiente (gas o polveri), gli viene collegato un requisito di sicurezza che impone l'utilizzo di dispositivi specifici detti «antideflagranti». Questi dispositivi garantiscono varie modalità di protezione finalizzate ad eliminare i rischi di esplosione

 

 

La normativa HAZLOC

Cos'è l'HAZLOC?
La certificazione HAZLOC riguarda principalmente il Nord America. Il suo obiettivo è di controllare i rischi relativi all'esplosione di alcune atmosfere. Comprende due elementi:
- il test e la valutazione dei prodotti utilizzati,
- un controllo di fabbrica.

Come scegliere un materiale adatto ad un ambiente in cui esite un rischio di esplosione?

Le zone a rischio, secondo la normativa HAZLOC, sono classificate in tre modi:
- per tipi,
- per condizioni,
- per natura di sostanze o di materiali a rischio.

  • Tipi di ambienti
    Gli ambienti a rischio sono suddivisi in tre classi :

    - la «classe I» : indica uno spazio reso pericoloso dalla possibile presenza nell'atmosfera di alcuni gas o vapori in quantità sufficiente per essere esplosivi o infiammabili. Esempi: le raffinerie di petrolio, le aree di distribuzione benzina, le aree di finitura a spruzzo, ecc.
    - la «classe II» : indica uno spazio reso pericoloso dalla presenza di polveri combustibili sospese nell'aria. Esempi: i silos da granaglie, i produttori di materie plastiche, alluminio, farmaci e fuochi d'artificio, ecc.
    - la «classe III» : indica uno spazio in cui fibre o sostanze volatili possono raccogliersi intorno ad un macchinario o su impianti d'illuminazione ed essere infiammate da calore, scintilla o metallo caldo. Esempi: gli stabilimenti tessili, di trasformazione del lino, le aziende che producono segatura o sostanze volatili, ecc.
  • Condizioni
    Si distinguono due tipi di condizioni:
    - la «Divisione 1» (condizioni normali) : il pericolo può essere presente nelle operazioni produttive di ogni giorno o nel corso di frequenti attività di riparazione e manutenzione,
    - la «Divisione 2» (condizioni anormali) : quando la sostanza pericolosa è presente soltanto in caso di rottura accidentale o di funzionamento difettoso.
  • Natura di sostanze o di materiali a rischio
    I gas e i vapori degli ambienti a rischio di «classe I» sono suddivisi in quattro gruppi: A, B, C e D (queste sostanze sono raggruppate in base a temperatura d'infiammabilità, pressione di esplosione e altre caratteristiche di infiammabilità).

    Le sostanze pericolose degli ambienti di «classe II» sono suddivise in tre gruppi: E, F e G. Questi gruppi sono classificati in base alla temperatura di infiammabilità e alla conduttività della sostanza pericolosa. La conduttività riguarda in particolare le polveri metalliche.

 

Riepilogo delle classi I, II, III in ambienti pericolosi

Classi

Gruppi Divisioni
1

2

I Gas, vapori e liquidi A: Acetilene
B: Idrogeno, ecc.  
C: Etere, ecc.   
D: Idrocarburi, combustibili, solventi, ecc.
Normalmente esplosivi e a rischio di esplosione Normalmente non presenti in concentrazioni esplosive (ma potrebbero essere presenti accidentalmente)

II Polveri

E: Polveri metalliche (conduttive ed esplosive)
F: Polveri di carbone (alcune conduttive e tutte esplosive)    
G: Polveri di farina, amido, grano, plastica o polvere chimica (esplosive)
Quantità infiammabili di polvere si trovano con certezza o con alta probabilità in sospensione o possono essere presenti polveri conduttive

Polvere sospesa non presente normalmente in concentrazioni infiammabili (ma potrebbe essere presente accidentalmente)

III Fibre e sostanze volatili Materiali tessili, residui di legno, ecc. Usate o gestite durante la produzione Immagazzinate o gestite nel magazzino (fuori produzione)

 

Quali sono le particolarità delle lampade certificate?
Più restrittiva è la modalità di protezione di una lampada, meno potente è l'illuminazione. Le intensità e le tensioni consentite possono essere basse per garantire che l'apparecchiatura non possa produrre arco, scintilla o temperatura pericolosa.

Qual è il significato della marcatura?
Tutte le apparecchiature progettate per l'utilizzo in zone con rischio di esplosione dispongono di una specifica marcatura apposta sul prodotto. Questa marcatura contiene tutte le indicazioni necessarie per determinare le zone di utilizzo possibili.

Esempio di marcatura:

FLASHLIGHT FOR USE IN HAZ. LOC.
CLASS I, DIV. 2 GROUPS C, D, CLASS II, DIV. 2 GROUP G

- Class I : ambiente con presenza di gas (Classe I = gas, Classe II = polveri,
Classe III = fibre)
- Div. 2 = tipo di condizioni (Div 1: presenza di condizioni normal,
Div 2 : presenza di condizioni anormali)
- GROUPS C & D : corrisponde alle classi di gas coperte dal prodotto
- Class II : ambiente con presenza di polveri
- Div. 2 : presenza di condizioni anormali
- GROUP G : corrisponde alle classi di polveri coperte dal prodotto.